Abbattere subito le antenne di Radio Vaticana – copia & diffondi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Abbattere subito le antenne
di Radio Vaticana

Nel 2002 il primo a denunciare a livello mediatico le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana fu il programma Le Iene, che accusava l’emittente radiofonica di un uso spropositato delle frequenze, che facevano, a loro dire, 3 volte il giro del mondo per quanto erano potenti. Il problema è che, partendo dal centro di Santa Maria di Galeria, un frazione di Roma con circa 3000 abitanti, superavano di gran lunga i limiti previsti dalla legge, finendo con il favorire l’insorgere di leucemie tra i bambini della zona.
Otto anni dopo la situazione ancora non è cambiata, nonostante padre Federico Lombardi, direttore dell’emittente radiofonica, continui a ribadire che si affiderà alle perizie del prof. Umberto Veronesi e della dottoressa Susanna Longorio perché:
La perizia ora andrà discussa e valutata. Radio Vaticana si riserva di discutere con i suoi esperti e di fare le proprie considerazioni in alternativa a questa perizia. Sta di fatto che le misure sono già state prese dieci anni fa seguendo le norme internazionali. Inoltre sono state messe in pratica anche quelle italiane. Dunque Radio Vaticana è perfettamente in regola.
La regola poi andrebbe valutata, visto che nel 2005 due responsabili della radio furono condannati a 10 giorni di carcere. Secondo le misurazioni fatte all’epoca, si stabilì che i tumori nei maschi che abitavano nella zona erano significativamente più numerosi rispetto alla media nazionale, e la possibilità di contrarre la leucemia da parte dei bambini era di 6 volte superiore.
Continua..
IO STO CON EMERGENCY – FIRMA L’APPELLO PER I MEDICI
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
IO STO CON EMERGENCY

SABATO 17 – ore 14,30
Appuntamento in piazza Navona ROMA
Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.
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Wu Ming 1 (Roberto Bui) invoca l’oscuramento di blog e post
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Wu Ming 1 invoca
l’oscuramento di blog e post
di Iannozzi Giuseppe
Mi viene intimato di rimuovere entro 3 giorni i seguenti post:
boicotta il New Italian Epic in libreria e vinci un grosso premio
Wu Ming 1 (Roberto Bui) si fa Eracle. Una sporca storia di potere, sesso e soldi
Giuseppe Genna e Wu Ming: in esclusiva assoluta le loro poesie inedite
I tre post non possono essere rimossi in quanto è mio inalienabile diritto quello di fare informazione, critica e satira.
Il primo post è un invito a non lasciarsi sedurre dal “New Italian Epic”.
Il secondo post è una satira sempre sul “New Italian Epic” e sulla sua inutilità culturale. La satira evidenzia che il “New Italian Epic” è a mio giudizio solamente una macchina per fare soldi e non altro.
Il terzo post è invece costituito da alcune “finte poesie” scritte da Giuseppe Genna e Wu Ming 1 con il solo fine, gratuito e oltremodo maligno, di dileggiare pubblicamente il sottoscritto Iannozzi Giuseppe. Essendo stato dileggiato con delle “finte poesie” spacciate in Rete per mie, il minimo che potessi fare era di pubblicarle anche in questa sede, su biogiannozzi.splinder.com.
Wu Ming 1, o chi per esso, rivolgendosi alla Redazione di Splinder chiede la cancellazione in toto dei tre articoli.
Perché?
Perché gli danno fastidio e non sono delle critiche positive così come lui desidererebbe.
In pratica, Roberto Bui aka Wu Ming 1 si schiera
con QUELLI CHE LA CENSURA SÌ
Io non sono il solo destinatario di QUELLI CHE LA CENSURA SÌ.
Lucio Angelini, scrittore e traduttore, che come me ha criticato l’operazione “New Italian Epic”, è stato invitato, per usare un eufemismo, a cancellare i suoi post altrimenti il suo blog verrà oscurato.
TUTTO CIO’ E’ INAMMISSIBILE
E’ UN ATTENTATO GRAVISSIMO ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE
L’art. 97 L. 633/’41 dispone che si possa prescindere dal consenso, nei casi in cui ciò sia giustificato da motivi di notorietà del personaggio ritratto.
A Lucio Angelini viene ordinato di cancellare una foto innocua e banale che ha per soggetto Roberto Bui. Ma Wu Ming 1 in quanto personaggio pubblico non può accampare nessunissimo diritto sulla foto, tanto più che questa è stata scattata in una apparizione pubblica.
La foto contestata è questa:

- foto da http://lucioangelini.splinder.com -
Nessuno, e dico proprio nessuno, in nessun tribunale darebbe oggi anche solo un pelo di ragione a Roberto Bui aka Wu Ming 1.
Rimuovere la detta foto costituirebbe una gravissima violazione alla libertà di informazione.
Né può richiedere che vengano rimosse critiche e satire fatte su di lui, su biogiannozzi.splinder.com, su lucioangelini.splinder.com o su altri blog, siti e/o testate giornalistiche online e cartacee. Sarebbe come pretendere che su Berlusconi non vengano fatte più satire e che vengano rimosse tutte, una per una, dalla faccia del globo terrestre. Possono piacere o no critiche e satire avanzate. Si può condividerle, ma ognuno è libero di criticare l’operato del collettivo Wu Ming in quanto è il collettivo costituito da personaggi pubblici che appaiono in pubblico.
Se io sono (mi trovo) in strada e un fotografo mi scatta una foto nel corso di una manifestazione aperta al pubblico, non posso limitare assolutamente la libertà del fotografo.
Se invece un fotografo si infiltrasse in casa mia fisicamente o con prodotti dell’ingegno per carpire informazioni sul sottoscritto siano esse registrazioni vocali, fotografie, ecc. ecc.
A Lucio Angelini scrivo sul suo blog: “A livello di immagine il fatto che ti è stato chiesto, come a me del resto, di rimuovere immagini e critiche sui Wu Ming costituisce un fatto di inaudita gravità per la libertà di informazione. E’ impensabile che se io scrivo una recensione negativa questa mi venga censurata in un paese democratico, fino a prova contraria: il libro è per il pubblico che ha il sacrosanto diritto di criticarlo in positivo e in negativo, ma nessun autore, foss’anche un premio Nobel, può accampare il diritto di rimuovere critiche che non gli sono gradite. Se non vuole critiche, può decidere di non pubblicare i propri scritti e di tenerli nel cassetto. Se non vuole che in manifestazioni e convegni aperti al pubblico gli vengano scattate foto, ha solo da non partecipare agli eventi aperti al pubblico. Nel momento in cui io partecipo a un evento aperto al pubblico come ospite o relatore o che altro, divento personaggio pubblico.
Wu Ming 1, né chi per esso, può chiedere la rimozione della foto e dei post.
La rimozione della foto potrebbe essere possibile solo in casi estremi al fine di tutelare l’integrità fisica del soggetto: ad esempio se Wu Ming 1 fosse sotto minaccia di morte, allora sarebbe suo diritto chiedere di non essere ritratto. O anche se in foto fosse (stato) ritratto insieme a un minore di 18 anni.
Se qualcuno, sia esso Wu Ming 1 o qualcuno altro dovesse spingerti a rimuovere post di critica o immagini, o venisse operata la censura d’ufficio, tu Lucio Angelini sei nella perfetta condizione di sporgere denuncia e chiedere un risarcimento anche pecuniario. Va da sé che l’oscuramento del blog o di parte di esso per i capricci di una persona o due, sarebbe immediatamente configurato come attentato alla libertà di informazione e creerebbe un precedente pericolosissimo in Italia per la libertà in Rete. Che si allineerebbe a paesi come la Cina o il Venezuela.
La foto in questione non è in alcun modo lesiva dell’onorabilità di Wu Ming 1. E’ una foto normalissima. Banale, se mi permetti: innocente punto e basta.
A me sono state contestate critiche che ho fatto al New Italian Epic. Ed immagini satiriche. Ma non era proprio Roberto Bui aka Wu Ming 1 che non troppo tempo fa si accalorava che la satira è addirittura tutelata dalla Costituzione americana, in quanto espressione di libertà d’informazione?
Se Roberto Bui e compagni oggi si rimangiano le loro stesse dichiarazioni adoprando il metro dell’ingiustizia dei maiali orwelliani “che tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri”, allora non solo cadono in contraddizione – che sarebbe comunque il meno -, ma si dichiarano, e bisogna sottolinearlo, con la loro stessa bocca censori e critici parzialissimi.”
Copia e diffondi questa notizia, o segnalala sul tuo blog. Il tuo contributo è importante, per LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE IN RETE.

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Siamo tutti osservatori. Con Roberto Saviano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Siamo tutti osservatori. Con Roberto Saviano
Alle prossime elezioni siamo tutti osservatori. Raccogliamo idealmente l’appello di ROBERTO SAVIANO a non arrendersi e a denunciare tutti i tentativi di inquinamento del voto.
www.valigiablu.it
Ci indigniamo insieme a Saviano perché siamo stanchi di una politica che è gestione di potere e non cura del bene comune. Questo gruppo da sempre ha precisato di essere apartitico e qualsiasi simbolo elettorale non è accolto nelle nostre discussioni. Perché crediamo che i principi per cui ci siamo mobilitati siano patrimonio di tutti i cittadini, di destra e di sinistra. Questi principi vengono prima di qualsiasi appartenenza e sono a fondamento del nostro stare insieme come società civile.
Come non era accettabile per noi che il principale tg della tv pubblica potesse dare una notizia falsa senza rettificare (e a tutt’oggi non c’è stata la rettifica, è stata solo data la notizia correttamente senza fare riferimento alla notizia sbagliata) non è accettabile oggi far passare sotto silenzio con una alzata di spalle una denuncia come quella di Roberto Saviano. Noi come Saviano non abbiamo paura a dirlo: “è necessario che il nostro Paese chieda un aiuto. Lo dico e non temo che mi si punti il dito contro, per un’affermazione del genere. Chi pensa che questa sia un’esagerazione, sappia che l’Italia è un paese sotto assedio. In Calabria su 50 consiglieri regionali 35 sono stati inquisiti o condannati. E tutto accade nella più totale accondiscendenza. Nel silenzio. Quale altro paese lo ammetterebbe?”
Morta la libertà di informazione. Cancellata. D’ora in poi restrizioni fortissime per il Csm e per i blogger anche. Il testo integrale e un invito a firmare contro la censura
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Riprende la maggior parte delle novità introdotte
in commissione Giustizia alla Camera
L’emendamento
sulle intercettazioni approvato
(Ddl Camera 1415-A Emendamento Governo 1.1000)
Riprende la maggior parte delle novità introdotte in Commissione Giustizia alla Camera il testo del maxiemendamento al disegno di legge sulle intercettazioni sul quale il governo ha ottenuto la fiducia. Tra le novità l’introduzione di un nuovo reato, quello della pubblicazione di intercettazioni per le quali “sia stata ordinata la distruzione” per il quale si prevede il carcere da uno a tre anni. La stessa sanzione è stabilita per la pubblicazione di intercettazioni riguardanti terzi estranei alle indagini e “irrilevanti”. Gli editori che pubblicheranno atti o intercettazioni in divieto degli obblighi di legge saranno multati. Infine viene previsto il divieto di pubblicazione di nomi o immagini di magistrati “relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati”, fatto salvo il caso in cui l’immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca. (10 giugno 2009)
A.C. 1415-A – Proposta emendativa su cui il Governo ha posto la fiducia
Sostituire l’articolo 1 con il seguente:
1. All’articolo 36, comma 1, del codice di procedura penale, dopo la lettera h) è aggiunta la seguente: «h-bis) se ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli».
a) al primo periodo, dopo le parole: «lettere a), b), d), e)» sono inserite le seguenti: «e h-bis), nonché se il magistrato risulta iscritto nel registro degli indagati per il reato previsto dall’articolo 379-bis del codice penale, in relazione ad atti del procedimento assegnatogli, sentito in tale caso il capo dell’ufficio competente ai sensi dell’articolo 11»;
b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il procuratore generale procede allo stesso modo se il capo dell’ufficio e il magistrato assegnatario risultano indagati per il reato previsto dall’articolo 379-bis del codice penale, ovvero hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito al procedimento».
a) al comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il divieto opera anche nel caso di intercettazione eseguita su utenza diversa da quella in uso al difensore o agli altri soggetti incaricati»;
«5-bis. Ferma restando l’eventuale responsabilità penale, costituiscono illecito disciplinare l’annotazione, l’informativa, anche verbale, e l’utilizzazione delle conversazioni o comunicazioni di cui al comma 5».
4. All’articolo 114, comma 2, del codice di procedura penale, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Di tali atti è sempre consentita la pubblicazione per riassunto».
«2-bis. È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.
2-ter. È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Di tali atti è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta alle indagini o il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice, fatta eccezione per le parti che riproducono la documentazione e gli atti di cui al comma 2-bis».
«6-ter. Sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali loro affidati. Il divieto relativo alle immagini non si applica all’ipotesi di cui all’articolo 147, comma 1, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, nonché quando, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, la rappresentazione dell’avvenimento non possa essere separata dall’immagine del magistrato».
«7. È in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli 269 e 271. È altresì vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni telematiche riguardanti fatti, circostanze e persone estranee alle indagini, di cui sia stata disposta l’espunzione ai sensi dell’articolo 268, comma 7-bis».
«2. Di ogni iscrizione nel registro degli indagati per fatti costituenti reato di violazione del divieto di pubblicazione commessi dalle persone indicate al comma 1, il procuratore della Repubblica procedente informa immediatamente l’organo titolare del potere disciplinare, che nei successivi trenta giorni, ove siano state verificate la gravità del fatto e la sussistenza di elementi di responsabilità, e sentito il presunto autore del fatto, dispone la sospensione cautelare dal servizio o dall’esercizio della professione fino a tre mesi».
«Art. 266. – (Limiti di ammissibilità). – 1. L’intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di telecomunicazione, di immagini mediante riprese visive e l’acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni sono consentite nei procedimenti relativi ai seguenti reati:
a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’articolo 4;
b) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’articolo 4;
f) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo delle persone col mezzo del telefono;
g) delitti previsti dall’articolo 600-ter, terzo comma, del codice penale, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, del medesimo codice.
2. Negli stessi casi di cui al comma 1 è consentita l’intercettazione di comunicazioni tra presenti solo se vi è fondato motivo di ritenere che nei luoghi ove è disposta si stia svolgendo l’attività criminosa».
«1. Il pubblico ministero, con l’assenso scritto del procuratore della Repubblica, ovvero del procuratore aggiunto o del magistrato appositamente delegati, richiede l’autorizzazione a disporre le operazioni previste dall’articolo 266 al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, che decide in composizione collegiale. L’autorizzazione è data con decreto, motivato contestualmente e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono evidenti indizi di colpevolezza e le operazioni previste dall’articolo 266 sono assolutamente indispensabili ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistono specifiche e inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente e analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo procedimento e frutto di un’autonoma valutazione da parte del giudice»;
«1.1. Il pubblico ministero, insieme con la richiesta di autorizzazione, trasmette al giudice il fascicolo contenente tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti»;
1-ter. Nei procedimenti contro ignoti, l’autorizzazione a disporre le operazioni previste dall’articolo 266 è data, su richiesta della persona offesa, relativamente alle utenze o ai luoghi nella disponibilità della stessa, al solo fine di identificare l’autore del reato.
1-quater. Nei procedimenti contro ignoti, è sempre consentita l’acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni, al solo fine di identificare le persone presenti sul luogo del reato o nelle immediate vicinanze di esso»;
«2. Nei casi di urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini, il pubblico ministero dispone le operazioni previste dall’articolo 266 con decreto, motivato contestualmente e non successivamente modificabile o sostituibile, che va comunicato immediatamente e comunque non oltre le ventiquattro ore al tribunale indicato nel comma 1. Il tribunale, entro quarantotto ore dal provvedimento, decide sulla convalida con decreto, motivato contestualmente e non successivamente modificabile o sostituibile. Se il decreto del pubblico ministero non viene convalidato nel termine stabilito, le operazioni previste dall’articolo 266 non possono essere proseguite e i risultati di esse non possono essere utilizzati»;
«3. Il decreto del pubblico ministero che dispone l’intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni per un periodo massimo di trenta giorni, anche non continuativo. Il pubblico ministero dà immediata comunicazione al tribunale della sospensione delle operazioni e della loro ripresa. Su richiesta motivata del pubblico ministero, contenente l’indicazione dei risultati acquisiti, la durata delle operazioni può essere prorogata dal tribunale fino a quindici giorni, anche non continuativi. Una ulteriore proroga delle operazioni fino a quindici giorni, anche non continuativi, può essere autorizzata qualora siano emersi nuovi elementi, specificamente indicati nel provvedimento di proroga unitamente ai presupposti di cui al comma 1»;
«3-bis. Quando l’intercettazione è necessaria per lo svolgimento delle indagini in relazione a delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, l’autorizzazione a disporre le operazioni previste dall’articolo 266 è data se vi sono sufficienti indizi di reato. Nella valutazione dei sufficienti indizi si applica l’articolo 203. La durata delle operazioni non può superare i quaranta giorni, ma può essere prorogata dal tribunale con decreto motivato per periodi successivi di venti giorni, qualora permangano gli stessi presupposti, entro i termini di durata massima delle indagini preliminari. Nei casi di urgenza, alla proroga provvede direttamente il pubblico ministero ai sensi del comma 2. L’intercettazione di comunicazioni tra presenti, di cui al comma 2 dell’articolo 266, disposta in un procedimento relativo ai delitti di cui al presente comma, è consentita anche se non vi è motivo di ritenere che nei luoghi ove è disposta si stia svolgendo l’attività criminosa.
3-ter. Nel decreto di cui al comma 3, il pubblico ministero indica l’ufficiale di polizia giudiziaria responsabile del corretto adempimento delle operazioni, nei casi in cui non vi procede personalmente»;
g) al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nei casi di cui al comma 3-bis, il pubblico ministero e l’ufficiale di polizia giudiziaria possono farsi coadiuvare da agenti di polizia giudiziaria»;
«5. In apposito registro riservato tenuto in ogni procura della Repubblica sono annotati, secondo un ordine cronologico, la data e l’ora di emissione e la data e l’ora di deposito in cancelleria o in segreteria dei decreti che dispongono, autorizzano, convalidano o prorogano le intercettazioni e, per ciascuna intercettazione, l’inizio e il termine delle operazioni».
«1. Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazioni è redatto verbale. I verbali e i supporti delle registrazioni sono custoditi nell’archivio riservato di cui all’articolo 269.
2. Il verbale di cui al comma 1 contiene l’indicazione degli estremi del decreto che ha disposto l’intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione, l’annotazione del giorno e dell’ora di inizio e di cessazione dell’intercettazione; nel medesimo verbale sono altresì annotati cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all’ascolto, la trascrizione sommaria del contenuto, nonché i nominativi delle persone che hanno provveduto alla loro annotazione.
3. Le operazioni di registrazione sono compiute per mezzo degli impianti installati nei centri di intercettazione telefonica istituiti presso ogni distretto di corte d’appello. Le operazioni di ascolto sono compiute mediante gli impianti installati presso la competente procura della Repubblica ovvero, previa autorizzazione del pubblico ministero, presso i servizi di polizia giudiziaria delegati per le indagini»;
«3-ter. Ai procuratori generali presso la corte d’appello e ai procuratori della Repubblica territorialmente competenti sono attribuiti i poteri di gestione, vigilanza, controllo e ispezione, rispettivamente, dei centri di intercettazione e dei punti di ascolto di cui al comma 3»;
«4. I verbali e le registrazioni sono immediatamente trasmessi al pubblico ministero. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, essi sono depositati in segreteria insieme con i decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l’intercettazione, rimanendovi per il tempo fissato dal pubblico ministero, comunque non inferiore a cinque giorni, salvo che il tribunale, su istanza delle parti, tenuto conto del loro numero, nonché del numero e della complessità delle intercettazioni, non riconosca necessaria una proroga.
5. Se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il tribunale autorizza motivatamente il pubblico ministero a ritardarlo non oltre la data di emissione dell’avviso della conclusione delle indagini preliminari.
6. Ai difensori delle parti è immediatamente dato avviso che, entro il termine di cui ai commi 4 e 5, hanno facoltà di prendere visione dei verbali e dei decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l’intercettazione e di ascoltare le registrazioni ovvero di prendere visione delle videoregistrazioni o cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche. È vietato il rilascio di copia dei verbali, dei supporti e dei decreti»;
6-ter. Scaduto il termine, il pubblico ministero trasmette immediatamente i decreti, i verbali e le registrazioni al tribunale, il quale fissa la data dell’udienza in camera di consiglio per l’acquisizione delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche indicati dalle parti, che non appaiono manifestamente irrilevanti, procedendo anche d’ufficio allo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l’utilizzazione. Il tribunale decide in camera di consiglio a norma dell’articolo 127»;
«7. Il tribunale, qualora lo ritenga necessario ai fini della decisione da assumere, dispone la trascrizione integrale delle registrazioni acquisite ovvero la stampa in forma intelligibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche acquisite, osservando le forme, i modi e le garanzie previsti per l’espletamento delle perizie. Le trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento.
7-bis. È sempre vietata la trascrizione delle parti di conversazioni riguardanti fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. Il tribunale in ogni caso dispone che i nomi o i riferimenti identificativi di soggetti estranei alle indagini siano espunti dalle trascrizioni delle conversazioni.
8. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione delle registrazioni su supporto informatico. In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa prevista dal comma 7».
«1. I verbali e i supporti contenenti le registrazioni sono conservati integralmente in un apposito archivio riservato tenuto presso l’ufficio del pubblico ministero che ha disposto l’intercettazione, con divieto di allegazione, anche solo parziale, al fascicolo»;
b) al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «non più soggetta a impugnazione» sono aggiunte le seguenti: «e delle stesse è disposta la distruzione nelle forme di cui al comma 3»;
«1. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali le intercettazioni sono state disposte, salvo che risultino indispensabili per l’accertamento dei delitti di cui agli articoli 51, commi 3-bis e 3-quater, e 407, comma 2, lettera a), e non siano state dichiarate inutilizzabili nel procedimento in cui sono state disposte».
«Art. 270-bis. – (Comunicazioni di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e ai servizi di informazione per la sicurezza). – 1. Quando le operazioni previste dall’articolo 266 sono disposte su utenze riconducibili ad appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza, la richiesta è formulata, a pena di nullità, dal procuratore della Repubblica che ne informa il procuratore generale. Il procuratore della Repubblica dispone l’immediata secretazione e la custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti relativi alle operazioni eseguite. Quando non procede di persona, il procuratore della Repubblica indica nel decreto di cui all’articolo 267, comma 3, l’ufficiale di polizia giudiziaria incaricato delle operazioni. Tali attività non sono delegabili.
2. Il procuratore della Repubblica trasmette immediatamente e, comunque, entro cinque giorni dall’inizio delle operazioni, al Presidente del Consiglio dei ministri, copia dei documenti, dei supporti e degli atti di cui al comma 1, per accertare se taluna delle informazioni in essi contenuta sia coperta da segreto di Stato. Il procuratore della Repubblica procede allo stesso modo, e nello stesso termine, in relazione ai documenti, supporti e atti acquisiti nei successivi periodi di esecuzione delle operazioni. Il procuratore della Repubblica è personalmente responsabile dell’esecuzione delle operazioni, della secretazione e custodia dei documenti, dei supporti e degli atti ad esse relativi.
3. Prima della risposta del Presidente del Consiglio dei ministri, le informazioni ad esso inviate possono essere utilizzate solo se le esigenze cautelari di cui alle lettere a) e b) dell’articolo 274 hanno carattere eccezionale o quando è necessario intervenire per prevenire o interrompere la commissione di un delitto per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Resta ferma la disciplina concernente la speciale causa di giustificazione prevista per l’attività del personale dei servizi di informazione per la sicurezza.
4. Se entro trenta giorni dalla notificazione della richiesta il Presidente del Consiglio dei ministri non oppone il segreto, l’autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l’ulteriore corso del procedimento.
5. Al di fuori dei casi di cui al comma 1, l’autorità giudiziaria, quando abbia acquisito, tramite le operazioni previste dall’articolo 266, comunicazioni di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o dei servizi di informazione per la sicurezza, trasmette immediatamente i documenti, i supporti e gli atti concernenti tali comunicazioni al procuratore della Repubblica, che provvede ai sensi dei commi 2 e 3.
6. L’opposizione del segreto di Stato impedisce all’autorità giudiziaria l’utilizzazione delle notizie coperte dal segreto. Della relativa documentazione non può essere a nessun titolo estratta o rilasciata copia.
7. Non è in ogni caso precluso all’autorità giudiziaria di procedere in base ad elementi autonomi e indipendenti dalle informazioni coperte da segreto.
8. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell’insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l’autorità giudiziaria non può acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato. In questo caso, l’autorità giudiziaria trasmette la documentazione indicata al comma 2 al Dipartimento delle informazioni della sicurezza.
9. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento».
15. All’articolo 271, comma 1, del codice di procedura penale, le parole «e 268 commi 1 e 3» sono sostituite dalle seguenti: «, 268, commi 1, 3, 5, 6 e 6-bis, e 270-bis, commi 2, 3 e 5».
«1-bis. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati qualora, nell’udienza preliminare o nel dibattimento, il fatto risulti diversamente qualificato e in relazione ad esso non sussistano i limiti di ammissibilità previsti dall’articolo 266».
«2-quater. Nell’ordinanza le intercettazioni di conversazioni, comunicazioni telefoniche o telematiche possono essere richiamate soltanto nel contenuto e sono inserite in un apposito fascicolo allegato agli atti».
18. All’articolo 293 del codice di procedura penale, al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso i difensori possono prendere visione del contenuto integrale dell’intercettazione, richiamata per contenuto nell’ordinanza per l’applicazione delle misure».
19. All’articolo 329, comma 1, del codice di procedura penale, le parole: «Gli atti d’indagine» sono sostituite dalle seguenti: «Gli atti e le attività d’indagine».
«2. Quando è necessario per la prosecuzione delle indagini, il pubblico ministero può chiedere al giudice l’autorizzazione alla pubblicazione di singoli atti o di parti di essi. In tal caso gli atti pubblicati sono depositati presso la segreteria del pubblico ministero».
«Art. 329-bis. – (Obbligo del segreto per le intercettazioni). – 1. I verbali, le registrazioni e i supporti relativi alle conversazioni o ai flussi di comunicazioni informatiche o telematiche custoditi nell’archivio riservato previsto dall’articolo 269, non acquisiti al procedimento, nonché la documentazione comunque ad essi inerente, sono sempre coperti dal segreto.
2. I documenti che contengono dati inerenti a conversazioni o comunicazioni telefoniche, informatiche o telematiche, illecitamente formati o acquisiti, e i documenti redatti attraverso la raccolta illecita di informazioni, ove non acquisiti al procedimento, sono sempre coperti dal segreto; i medesimi documenti, se acquisiti al procedimento come corpo del reato, sono coperti dal segreto fino alla chiusura delle indagini preliminari».
22. All’articolo 380, comma 2, lettera m), del codice di procedura penale, dopo le parole: «o dalle lettere a), b), c), d),» sono inserite le seguenti: «e), e-bis),».
23. All’articolo 89 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al comma 2, le parole: «I nastri contenenti le registrazioni» sono sostituite dalle seguenti: «I supporti contenenti le registrazioni e i flussi di comunicazioni informatiche o telematiche» e dopo le parole: «previsto dall’articolo 267, comma 5» sono inserite le seguenti «, nonché il numero che risulta dal registro delle notizie di reato di cui all’articolo 335»;
«2-bis. Il procuratore della Repubblica designa un funzionario responsabile del servizio di intercettazione, della tenuta del registro riservato delle intercettazioni e dell’archivio riservato nel quale sono custoditi i verbali e i supporti.
2-ter. In relazione alle informazioni, documenti, supporti e atti relativi alle operazioni di cui all’articolo 270-bis, si applicano le disposizioni in materia di protezione e tutela dei documenti e materiali classificati ovvero coperti da segreto di Stato».
24. All’articolo 129 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: «dell’imputazione» sono inserite le seguenti: «, con espressa menzione degli articoli di legge che si assumono violati, nonché della data e del luogo del fatto»;
«2. Quando l’azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l’informazione è inviata all’autorità ecclesiastica di cui ai commi 2-ter e 2-quater»;
«2-bis. Il pubblico ministero invia l’informazione anche quando taluno dei soggetti indicati nei commi 1 e 2 è stato arrestato o fermato, ovvero quando è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare; nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico invia, altresì, l’informazione quando è stata applicata nei suoi confronti ogni altra misura cautelare personale, nonché quando procede all’invio dell’informazione di garanzia di cui all’articolo 369 del codice.
2-ter. Quando risulta indagato o imputato un vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un ordinario di luogo equiparato a un vescovo diocesano, abate di un’abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l’ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l’informazione al cardinale Segretario di Stato.
2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente a un istituto di vita consacrata o a una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l’informazione all’ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente»;
25. All’articolo 147 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:
«Art. 379-bis. – (Rivelazione illecita di segreti inerenti a un procedimento penale). – Chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti o a documentazione del procedimento penale coperti dal segreto, dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Chiunque, dopo avere rilasciato dichiarazioni nel corso delle indagini preliminari, non osserva il divieto imposto dal pubblico ministero ai sensi dell’articolo 391-quinquies del codice di procedura penale è punito con la reclusione fino a un anno.
Le pene sono aumentate se il fatto concerne comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza.
«Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque pubblica intercettazioni in violazione dell’articolo 114, comma 7, del codice di procedura penale è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni»;
«Art. 617-septies. – (Accesso abusivo ad atti del procedimento penale). – Chiunque mediante modalità o attività illecita prende diretta cognizione di atti del procedimento penale coperti dal segreto è punito con la pena della reclusione da uno a tre anni»;
e) all’articolo 684, le parole: « con l’ammenda da euro 51 a euro 258» sono sostituite dalle seguenti: «o con l’ammenda da euro 1.000 a euro 5.000.»;
«La stessa pena di cui al primo comma si applica per la violazione dei divieti previsti dall’articolo 114, comma 6-ter, del codice di procedura penale.
Se il fatto di cui al primo comma riguarda le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche o di altre forme di telecomunicazione, le immagini mediante riprese visive o l’acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni stesse, la pena è dell’arresto fino a trenta giorni o dell’ammenda da euro 2.000 a euro 10.000»;
«Art. 685-bis. – (Omesso controllo in relazione alle operazioni di intercettazione). – Salva la responsabilità dell’autore della pubblicazione e fuori dei casi di concorso, i soggetti di cui agli articoli 268, comma 3-ter, del codice di procedura penale e 89, comma 2-bis, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, che omettono di esercitare il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di telecomunicazione, di immagini mediante riprese visive e della documentazione del traffico della conversazione o comunicazione stessa di cui all’articolo 266, comma 1, del codice di procedura penale, sono puniti con l’ammenda da euro 500 a euro 1.032».
«Art. 25-nonies. – (Responsabilità per il reato di cui all’articolo 684 del codice penale). – 1. In relazione alla commissione del reato previsto dall’articolo 684 del codice penale, si applica all’ente la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a trecento quote».
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;
«Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata»;
d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma,» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma»;
«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».
29. Al titolo I, capo VI, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, dopo l’articolo 90 è aggiunto il seguente:
«Art. 90-bis. – (Spese di gestione e di amministrazione in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali). – 1. Entro il 31 marzo di ogni anno ciascun procuratore della Repubblica trasmette al Ministro della giustizia una relazione sulle spese di gestione e di amministrazione riferite alle intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate nell’anno precedente. Ai fini del controllo sulla gestione amministrativa di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, la relazione è trasmessa dal Ministro della giustizia al procuratore generale della Corte dei conti».
30. Con decreto del Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore della magistratura, è stabilito annualmente lo stanziamento complessivo massimo di spesa per il servizio riguardante le operazioni di intercettazione ripartito per ciascun distretto di Corte di appello. Il procuratore generale della Corte di appello provvede alla ripartizione dello stanziamento tra le singole procure della Repubblica. Il limite di spesa può essere derogato su richiesta del procuratore capo al procuratore generale per comprovate sopravvenute esigenze investigative.
31. All’attuazione del comma 30 si provvede nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
32. L’articolo 13 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni, è abrogato.
33. Al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
«5. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nel codice di deontologia o, comunque, delle disposizioni di cui agli articoli 11 e 137 del presente codice, il Garante può vietare il trattamento o disporne il blocco ai sensi dell’articolo 143, comma 1, lettera c)»;
«5-bis. Nell’esercizio dei compiti di cui agli articoli 143, comma 1, lettere b) e c) e 154, comma 1, lettere c) e d), il Garante può anche prescrivere, quale misura necessaria a tutela dell’interessato, la pubblicazione o diffusione in una o più testate della decisione che accerta la violazione, per intero o per estratto, ovvero di una dichiarazione riassuntiva della medesima violazione.
5-ter. Nei casi di cui al comma 5-bis, il Consiglio nazionale e il competente consiglio dell’Ordine dei giornalisti anche in relazione alla responsabilità disciplinare, nonché, ove lo ritengano, le associazioni rappresentative di editori, possono far pervenire documenti e la richiesta di essere sentiti.
5-quater. La pubblicazione o diffusione di cui al comma 5-bis è effettuata gratuitamente nel termine e secondo le modalità prescritti con la decisione, anche per quanto riguarda la collocazione, le relative caratteristiche anche tipografiche e l’eventuale menzione di parti interessate. Per le modalità e le spese riguardanti la pubblicazione o diffusione disposta su testate diverse da quelle attraverso la quale è stata commessa la violazione, si osservano le disposizioni di cui all’articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 2003, n. 284»;
35. Le disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 268 del codice di procedura penale, come sostituito dall’articolo 1, comma 11, della presente legge, si applicano decorsi tre mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’apposito decreto del Ministro della giustizia che dispone l’entrata in funzione dei centri di intercettazione telefonica di cui al medesimo comma 3 dell’articolo 268. Fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni del comma 3 dell’articolo 268 del codice di procedura penale nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.
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Aiutare la Regione Abruzzo subito – selezione di iniziative e sottoscrizioni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Aiutare la Regione Abruzzo subito
Il tam tam sta crescendo sempre di più. La domanda è semplice e le risposte date finora dalla politica appaiono, in queste ore, sempre più insensate. Perché devono andare sprecati quei 460 milioni di euro per organizzare il voto dei referendum, quando potrebbero essere accorpati con le elezioni europee. Quella cifra potrebbe essere impiegata immediatamente per ricostruire le case degli abruzzesi, le decine di scuole indispensabili per far riprendere l’anno scolastico ai bambini de L’Aquila, rimettere a posto le strade, ristrutturare e rimettere in funzione l’ospedale danneggiato dal terremoto e così via. – Iniziativa su L’Unità – firmare nel box commenti dell’Unità online
- Il centro lancia una sottoscrizione per aiutare i terremotati – il gruppo l’Espresso
- La Stampa attraverso la Fondazione lo Specchio dei tempi Onlus
- Un aiuto subito per l’Abruzzo – la raccolta fondi de Il Corriere della Sera
Caritas: Accanto ai primi soccorsi, la Caritas Italiana ha anche aperto un conto corrente presso la Diocesi di Roma.. È possibile contribuire alla colletta di solidarietà con versamenti sul c/c postale 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004) intestato a CARITAS DIOCESANA DI ROMA, specificando nella causale “Terremoto Abruzzo”.
Croce Rossa: Per effettuare donazioni alla CRI si posso utilizzare i seguenti sistemi:
- Sono stati aperti anche presso le banche del Gruppo Intesa Sanpaolo tre conti correnti per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto intestati a:
- «Un aiuto subito-Terremoto dell’Abruzzo» promosso dal Corriere della Sera-Gazzetta dello
Sport-City, con codice Iban IT03B0306905061100000000144.
- «Mediafriends onlus» promosso da Mediaset, con codice iban IT41D0306909400615215320387 – «Caritas», con codice iban IT13R0306905032000009188568
- Banca Mediolanum ha aperto un conto corrente sul quale sarà possibile convogliare gli aiuti: le coordinate sono le seguenti: c.c. n° 1800000 Banca Mediolanum per l`Abruzzo IBAN IT72D0306234210000001800000
Poste Italiane: A partire da domani sarà attivo il conto corrente 10 40 0000 che Poste Italiane ha messo a disposizione per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, su richiesta della Regione Abruzzo. I sottoscrittori potranno versare i loro contributi in tutti i 14 mila uffici postali attraverso bollettino di conto corrente postale o direttamente on line.
Anche la Fondazione Banco Alimentare Onlus fa sapere che i privati possono fare una donazione in denaro, mentre non sarà possibile accettare donazioni in generi. Le aziende alimentari potranno invece donare direttamente anche cibo. Il Banco Alimentare ha attivato alcuni immediati canali a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto: conto corrente postale N. 28748200, intestato a:Fondazione Banco Alimentare Onlus, causale: emergenza terremoto Abruzzo. Per tutte le informazioni, è stata aperta anche una pagina Web: http://www.bancoalimentare.org/comeaiutarci/terremoto.php
La Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi ha aperto una sottoscrizione a favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma. Già nelle primissime ore dopo la tragedia, si sono formate code davanti agli sportelli di via Roma 80 e di via Marenco 32 a Torino. Moltissimi anche i versamenti online sul sito www.specchiodeitempi.org
La politica si mobilita: Il Partito democratico ha attivato nella sua sede nazionale una unità di coordinamento per indirizzare, attraverso la protezione civile e gli assessorati competenti, aiuti concreti per le popolazioni dell’Abruzzo duramente colpite dal sisma. Due le principali iniziative attivate al momento: la prima, il reclutamento di volontari con specifiche competenze (medici, infermieri, elettricisti, idraulici, cuochi, falegnami, psicologi, informatici, radioamatori, etc.) Che saranno messi a disposizione della protezione civile per rafforzare le squadre di soccorso che si apprestano a raggiungere i luoghi colpiti dal terremoto. La seconda, l’allestimento di cucine da campo. I volontari che vogliono aderire a questa iniziativa possono registrarsi tramite il sito www.partitodemocratico.it oppure contattando il numero 848.888.80.
I giovani del Pdl hanno comunicato in una nota che terranno aperte le sedi sui territori colpiti per dare immediato conforto agli sfollati e daranno vita anche a una raccolta fondi.
La sottoscrizione aperta da U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali):
UNICREDIT BANCA D’IMPRESA – Codice IBAN: IT86 A03226 03205 000007934560 – Intestato a UNITALSI, Causale: Emergenza Terremoto
Per aiutare i terremotati in Abruzzo si puo’ anche inviare un SMS al numero 48580. E’ se non altro un piccolo segno tangibile che costa davvero poco, ma che può fare molto per chi ha perso ogni cosa.

In analogia a tante altre iniziative organizzate in questi primi giorni, l’Associazione Udinese Club ha avviato una raccolta di solidarietà per le popolazioni colpite dal sisma dei giorni scorsi, volta a fornire beni di prima necessità. Con l’indispensabile collaborazione della Nord Est Logistic s.r.l. di Gorizia (che coprirà parte delle spese di trasporto), della Andromeda s.p.a. (che provvederà alla fornitura di acqua minerale Pradis), di Alessandro Scarbolo Presidente dell’U.C. Orsaria (che si occuperà del trasporto) e grazie al coordinamento della Protezione Civile di Palmanova, un autoarticolato partirà per l’Aquila sabato 11 nel pomeriggio. Il mezzo trasporterà principalmente acqua minerale in bottiglia, messa gentilmente a disposizione dalla Pradis nella persona del direttore generale Lino Macorig.
Considerando inoltre l’ulteriore disponibilità di carico, invitiamo chiunque volesse intervenire con ulteriori contributi, a contattare Alessandro Scarbolo al 339 6951932 entro sabato mattina.
Quegli angeli a quattro zampe che salvano vite
Segnalatemi altre iniziative e sottoscrizioni nel box commenti. Provvederò a inserirle nel post.
Grazie per la collaborazione.
Terremoto in Abruzzo – C’è bisogno di posti letto !!!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Terremoto in Abruzzo
C’è bisogno di posti letto !!!
Chiunque avesse una struttura alberghiera
similare in Abruzzo (costa collina) chiami il
0854308309

Copiate e incollate sul vostro sito.
Grazie
Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic: gli USA non riconoscono il loro matrimonio
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic:
sposati, ma non per gli USA

Il servizio d’immigrazione americana è convinto che il matrimonio tra Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic sia una sorta di finzione messa in atto in frode alla legge sull’immigrazione. La celebre, ma anche combattiva, coppia di artisti ha lanciato allora una campagna di sensibilizzazione nei riguardi della loro vicenda, che purtroppo non è un caso isolato.
È lo stesso Bruce Sterling a riassumere sul suo blog la storia, che sembra ideata da Kafka:
http://blog.wired.com/sterling/2009/04/bruce-sterling.html

Copiate e diffondente questa notizia sui vostri blog e/o siti.
Con riconoscenza, grazie a tutt* Voi.
Boicottare Il New Italian Epic in libreria è un atto epico
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Boicottare Il New Italian Epic in libreria è un atto epico
Diffondete l’iniziativa su blog e siti per favorire la vera cultura
di Iannozzi Giuseppe
Se per vostra sventura doveste vedere questo scartafaccio in libreria, allontanatevi. O meglio ancora occultatelo sotto pesanti, pesantissime pile di altri libri. E’ questa una forma di protesta che non vi costa nulla: c’è solo da prendere un po’ di copie dei libri del collettivo Wu Ming e di nasconderle poi sotto il massiccio peso di altri autori. Ad esempio: i Wu Ming sono nel settore narrativa italiana, sotto la lettera doppia “W”. Si prendano dunque un po’ di copie del libro dei Wu Ming New Italian Epic, dopodiché sarà sufficiente nasconderle nella lettera “B”, sotto o dietro i lavori di Pietrangelo Buttafuoco ad esempio. Ovviamente lo scartafaccio dei Wu Ming può essere nascosto sotto qualsiasi lettera e settore della libreria in cui vi trovate: ma perché la protesta contro il New Italian Epic abbia un senso, si raccomanda di preferire settori che ospitano libri di grande formato, quindi più adatti a nascondere un libello sottile ma assai costoso come quello del NIE.
E’ questa una forma di protesta pacifica, affinché libelli invalidi come quello dei Wu Ming non invadano più gli spazi delle librerie monopolizzando di fatto lo spazio a disposizione.
Vi sembra forse giusto che i Wu Ming occupino degli spazi che potrebbero invece ospitare autori molto più meritevoli, magari degli esordienti di talento?
Occultare i Wu Ming è un atto epico che non vi costa nulla e che aiuterà invece la cultura, quella vera e non quella fatta di falsità propagandistiche.
Ricordatevi che il New Italian Epic non esiste.
Continua..
Sgombero del Centro Sociale Conchetta a Milano!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Sgombero del Centro Sociale Conchetta a Milano!
Firma l’appello RIPRENDIAMOCI IL COX 18!
Fonte: Carmilla On Line
Questa mattina, all’improvviso, le forze di polizia hanno dato inizio a uno sgombero sconcertante: quello del Centro Sociale Conchetta, storica sede, da decenni, della cultura alternativa di Milano, che nel passato fece riferimento a uno degli intellettuali milanesi fondamentali per tutto l’underground e per le lotte civili condotte in Italia, Primo Moroni, il cui importantissimo archivio è conservato all’interno del Conchetta (si temono danni a una documentazione di valore storico eccezionale). E’ in corso un processo che concerne l’occupazione dello stabile da parte del Centro Sociale (da più di 25 anni) e quindi, a caldo, non si comprendono né i motivi né gli appigli legali per un’iniziativa di sgombero, prima che la sentenza sia emessa.
Dopo lo sgombero del Centro Sociale di via Conchetta 18, i ragazzi hanno occupato la circonvallazione e improvvisato un corteo non autorizzato. Tensione in via Vigevano, dove i manifestanti hanno lanciato sassi e bottiglie contro le forze dell’ordine. Il corteo si è poi spostato davanti alla stazione di Porta Genova e ha bloccato ancora una volta la circolazione. I partecipanti, diretti alla sede del Comune in piazza della Scala, hanno dietro allo striscione “Conchetta è nostra e la riprenderemo”. Folto il presidio davanti a Palazzo Marino.
Si è messa a parlare la mente politica che c’è dietro questo inatteso sgombero: “Fra i tanti episodi da teppisti registriamo anche un lancio di una telecamera contro un funzionario di polizia e di un petardo contro un agente della Polizia locale, che è ora ricoverato per accertamenti”, fa sapere il vicesindaco Riccardo De Corato. Che annuncia: “Ne abbiamo altri da sgomberare. Si preparino”.
• L’appello del Centro sociale: leggi e firma!
• Da C6.tv: video scontri e interviste
• Cronaca e foto dello sgombero
• L’appello della figlia di Primo Moroni: “Salvate l’archivio di mio padre”
• La solidarietà di Decoder: linee storiche del C.S. Conchetta
L’APPELLO DA FIRMARE: “RIPRENDIAMOCI IL COX 18!”
di Marco Philopat
In questi mesi un po’ ovunque a Milano, nel contesto della mostra It’s Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos’è la cultura?. La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Con sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una città sempre più tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilità di confrontarsi con le produzioni più innovative o, in altre serate, di ballare o fare quattro chiacchiere. Questo sarebbe già abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni, ha costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo assistito. Se c’era un’idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18 ha fatto in più di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli coloro che non lo sono dell’importanza di Cox 18, della sua storia, del livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute.
C’è un’immagine che rende chiaramente l’idea di che cosa sia la cultura per Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui libri della Calusca e dell’Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox 18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea. Non resta più molto, in questa città, che non sia consumo scadente o trash provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre fine al “genocidio” culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi anni.
Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni.
• L’appello del Centro Sociale: leggi e firma!
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Battisti in Italia e in galera: ecco l’appello lanciato da Il Tempo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il Tempo lancia un appello che accolgo molto favorevolmente e che qui segnalo, chiedendo ai gentili lettori di questo blog di aderire senza alcun indugio.
Io ho aderito perché sono più che mai convinto che Cesare Battisti deve tornare in Italia e scontare così la pena che gli è stata comminata dalla Legge italiana.
Iannozzi Giuseppe, 22 gennaio 2009
Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; Lino Sabbadin, macellaio; Pierluigi Torregiani, gioielliere; Andrea Campagna, agente della Polizia di Stato. Questi sono i nomi di quattro cittadini che, insieme a molti altri, hanno perso la vita tra il 6 giugno 1978 ed il 19 aprile 1979, uccisi dalla follia omicida di organizzazioni terroristiche che hanno tentato di sovvertire l’ordine democratico in Italia.
Per questi quattro omicidi è stato condannato in forma definitiva Cesare Battisti, che da oltre 25 anni si rifugia all’estero sottraendosi vergognosamente alle responsabilità cui deve essere chiamato. Per molti anni la Francia ha ospitato e protetto questo personaggio, coprendo con discutibili argomentazioni giuridiche e politiche le colpe innegabili di un assassino.
Oggi la stessa storia si ripete grazie al Brasile, il paese in cui Battisti è fuggito non appena compreso il possibile cambiamento di atteggiamento delle autorità francesi. Per quanto sappiamo, il ministero competente brasiliano si oppone alla giusta estradizione che l’Italia ha chiesto, salvando così un criminale dall’espiazione, pur tardiva, della pena a lui assegnata.
Rivolgiamo questo appello:
al governo brasiliano, che in nessun modo deve rendersi responsabile di aiutare Battisti. In questo senso ha pronunciato parole giuste e rigorose il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano; al governo italiano, che deve dimostrarsi capace di ogni forma di pressione politica e diplomatica affinché si faccia giustizia.
Nessun motivo abbiamo di rivolgerci a Cesare Battisti, il cui comportamento dal 1978 a oggi parla da solo.
Leggi l’appello e aderisci anche tu cliccando qui
Boicottare il Brasile per spingerlo all’estradizione di Battisti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Boicottare il Brasile per spingerlo
all’estradizione di Battisti
Riccardo De Corato, deputato del Pdl e vice Sindaco di Milano, lancia un appello per far sì che Cesare Battisti venga estradato in Italia. Eccola: “E’ necessario utilizzare tutte le forme democratiche consentite per spingere il governo brasiliano a mutare la decisione, consentendo l’estradizione del terrorista e pluricondananto Cesare Battisti. Boicottare i prodotti che arrivano da quel Paese, cancellarlo come meta vacanziera sono utili strumenti di pressione. Ma un segnale importante lo potrebbero dare i tanti lavoratori brasiliani che in Italia hanno trovato fortuna come calciatori, a cominciare dai campioni che vestono le maglie delle squadre milanesi, Inter e Milan. La decisone del governo brasiliano è poi fondata su presupposti errati di persecuzione politica, visto che in Italia non c’è la pena di morte e il sistema giudiziario è ipergarantista, come testimoniano i tre gradi di giudizio necessari a individuare un colpevole: una struttura pro reo di cui non tutti i Paesi dispongono”.
L’invito forte e democratico che rivolgo anch’io è questo: boicottare tutti i prodotti che arrivano dal Brasile.
Meltemi lancia un Sos
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Meltemi lancia un Sos
di MIRELLA APPIOTTI – Fonte: La Stampa.it
No no solo bestseller. Se andate in libreria cercate, anche, i frutti del lavoro difficile delle molte piccole sigle editoriali di qualità. In questa vigilia natalizia vogliamo riferirci, in particolare, ad una tra quelle che tengono alto da quasi 15 anni, «il vento» della migliore cultura europea, la romana Meltemi (come l’aliseo del Mediterraneo orientale «che traccia rotte, incrocia altri saperi, altri mondi»). Raggiunti gli 800 titoli in catalogo, tra etnografia e multiculturalismo, scienze sociali e semiotica, comunicazione e poetica, il team guidato sino al 2004 da Marco Della Lena e Luisa Capelli (poi, scomparso il compagno, solo da quest’ultima) e che annovera grandi autori, vedi Morin, Appadurai, Zizek, Gadamer, Vattimo (prevista l’opera omnia in 40 volumi, tre già usciti) e cento altri, rischia purtroppo di fermarsi.
Per ragioni economiche legate, spiega l’editrice, sostanzialmente a 4 fattori: «struttura del mercato editoriale, modificazione nella organizzazione dei corsi universitari, impoverimento del panorama culturale, nostra fedeltà ad un progetto di ricerca il più possibile rigoroso…». Di qui l’appello di Luisa Capelli sotto forma di sottoscrizione (aperta sino al 31 dicembre): ovvero «ad ogni somma inviataci, la Meltemi risponderà con il corrispondente valore in libri».
Immediate e ampie, sinora, le adesioni di studiosi nonché di lettori. Invitati, per l’appunto, a scegliere anche l’acquisto diretto di titoli presenti sia nelle grandi catene, Feltrinelli, Mondadori etc che in quelle librerie elitarie, per fortuna tuttora resistenti… Trattasi di saggistica impegnativa mamai supponente, con stretti legami ai temi della contemporaneità.
Freschi di stampa: Identità catodiche di Vereni (dopo il Rinascimento virtuale di Gerosa già autore di Second Life); Responsabilità illimitata-Etica dell’impegno, politica della resistenza del filosofo Simon Critchley, nonché un Post scriptum comunista, arduo quanto affascinante esame del linguaggio stalinista di Boris Groys, più che mai nelle corde meltemiane. Per l’immediato futuro sono annunciati autori come Rorty, Glissant, Amselle, mentre protagonista sarà sempre Vattimo. Facciamoche questo futuro ci sia.
(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 13 dicembre)
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Petizione per la decriminalizzazione universale dell’omosessualità
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Petizione per la decriminalizzazione universale dell’omosessualità
A Rama Yade, Ministra per i diritti umani.
Nonostante l’opinione comune secondo cui l’omosessualità oggi sarebbe più tollerata che in passato, le discriminazioni, le violenze e le persecuzioni di gay e lesbiche sono un dato di fatto. In molti Paesi gli atti omosessuali sono ancora condannati dalla legge, prevedendo una pena che può variare da pochi anni all’ergastolo, o addirittura alla condanna a morte. Ci appelliamo allora alle istanze internazionali affinché avvenga un riconoscimento dei diritti di Gay, Lesbiche e Trans in quanto diritti umani, con un impegno esplicito contro le varie forme di discriminazioni nei confronti degli individui GLBT.
Considerando:
La drammatica situazione che Gay, Lesbiche e Trans vivono in molti Paesi dove i pregiudizi, gli stereotipi negativi e la discriminazione influenzano profondamente il sistema di valori ed i modelli comportamentali determinando:
• Privazione dei diritti civili basilari, politici, sociali ed economici;
• Violenze fisiche, morali o simboliche legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere;
• Negazione dell’uguaglianza dei diritti davanti alla legge attraverso disposizioni speciali che criminalizzano sulla base dell’orientamento sessuale;
• Violazione del diritto alla vita negli Stati dove per la sodomia viene applicata la pena di morte;
• Negazione del diritto alla non discriminazione ed alla libertà dalla violenza e dagli attacchi per l’omissione dell’orientamento sessuale nelle leggi anti discriminazione, nei provvedimenti costituzionali e per altri abusi;
• Annullamento del diritto alla libertà dalle torture o dalla crudeltà, dai trattamenti inumani o degradanti a causa degli abusi della polizia, nelle investigazioni o in alcuni casi di detenzione di lesbiche, gay o bisessuali;
• Arresti arbitrari in alcuni paesi, di individui sospettati di avere un orientamento omosessuale o bisessuale;
• Negazione della libertà di movimento a coppie di nazionalità diverse quando non si riconosce la loro relazione omosessuale;
• Negazione del diritto ad un giudizio imparziale dovuto ai pregiudizi dei giudici e degli altri rappresentanti della legge;
• Negazione del diritto alla privacy data l’esistenza della “legge sulla sodomia”, che si applica a lesbiche, gay e bisessuali, anche se la relazione è privata con adulti consenzienti;
• Negazione dei diritti di libertà di espressione e di libera associazione sia esplicita nella legge oppure dovuta al clima omofobico in cui GLBT vivono;
• Negazione del diritto al lavoro: molte lesbiche, gay e bisessuali sono licenziati a causa del loro orientamento sessuale o per questo motivo discriminati sul lavoro;
• Il diritto alla salute mentale e fisica di gay, lesbiche e trans non viene garantito a causa del conflitto con la politica discriminatoria e gli abusi, l’omofobia, il razzismo, o il preconcetto generale che tutti i pazienti siano eterosessuali;
• Negazione del diritto alla formazione di una famiglia da parte dei governi che non riconoscono le famiglie composte da partner dello stesso sesso e negano i diritti altrimenti garantiti dallo Stato alle famiglie eterosessuali che anche se non hanno un riconoscimento legale tuttavia godono di alcuni privilegi. Anche i bambini possono essere privati di protezione al momento della separazione dei genitori non essere affidati al padre o alla madre sulla base del loro orientamento sessuale. Gli individui e le coppie lesbiche, gay e bisessuali non hanno il diritto di adottare un bambino, anche se il bambino appartiene al loro partner.
Per queste ragioni appoggiamo la proposta mossa dalla ministra per i diritti civili Rama Yade all’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite di decriminalizzazione universale dell’omosessualità.
Riteniamo, infatti, che la presenza di leggi che condannino relazioni private tra persone dello stesso sesso sia da considerarsi una grave violazione dei diritti umani, e sosteniamo l’eguaglianza di tutte le persone davanti alla legge e il diritto alla libertà da ogni forma di discriminazione, il diritto alla libertà di espressione, la libertà dalle interferenze arbitrarie, il diritto alla privacy e la libertà di coscienza.
Per un altro mondo possibile!
FIRMA LA PETIZIONE
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Magdi Allam: adottiamo Eluana
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Magdi Allam: adottiamo Eluana
Ferruccio Saro: rispettiamo la famiglia
AVVERTENZA: Riporto questo testo di Magdi Cristiano Allam, per puro diritto d’informazione, ma sia chiaro a tutti che non intendo in alcun modo sostenere né l’appello di Allam né le sue idee in merito al caso di Eluana Englaro.
Il testo qui riportato ha la sola funzione di informare i lettori.
Il sottoscritto Giuseppe Iannozzi si disgiunge in maniera netta e forte da quanto espresso da Allam.
g.i.
Magdi Cristiano Allam, lo scrittore e giornalista islamico convertito al cristianesimo, lancia dalle pagine del suo sito un appello per l’adozione a distanza di Eluana Englaro: “Non è attaccata a nessun tipo di macchinario che ne favorisca la respirazione, non assume alcun farmaco, l’unico elemento esterno che le consente di vivere è il sondino che scende in fondo al suo stomaco e la nutre”.
Magdi Allam entra nella polemica di questi giorni con un appello provocatorio nei confronti del mondo cattolico, chiamandolo alla mobilitazione. Che cosa ne pensate? Ha ragione a chiedere un intervento, oppure ha ragione il senatore Ferruccio Saro, del PDL: che dice: “Invoco un po’ di privacy per la famiglia Englaro”.
Saro è amico del padre di Eluana, Beppino. “Gli sono stato vicino e gli sono personalmente vicino in questo momento tragico e delicato per qualsiasi genitore e per qualsiasi familiare”, aggiunge Saro che condanna “gli eccessi dei toni e delle forme che stanno caratterizzando questa vicenda, che coinvolge esclusivamente la sfera privata”. Saro si dice “profondamente convinto che trasformare questo caso in un’arma con cui battagliare politicamente, come di fatto si continua a fare, sia un errore tragico, che va a scapito della famiglia e a scapito di un dibattito serio e approfondito che non può e non deve partire da un singolo caso”.
Continua..
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Saviano denuncia: “Io, prigioniero di Gomorra, andrò via dall’Italia, almeno per un periodo…”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Saviano denuncia: “Io, prigioniero di Gomorra,
andrò via dall’Italia, almeno per un periodo…”
«Andrò via dall’Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà… Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido – oltre che indecente – rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. ‘Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l’odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri – oggi qui, domani lontano duecento chilometri – spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me.
Continua..
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nessuno ascolta il grido dei monaci tibetati assassinati
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
nessuno ascolta il grido
dei monaci tibetati assassinati
ecco le vere Olimpiadi di Pechino 2008
Anche tu sei un assassino?
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LINEA GIALLA ONLUS: DESTINA IL 5 PER MILLE A CHI NE HA BISOGNO
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

AVRETE TUTTI RICEVUTO A CASA LETTERE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI ONLUS
CHE CHIEDONO IL 5 PER MILLE . TUTTAVIA CE NE SONO ALCUNE
CHE ANCORA NON HANNO LA POSSIBILITA’ ECONOMICA DI INVIARLE.
FRA QUESTE VI E’ LINEA GIALLA
WWW.STAZIONEMILANO.SPLINDER.COM
Per cui ho pensato bene di riportare qui i dati necessari:
LINEA GIALLA ONLUS C.F 97462100153
A buon intenditore poche parole.
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Aiutare subito le popolazioni del Myanmar, ex Birmania
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Aiutare subito le popolazioni
del Myanmar, ex Birmania
Secondo una fonte Onu, sarebbero oltre 5.000 chilometri quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy ad essere sommersi d’acqua e un milione le persone rimaste senza alcun riparo.
Le autorità birmane avrebbero dato l’okay all’arrivo nel Paese di un volo Onu di aiuti umanitari e di un piccolo gruppo di membri dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nell’ambito delle operazioni di soccorso alle vittime.
Tuttavia, dopo il ciclone, sulla dittatura birmana si abbattono oggi le accuse di non aver fatto nulla per salvare la popolazione. E a puntare il dito non è solo l’agenzia delle Nazioni Unite per il contenimento delle calamità ma soprattutto il dipartimento meteorologico indiano, che avvertì la Birmania dell’arrivo del ciclone Nargis con 48 ore di anticipo: “In tempo per evacuare vaste zone”. Ma nonostante le accuse, la giunta militare al potere, costretta dall’ecatombe a permettere l’ingresso agli aiuti internazionali, non ha ancora rilasciato i visti agli operatori delle agenzie internazionali.
I carichi degli aiuti rischiano di accumularsi nei magazzini senza poter essere distribuiti alla popolazione, i finanziamenti sbloccati da numerosi paesi rimarranno ancora inutilizzati.
Mentre il paese agonizza devastato dal passaggio del ciclone, il bilancio delle vittime continua a salire: ufficialmente le stime parlano di 22mila morti, ma secondo le organizzazioni umanitarie presenti potrebbero essere 50mila, forse anche più contando gli oltre 41mila dispersi. Per Kyi Minn, consulente dell’Ong cristiana World Vision, uno delle poche organizzazioni umanitarie straniere autorizzate a operare in territorio birmano, il ciclone di sabato scorso potrebbe rivelarsi ancora più disastroso dello tsunami di tre anni e mezzo fa in cui morirono 230mila persone. La città di Bogalay, nel delta dell’Irrawaddy, è distrutta al 95 per cento: diecimila i morti, mentre la maggior parte dei 190mila abitanti. In cinque regioni è stato dichiarato lo stato di disastro naturale. Nella capitale Rangoon, secondo le testimonianze, “La città è in ginocchio. Moltissime case sono state distrutte o danneggiate. Tantissima gente non ha più un tetto e si rifugia nelle strutture disponibili, in particolare le scuole o gli edifici governativi che sono affollatissimi. C’è disperazione e stordimento”.
“Dove sono tutte queste persone in uniforme sempre pronte a picchiare i civili? Dovrebbero venire fuori in forze e aiutarci a ripulire e a ripristinare l’elettricità”, spiega un povero autista di risciò.
Per ora, a spazzare le strade dai resti del ciclone, ci sono solo semplici cittadini, aiutati dai monaci buddisti.
Centinaia di monaci buddisti sono per le strade della capitale birmana per aiutare gli abitanti a sgomberare le strade soffocate dai detriti dopo il passaggio del ciclone. E’ la prima volta, dalle proteste del settembre scorso, che un numero così imponente di monaci esce dai monasteri liberamente per strada.
L’appello ad un ammorbidimento del regime di fronte alla calamità, intanto, è anche arrivato dai birmani in esilio, che chiedono alla giunta militare di consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di operare liberamente nel Paese, per portare assistenza e aiuti. E anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è detto disponibile ad “assistere il governo a far fronte alle necessità umanitarie, se richiesto”. Ma “per il momento – ha denunciato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di Coordinamento dell’Onu per gli Affari Umanitari – abbiamo i cinque membri della nostra squadra di valutazione dell’impatto della catastrofe i quali sono bloccati a Bangkok, in attesa dei rispettivi visti”.
Gran parte del paese è isolato, intere regioni sono irraggiungibili, alcune città cancellate, vaste zone senza acqua potabile e tutte le coltivazioni di riso distrutte.
L’elenco delle devastazioni si ferma ancora alla semplice osservazione, l’emergenza non riesce ad essere affrontata adeguatamente.
Ecco qui indicati i conti correnti postali e bancari di tre diverse istituzioni che si sono mobilitate per aiutare le popolazioni del Myanmar, l’ex Birmania, colpite dal ciclone:
CARITAS ITALIANA
c/c postale n. 347013 causale “EMERGENZA MYANMAR”
CROCE ROSSA ITALIANA
c/c postale n. 300004
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
oppure bonifico bancario
BNL agenzia 1
c/c n. 218020
codice ABI 01005 codice CAB 03382
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
SAVE THE CHILDREN
c/c postale n. 43019207 causale "EMERGENZA BIRMANIA"
oppure bonifico bancario
Banca Popolare Etica
codice IBAN IT39U0501803200000000511550
codice BIC-SWIFT CCRTIT2184D
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
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Salviamo quei negozi di dischi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

I grandi del rock a favore della giornata per salvaguardare le piccole rivendite
decimate dal crollo degli acquisti dei cd e dal download. Iniziativa il 19 aprile
“Salviamo quei negozi di dischi
lì c’è l’anima della musica”
Alla petizione hanno aderito anche McCartney, Spingsteen, Gabriel, Moby e Green Day
Per il cinema Billy Bob Thorton e Cameron Crowe: “Più che negozi un mondo di sogni”
di CARLO MORETTI
Fonte: La Repubblica.it
ROMA – “Nessun luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi”. Forse ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista ed esci batterista, arrivi per chiedere l’ultimo successo in classifica ma c’è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L’autore di “Alta fedeltà”, il bellissimo romanzo del ’95 ambientato in un negozio di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l’affermarsi del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su Internet.
La petizione lanciata per sostenere il “Record store day” in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l’attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: “Lunga vita ai negozi di dischi” osserva Crowe “e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni”.
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cuccioli abbandonati in cerca di un padrone affidabile
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Questi adorabili cuccioli sono stati abbandonati in una scatola, esposti alle intemperie, senza cibo né acqua. Sono stati abbandonati all’uscita di un autogrill, come delle cose inutili da buttare. Ma questi cuccioli sono vivi, sono vivi, e piangono e hanno fame.
Che male hanno mai fatto al mondo perché venissero abbandonati così, per quella che sarebbe stata una morte certa se qualcuno che ha ancora il cuore al posto giusto, leggermente spostato a sinistra, non li avesse trovati e salvati da un infausto destino?
Sarebbero morti e nessuno se sarebbe accorto, neanche gli operatori ecologici (spazzini).
Sarebbero morti, ma non prima di indicibili sofferenze, spezzati dai morsi della fame, della sete, del freddo.
Questi cuccioli hanno bisogno di un padrone affidabile, non di un pezzo di merda che una volta stanco del cucciolo, per farsi le vacanze o perché stufo di avere un amico a quattro zampe, lo abbandona nuovamente, o peggio.
Dicevo dunque che questi cuccioli hanno bisogno di un padrone.
Prima di assumerVi la responsabilità di prendere uno di questi cuccioli, pensate che sono delle creature viventi e come tali soffrono. Se siete interessati, veramente, ad accoglierne uno o più di uno in casa vostra, potete mettervi in contatto con Franca, la bun’anima che li ha trovati e raccolti.
Se come me non potete dare una casa sicura ai cuccioli, potete comunque aiutarli: fate circolare questa notizia sui vostri blog.
Aiutateci a trovare una casa a questi cuccioli.
Grazie.
Giuseppe Iannozzi
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Free Tibet: firma anche tu la petizione
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Free Tibet


Il codice html per Free Tibet
Il codice html per Boicottiamo i Giochi di Pechino

Copia i codici html
per mettere i bannerini sul tuo blog
e diffondili liberamente.
C’è bisogno anche di noi,
di un nostro gesto di solidarietà
e di fratellanza
per quanto minimo possa essere.
Non diamo voce all’indifferenza.


Stand with Tibet – Support the Dalai Lama
After decades of repression, Tibetans are crying out to the world for change. China’s leaders are right now making a crucial choice between escalating brutality or dialogue that could determine the future of Tibet, and China.
We can affect this historic choice — China does care about its international reputation. But it will take an avalanche of global people power to get the government’s attention. The Tibetan spiritual leader, the Dalai Lama, has called for restraint and dialogue: he needs the world’s people to support him. Fill out the form below to sign the petition–and spread the word.
Petition to Chinese President Hu Jintao:
As citizens around the world, we call on you to show restraint and respect for human rights in your response to the protests in Tibet, and to address the concerns of all Tibetans by opening meaningful dialogue with the Dalai Lama. Only dialogue and reform will bring lasting stability. China’s brightest future, and its most positive relationship with the world, lies in harmonious development, dialogue and respect.
CLICCA QUI SOPRA PER FIRMARE LA PETIZIONE
La fattoria degli animali: perché è meglio non votare nessuno
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La fattoria degli animali
Perché è meglio non votare nessuno
Ma che votare e votare?
Destra e Sinistra sono uguali. Cambiano nel nome ma non nella sostanza.
Come ho già detto più volte, la Sinistra è oggi sol più la gamba di legno della Destra, o la sua cattiva coscienza. Questo per dire: chi va con lo zoppo impara a zoppicare. La Sinistra ha imparato benissimo, così tanto bene che sembra sia nata imparata! E poi, in fondo, gli unici comunisti buoni sono i comunisti ricchi. Chi ricorda “La fattoria degli animali” di George Orwell, chi di voi ricorda lo slogan che i porci alla fine misero al di sopra d’ogni cosa? Non lo ricordate? Vi rinfresco io la memoria: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri”.
Continua..
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No al canone Rai sui computer
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
No al canone Rai sui computer
Con lettere di sollecito dai toni quasi minatori la Rai dà la caccia ai cittadini che non pagano il canone Tv. Non solo, da un po’ di tempo, la missiva comprende una frase in cui si precisa che il canone andrebbe pagato anche per “personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali”. Questo perché il decreto del 1938 che istituisce il canone (allora solo per la radio) stabiliva che la tassa andava pagata su ogni “apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni”. I consumatori e il mondo internet si ribellano all’idea di questa tassa assurda.
Firmate l’appello promosso da Repubblica.it senza pensarci su una sola volta.
E’ solo un consiglio.
clicca su No al canone Rai sui computer
copia e diffondi liberamente questa notizia
non esitare un solo istante…
anche il tuo computer è nel mirino Rai
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Petizione Liberadonna
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Petizione Liberadonna
A: Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra
PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi
Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.
Per firmare la petizione, qui.



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