Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

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I baci della Crocifissione (Uscita verso l’Inferno) di Iannozzi Giuseppe – l’introduzione in anteprima

I baci della Crocifissione

(Uscita verso l’Inferno)

Il leit-motiv del romanzo “I baci della Crocifissione (Uscita verso l’Inferno)” è l’indagine dei sentimenti umani che, a detta dei più, sono una triade, ovvero Amore, Odio, Amicizia, anche se, ad onor del vero, l’Amicizia è una sfumatura dell’amore.

Chi ama non può fare a meno di essere al contempo vittima e carnefice, assassino e assassinato.

COMING SOONI giovani personaggi del romanzo vivono la loro storia d’amore in tutta innocenza fino a quando interviene un qualcosa di alieno che li separa; inizia così per loro la ricerca della verità, del motivo che li ha portati ad allontanarsi l’uno dall’altra. Nel corso della loro indagine psicologica, si rendono conto che Amore e Odio non sono altro che delle diramazioni di una forza superiore e che quello che loro avevano vissuto come ‘amore’ era solo illusione, perché in realtà erano legati da una Forza Superiore, forse buona, forse cattiva. La loro vita non può che cambiare radicalmente, in quanto rispondono, almeno a livello istintivo, alle domande eterne che l’uomo si è da sempre posto, cioè: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo? Nel loro animo giungono a trovare le risposte alle eterne domande che l’umanità si pone, ma proprio di queste risposte avranno paura e si accuseranno l’un l’altra di essere degli assassini, assassini di se stessi; spaventati, sarà la loro paura a concretizzare il corpo del reato, i loro stessi cadaveri! Scoprono di essere vivi ma nel contempo cadaveri, sospesi in una condizione intermedia fra la vita e la morte, metafora dell’ipocrisia alienante ed imperante nella società. Il lavoro di ricostruzione, pour ainsi dire, della loro personalità comporta un sacrificio e per lei e per lui, ovvero rinunciare alla loro conoscenza (ma anche alla loro coscienza) per acquisire una spiritualità nuova, una conoscenza superiore dell’Amore e dell’Odio che regolano le umane passioni. Riuscire a pervenire a questa conoscenza comporterà anche dei sacrifici spirituali e materiali: i protagonisti intraprendono un viaggio all’interno del loro più riposto Ego e rischiano di perdersi nel Nulla, di annullare la loro personalità per consegnarla ad un Nulla le cui fondamenta posano sul concetto di Materialismo Morale. Il Materialismo Morale, quello che fonda le sue ragioni sull’immagine dei sentimenti piuttosto che sulla sostanza spirituale, finisce con l’incarnarsi nei loro doppi, fantasmi gemelli del loro passato che si vuole imporre come futuro della loro esistenza. In definitiva, nel romanzo mille sono i luoghi dell’anima che vengono visitati, luoghi che sono anche anticamere per la salvezza o la dannazione, luoghi che si sposano con l’ambiente familiare, lavorativo, scolastico, ecc. Chi o che cosa è più forte dell’Amore e dell’Odio? I giovani protagonisti del romanzo lo scopriranno dopo non poche incomprensioni…
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When I will fly far – LABYRINTH

When I will fly far

LABYRINTH

Il mio ultimo videoclip realizzato con il bellissimo
brano dei Labyrinth When I will fly far“,
dall’album Labyrinth del 2003

A giugno 2010 è prevista l’uscita del nuovo album dei LabyrinthReturn to Heaven Denied part 2
che segue a distanza di tempo il precedente magnifico album dallo stesso titolo.
Presto ci saranno notizie più dettagliate nel sito dei Labyrinth.

Labyrinth Site

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Pippo Pollina – Cent’anni di solitudine – musica di Pippo Pollina, video e immagini di Chatterly

Pippo Pollina – Cent’anni di solitudine

Pippo Pollina - www.pippopollina.com

http://www.pippopollina.com

Video ispirato al bellissimo brano di Pippo Pollina
“Cent’anni di solitudine”, tratto dall’album “Rossocuore”.


Musica – Pippo Pollina
Immagini e realizzazione video – Chatterly

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Edizioni XII annuncia “Raimondo Mirabile, futurista” di Graziano Versace

“Raimondo Mirabile, futurista”

di Graziano Versace

Milano, 1911. Una splendida ambientazione, inedita e ben realizzata, che Graziano Versace riesce a dipingere sullo sfondo delle vicende grazie a uno stile ispirato ai più grandi autori della tradizione classica inglese. Una sana dose di ironia, arguta e piacevole. Materie misteriche, alieni spietati che controllano la volontà umana, e una congiura per conquistare il mondo. Cos’altro potremmo desiderare da un romanzo?

Raimondo Mirabile, Futurista è il vincitore assoluto del Bando di selezione editoriale iNarratori 2008 per la sezione Fantascienza: basterebbe questo riconoscimento a definire il manoscritto. Ma concorrono in maniera decisiva la narrazione fluida, l’estrema originalità delle sfumature steampunk, la cura nella ricostruzione del clima culturale dell’epoca in tutti i suoi intricati e ferventi sviluppi, il notevole lavoro di documentazione sia nelle sezioni storico-artistiche che in quelle esoteriche. Personaggi che vedranno certezze sbriciolarsi e orrori prendere forma. La collana Eclissi acquisisce un altro titolo di qualità eccezionale.

Leggi l’intervista all’autore su LaTelaNera.com >>

De André canta De André. Per la prima volta Cristiano canta le canzoni del padre in chiave jazz

De André canta De André
Al via il tour estivo insieme a Cristiano

di Iannozzi Giuseppe

Cristiano De André, anche lui cantautore, figlio di Fabrizio, in questa estate che promette d’essere fin troppo calda arriverà con una proposta musicale/poetica che non si può non salutare con il più grande entusiasmo: Cristiano De André canterà le canzoni di Fabrizio. Chi meglio di lui potrebbe reinterpretare e portare di nuovo sul palco la poetica anarchia di Faber? Nessun altro. Se c’è una persona al mondo, quella è proprio e soltanto Cristiano De André.

Nella splendida Reggia di Venaria Reale, a Torino, il 30 giugno nei Giardini Juvarriani tra rose rare ed echi di altri tempi forse più nobili forse più barbari, Cristiano tornerà sul palco. Cristiano De André, oltre che cantautore, è un valente polistrumentista come pochi in Italia e non solo. Cristiano suona praticamente di tutto: dalla chitarra al bouzouki, dal violino al pianoforte e tastiere. Lo spettacolo si avvale dell’impeccabile regia di Pepi Morgia, già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio De André.
Cristiano De André torna dopo sei anni dalla sua apparizione al Festival di Sanremo. In questi sei anni ne ha viste di tutti i colori: depressione, fantasmi del passato, droga. Oggi Cristiano è un uomo più maturo d’un tempo, un artista più sereno che ha sconfitto i suoi dèmoni, così come fece il padre Fabrizio, ed è pronto a dimostrarlo sul palco cantando proprio le canzoni di Faber.
E’ la prima volta in assoluto che Cristiano canta le canzoni di Fabrizio, nonostante abbia partecipato come seconda voce in alcuni concerti del papà. Ad accompagnarlo sul palco un trio jazz di primo piano: Stefano di Battista, Rita Marcotulli e Paolo Basso.
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Violante Placido è una Moana Pozzi acqua e sapone

violante-placido-collage

Violante Placido improbabile Moana Pozzi
Ma il ruolo è ormai suo

di Iannozzi Giuseppe

Violante Placido interpreterà Moana Pozzi. E’ deciso, non si torna più indietro. Le riprese di Moana, la fiction di Sky prodotta da Polivideo, interpretata da Violante Placido, avranno inizio nel mense di aprile. Sul piccolo schermo, con la faccia di Violante Placido, rivivrà la pornostar Moana Pozzi, una donna che per molti è un idolo, una icona morta a soli 33 anni per un tumore al fegato. Ma il mistero sulla sua morte è ancora fitto e alimentato dalla leggenda che vorrebbe la pornostar viva chissà dove. Ufficialmente Moana Pozzi è morta a 33 anni a Lione.
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Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / a cura di Marcello Flores

Marcello Flores, (Padova 1945), insegna Storia contemporanea e Storia comparata alla facoltà di Lettere dell’Università di Siena, dove dirige anche il Master in Human Rights and Humanitarian Action.

Ha svolto attività di ricerca presso l’Institute for the Study of Social Change, Università della California, Berkeley (1980-1981), al Churchill College di Cambridge (1984), all’Istituto di Storia del Mondo Sovietico e dell’Europa Centrale presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi (1988-1989), l’Istituto di Storia Universale presso l’Accademia delle Scienze di Mosca (1991), presso l’Università di Witwatersrand di Johannesburg (1997).

Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Il secolo-mondo. Identità e globalismo nel XX secolo il Mulino 2002), Storia, verità, giustizia. I crimini del XX secolo (Bruno Mondadori 2001), In terra non c’è il paradiso. Il racconto del comunismo (Baldini&Castoldi 1998), 1956 (il Mulino 1996), L’età del sospetto. I processi politici della guerra fredda (il Mulino 1995), L’immagine dell’Urss. L’occidente e la Russia di Stalin (il Saggiatore 1990), Storia dei diritti umani (il Mulino 2008).

A cura di: Marcello Flores

Titolo: Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

In libreria: dicembre 2008

Prezzo: 6,90 euro

ISBN: 978-88-7899-266-5

Leggi l’incipit

IL LIBRO: Il 10 dicembre 1948 la ferita della Seconda Guerra Mondiale sanguina ancora.

Le Nazioni Unite decidono di firmare un codice etico che definisca i diritti imprescindibili di tutti gli esseri umani, intesi come individui liberi e uguali.

Può sembrare incredibile che una simile conquista di civiltà giunga così tardivamente, eppure la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo è il primo documento, nella storia, a stabilire un paradigma universale circa ciò che spetta a ogni donna e a ogni uomo.

E non si tratta solo di diritti civili e politici: nella dichiarazione troviamo articoli dedicati allo svago, alla cultura, alla creatività.

È la nausea per il sangue e la guerra a produrre un’idea finalmente chiara e distinta di ciò che è imprescindibile, di ciò che è importante: si smette di girare intorno all’argomento e si vede nitidamente che la ricerca della felicità è l’unica cosa per cui valga la pena di vivere.

A sessant’anni dalla sua promulgazione, Barbera Editore presenta la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in un volume prezioso, con un saggio firmato da Marcello Flores.

Scoperto un thriller inedito di Kerouac

Scoperto un thriller inedito di Kerouac

di Roberto Bertinetti Fonte: Il Messaggero

ROMA (1 dicembre) – Accusati di favoreggiamento in un caso di omicidio, Jack Kerouac e William Burroughs furono arrestati a New York il 14 agosto 1944. Un magistrato li accusava di aver aiutato un loro amico a sbarazzarsi di un coltello con il quale, dopo una lite, aveva ucciso il suo amante. Burroughs rimase in cella solo alcune ore perché pagò la cauzione e uscì, mentre Kerouac dovette trascorrere tre settimane in carcere prima di venire prosciolto.

Qualche mese più tardi, mentre si celebrava il processo per il delitto, i due scrittori, che insieme a Ginsberg avrebbero dato vita poco tempo dopo alla Beat Generation, decisero di offrire la loro versione dei fatti in un thriller con il quale speravano di arricchirsi. L’impresa non venne portata a termine e il manoscritto è stato dimenticato per oltre sessant’anni in un baule. A ritrovarlo per caso sono stati gli eredi di Burroughs e ora l’inedito vede finalmente la luce.
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Italo Gilles Lasalle. L’Elenco Universale delle cose tristi. collana i quaderni di Cico. Cicorivolta edizioni – comunicato stampa

Italo Gilles Lasalle
L’Elenco Universale delle cose tristi

collana i quaderni di Cico
CICORIVOLTA EDIZIONI

ISBN 978-88-95106-41-0
© novembre 2008
pagine 140
euro 10,00

in copertina, olio su tela di Andrea Tarli
copywrite Emidio Giovannozzi
adattamento grafico di Phab Postini

Siamo negli anni del Risorgimento, periodo storico di grandi fermenti e rivoluzioni, ma anche di notevoli e fondamentali scoperte scientifiche. Una piccola locanda, la Pensione Marceau, narra le vicende dei bizzarri individui che vi hanno soggiornato tra il 1843 e il 1848. Uno di questi è il signor Ruppert, che riceve posta da tutta Europa: amici che gli segnalano le scoperte e le mode apparentemente più tristi del momento, allo scopo di contribuire a formare un Elenco Universale delle cose tristi.
Ma chi è veramente il signor Ruppert? Lo scoprirà il professor Poustkin, anziano docente, che a sua volta sta lavorando alla compilazione di un Elenco Universale delle parole vuote.
Fra gli altri personaggi, spicca Nadine, la tredicenne dal fare intrigante che gestisce il Café Marceau, apparsa un giorno da chissà dove, sulla cui vera identità si affannano il maggiore Blandino, richiamato alle armi, il reverendo Carraba, parroco del paese, e il notaio Anvrel.
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Nere. Gli anni delle innocenze di Giuseppe Iannozzi: la nuova raccolta di poesie


Nere. Gli anni delle innocenze

di Giuseppe Iannozzi

Editore: edizione a cura dell’autore
Copyright: © 2008 Giuseppe Iannozzi
Lingua: Italiano
Paese: Italia
Edizione: 1a edizione
Pagine: 209
Dimensioni: 20.99 cm x 29.7 cm
Prezzo: € 13.76

Descrizione: Una nutrita raccolta di poesie di Giuseppe Iannozzi scritte tra il 2004 e il 2005, che l’autore ha ripreso in mano smussandole là dove era possibile per alcune loro asperità, ma sempre rimanendo fedele all’originale spirito d’ingenuità di quel particolare tormentato periodo.
Una silloge che conta più di cento poesie scelte tra le tantissime scritte nell’arco di un anno e mezzo circa. Canti d’amore, pensieri di rabbia, ballate nere (o di morte), illusioni giovanili, prose poetiche, pasquinate, il tutto condito con cinica disperazione e romantico idealismo.

Acquista la tua copia di
Nere. Gli anni delle innocenze

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Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court Skeletons in the closet

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court
Skeletons in the closet

Il lancio dell’album avvenuto ad Halloween con 52 ore di festeggiamenti!!!

Al mio ritorno dal viaggio di Halloween – che mi ha portato in Portogallo e Spagna - ho trovato una bellissima sorpresa: il pacco che i Ravens Court (la band australiana di cui sono l’artista ufficiale) mi ha inviato contenente i saggi della loro bravura, ossia cd e dvd del loro nuovo album Skeletons in the Closet. Si tratta di un album composto da 9 canzoni, ognuna ha anche il suo video, video peraltro molto affascinanti per gli amanti del genere dark con una forte venatura ironica, caratteristica che contraddistingue i Ravens Court. L’influenza di Alice Cooper è quanto mai evidente e rende il tutto ancora più intrigante.

Per lanciare Skeleton in the Closet la band australiana ha organizzato per Halloween un party che è durato ben 52 ore e che ha visto coinvolte una miriade di persone. Guardate le foto su Myspace!!!

Al momento cd e dvd sono distribuiti in Australia, USA e UK per l’Europa i Ravens Court stanno prendendo accordi con una casa di distribuzione polacca che coprirà l’ntera Comunità Europea.

Altre notizie seguiranno presto.

Il sito dei Ravens Court

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L’anteprima di «Obama. From Promise to Power»

La biografia del neopresidente di David Mendell in uscita da Cairo editore

Obama: storia dell’uomo
che fa sognare l’America

L’anteprima di «Obama. From Promise to Power»

Fonte: Corriere.it

Chi lo conosce bene stenterebbe a crederci, eppure in quel pomeriggio del 27 luglio 2004 Barack Obama fece un passo più spavaldo e imprudente del solito. D’estate, in una Boston immersa nella calda luce del sole, guidò un drappello di giornalisti, assistenti e un paio di amici – un gruppetto formato al massimo da due dozzine di persone – attraverso il labirintico recinto di sicurezza che proteggeva l’arena coperta dell’imponente Fleet Center. Lo smilzo ex giocatore di basket delle superiori che anche a quarantadue anni non disdegnava farsi una partitina, cominciò a muovere il busto come se si stesse dirigendo verso la linea dei tiri liberi, sicuro di mettere a segno il canestro che valeva la partita. Tirò indietro le spalle. Tenne dritta la testa. A ogni passo, il busto in giacca blu oscillava da una parte e dall’altra. Aveva la massima fiducia in sé stesso. E a ragione: mancavano infatti solo poche ore, e il legislatore dello Stato dell’Illinois e docente di legge a contratto avrebbe mosso i primi passi sulla scena nazionale con il famoso discorso introduttivo alla Convention nazionale democratica. Era arrivato il suo momento d’oro. E, sebbene ciò fosse accaduto piuttosto velocemente, in maniera inaspettata e in un certo senso strana, con appena qualche settimana di preavviso, ora Obama aveva l’opportunità di dimostrare al mondo che era in grado di giocare nella massima serie. Finalmente.
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Sarah Palin! Who’s Nailin’ Paylin – Adventures of a Hockey Milf

Sarah Palin! Who’s Nailin’ Paylin

Adventures of a Hockey Milf

20 minuti di Nailin’ Paylin con Lisa Ann
nei panni di Sarah Palin
Godetevi il video prima che sia rimosso…

La visione è consigliata a un pubblico adulto

Sarah Palin! Who’s Nailin’ Paylin – Adventures of a Hockey Milf

PARENTAL ADVISORY EXPLICIT CONTENT

Doveroso è il mio più profondo ringraziamento a un caro Amico che mi ha segnalata questa chicca non da poco. Grazie, Amico.

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Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin – Nailin’ Paylin, le prime immagini del film che ha già eccitato milioni di americani

Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin

Nailin’ Paylin, le prime immagini del film
che ha già eccitato milioni di americani

di Giuseppe Iannozzi

Larry Flynt lo sa che ogni promessa è debito e neanche questa volta si è tirato indietro: il film su Sarah Palin è in dirittura d’arrivo e in rete già girano alcune foto, e su YouTube, nonostante la censura adoperata, sono tantissimi i filmati dedicati a Nailin’ Paylin. C’è da scommetterci che questo film batterà ogni record: il sogno americano incarnato in Sarah Palin sta finalmente per venire ed è già orgia di americani e non pronti a lavorare di mano davanti agli schermi.
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Morte all’alba, due parole più altre due per spiegare l’inspiegabile

Morte all’alba
di Giuseppe Iannozzi

Dovrebbe esser facile spiegare il perché di “Morte all’alba”, ed invece no. Ma cercherò comunque di spiegare i motivi salienti per cui ho deciso di rendere disponibili alcuni miei scritti.

Che qualcuno ci voglia credere o meno, è da tempo che mi si chiede di pubblicare. Ora io non so dirvi se questo libro lo si possa considerare a pieno titolo una pubblicazione; però uno con il vizio di scrivere l’ha scritto parola dopo parola, pagina dopo pagina, e nel suo piccolo questo qualcuno in qualche modo bisogna pur indicarlo, o etichettarlo: per brevità chiamato scrittore! *

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Wenders: filmerò il tributo dedicato a Fabrizio De Andrè


Il Festival di Roma propone due film inediti tra reggae e canzone d’autore
Il primo racconterà il nostro poeta-cantautore, l’altro Bob Marley

Wenders: filmerò il tributo
dedicato a Fabrizio De Andrè

di ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO

Fonte: Repubblica.it

ROMA – La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d’archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l’opera di De André, ma anche un progetto preciso: “Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.
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Brian May e Paul Rodgers non sono i Queen

Brian May e Paul Rodgers non sono i Queen

“The Cosmos Rocks” uscirà il 15 settembre:
annunciato come nuovo album della band
è già al centro di forti negative polemiche

Con il Lego oggigiorno ci si arrangia a creare un po’ di tutto. E’ toccato anche a Freddie Mercury, leader indiscusso dei Queen, considerato a ragione “la migliore voce” del panorama melodico rock.

Di Freddie Mercury ce n’è stato uno, uno e insostituibile.
Ci ha provato Paul Rodgers a sostituirlo.
Abbiamo assistito a dei concerti con sul palco un buon Brian May e un Paul Rodgers che scimmiottava Mercury, un karaoke al limite anche simpatico ma nulla di più.
Freddie Mercury resta unico, per voce, per talento, per sensualità animale e pathos.

“The Cosmos Rocks”, scritto e prodotto da Brian May, Paul Rodgers e Roger Taylor, sarà il nuovo album del terzetto. Spiacente, ma mi rifiuto in maniera categorica di chiamare Queen questi tre musicisti. John Deacon non ne ha voluto che sapere di uscire sul mercato con il nome Queen. Della band originale rimangono May e Taylor, e per quanto bravo possa essere May alla chitarra non potrà mai essere i Queen insieme al pallido Paul Rodgers.

Brian May aveva chiesto prima a George Michael, a Elton John e a Zucchero Sugar Fornaciari di rimpiazzare Freddie: tutt’e tre gli hanno risposto con un secco “no”.
Al concerto tributo del 1991 in onore e in memoria di Mercury, George Michael fu senz’ombra di dubbio il migliore: in quell’occasione sembrò che Mercury si fosse calato con lo spirito sul palco. Tuttavia George Michael non accettò di entrare a far parte dei Queen, deciso a proseguire la sua carriera solista e deciso a non tentare di emulare (o competere) con la voce storica dei Queen. Anche Elton John non prese in considerazione la proposta di entrare nel gruppo. May allora cercò di dare una impronta più blues al gruppo e chiamò Zucchero: ma anche lui, giustamente, rifiutò. Solo Paul Rodgers, ex Bad Company, accettò di entrare nel gruppo.
Ma in quale gruppo?
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Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici. Fabrizio Corselli: il fantasy poetico per Lulu.com

Uscito tempo fa in versione e-book, adesso, l’opera di epica fantasy Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici approda alla sua versione cartacea.

Titolo Opera: Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Fantasy (Concept Work poetico)
Pagine: 366
Edizione: Lulu
Costo: 11,50 €

Lyrellende è un viaggio fantastico all’interno del paradiso elfico di Ambheur-Arél. Un mondo le cui cronache introdurranno il lettore a un’esperienza davvero avvincente, se non unica, fatta di grandi eroi e potenti maghi, abilmente narrati dalla sua diretta protagonista: una mistica danzatrice della stirpe eleamar, una valadyn per l’appunto, spintasi oltre i Regni della Luna, nel tentativo di disvelare i molteplici misteri che si celano dietro l’elfica struttura dell’Envydal, noto come Circolo delle Tre Stelle. Un’impresa che la vedrà lambire le più oscure forze dei tempi remoti, discendendo persino gli abissi profondi di quelle memorie che furono taciute, con grande timore, dalla stessa razza elfica. Un destino già segnato quello della stirpe eleamar ma che adesso risorge in virtù del coraggio della loro unica figlia.

L’opera non manca infine di creature leggendarie quali i draghi, spettri, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio semplice e diretto, permettendo anche al lettore medio un più facile approccio. Lo stesso autore, nella prefazione all’opera, avverte che si è preferito impiegare un linguaggio molto semplice, destinando la lettura a un target più ampio, tralasciando così la forma epica che ha sempre caratterizzato i propri poemi a tema mitologico, più complessi, ma pur sempre mantenendo il tono dell’epos.

L’opera non rappresenta una silloge poetica ma un vero e proprio Concept Work, con una sua storia ben costruita che si sviluppa lungo le nervature strofiche dei testi, rafforzate ulteriormente da ponti narrativi che ne definiscono meglio la organicità strutturale. L’impiego dei ponti narrativi è una situazione insolita per la poesia, divenendo in Corselli un dato di fatto, se non una sua esclusiva.

Il background che fa da sfondo all’opera è quello del paradiso elfico di Ambheur-Arél, mondo fantasy creato dallo stesso autore, divenuto in futuro trampolino di lancio per i prodotti del Chimerae Hobby Group (soprattutto moduli avventura ed espansioni per il sistema di Advanced Dungeons & Dragons 2.a Edizione).

Per tale motivo, in modo da facilitare ulteriormente l’orientamento all’interno di questo viaggio fantastico, è stato incorporato all’opera un corposo Dizionario Fantasy (Eluen Algadi). Inoltre, sarà presente un’Appendice che, oltre a dare informazioni su alcuni concetti o personaggi presenti nella storia, e finanche approfondirne altri, segnerà i lemmi specifici da ricercare sull’Eluen Algadi. Molte sono le relazioni tra un elemento e l’altro, dovendo a volte ricorrere a più “parole chiave” per ricostruire organicamente la storia di quel dato luogo o creatura che sia. Da questo punto di vista, l’opera, e nella fattispecie il Dizionario, risultano essere un ricchissimo e utile compendio per il gioco di ruolo, dal quale trarre plot, leggende e ambienti per la propria avventura. Inoltre, l’opera supporterà i moduli del Chimerae Hobby Group.

A livello grafico, Lyrellende è corredato dalle immagini della nota illustratrice Cesarina Ciotti (http://www.maniecreative.it) e da Antonio Nonnato, già avviato disegnatore per il Chimerae Hobby Group. Il personaggio di Uar-Elleja è stato ispirato proprio dall’immagine di copertina Moon della Ciotti.

L’acquisto online è possibile presso questo il seguente link:

www.lulu.com/content/3764560

Non resta che augurare Buona Lettura.

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Marco De Franchi, La carne e il sangue, Barbera editore

L’autore

Marco De Franchi è nato a Roma e attualmente vive in Toscana. È Sostituto commissario della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile e ha fatto parte del gruppo investigativo che ha condotto l’inchiesta sulle nuove Br fino all’arresto dei responsabili degli omicidi D’Antona, Biagi e Petri. Anche da questa esperienza è nato il romanzo La carne e il sangue. Ha pubblicato in numerose antologie e riviste come L’Eternauta e M-Rivista del Mistero. Un suo racconto è apparso di recente nell’antologia La Legge dei Figli, per Meridiano Zero. Molti suoi racconti, oltre alla traduzione del romanzo breve Gli Occhi nel Bosco, sono apparsi in Francia. È stato soggettista e sceneggiatore di fumetti per le riviste Lanciostory e Skorpio.

Autore: Marco De Franchi
Titolo: La carne e il sangue
Barbera Editore

Collana: Radio Londra
In libreria: agosto 2008
Prezzo: 14,90 euro
ISBN: 978-7899-242-9

“Finalmente il romanzo che ci racconta con potenza narrativa e conoscenza diretta dei fatti il nuovo terrorismo italiano”.

Gianfranco de Turris

Leggi l’incipit

Il libro

Marco Biagi è stato appena ucciso. Prima e dopo di lui, gli omicidi di Massimo D’Antona e di Emanuele Petri. E poi le rapine, gli attentati. Il Paese precipita di nuovo nell’incubo degli anni di piombo. Ma il mosaico di sangue che i terroristi delle Nuove Brigate rosse hanno iniziato a tracciare è solo all’inizio. Il loro progetto è audace e terribile. E sta per colpire ancora una volta.
Mentre un gruppo di investigatori tra Roma, Firenze e Bologna tenta di svelare le identità degli appartenenti all’ultima, feroce colonna armata del partito combattente e a impedire il compimento del definitivo, fatale attacco allo Stato, sui fronti opposti di questa guerra disperata due donne intrecciano in maniera imprevedibile i loro destini.
Lucia Cardini è una moglie innamorata, una madre amorevole e conduce un’esistenza tranquilla, borghese. Eppure, quando le esigenze lo richiedono, quando nessuno guarda, Lucia si trasforma in “Federica”, militante rivoluzionaria, combattente determinata e spietata, fedele alla causa brigatista, decisa a percorrere la sua strada fino in fondo, fino al sacrificio dei propri affetti. Fino all’omicidio.
Serena D’Amico è un commissario di polizia che ha sacrificato la sua vita alla caccia ai terroristi. Il suo compito, adesso, è quello di dare un nome e un volto all’imprendibile Federica. Ma dalla terrorista e dalla sua vita nascosta Serena finirà per restare ossessionata, imprigionata. Finché scoprirà, con sorpresa, di essere legata alla brigatista da un episodio, doloroso e terribile, del suo passato.
Lo scontro a distanza tra le due donne travolgerà, alla fine, ogni loro riferimento, l’amore di un uomo, l’affetto di un figlio, gli ideali e l’integrità stessa delle loro vite, verso un’inevitabile, tragica conclusione.
Sullo sfondo autentico delle ultime vicende della lotta tra Stato e BR, un romanzo che immagina quello che avrebbe potuto accadere e svela quello che per poco non è realmente successo.

Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set – Il truccatore dei morti di Zingales


© immagine di copertina di Marco Scalici

Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales

A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.

Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.

In anteprima assoluta
vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.

Giuseppe Iannozzi

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Paolo D’Amato. Tempo. Cicorivolta edizioni


Paolo D'Amato - Tempo

TEMPO
Paolo D’Amato
collana temalibero
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 95106-15-1
euro 9,00 – pp. 90

© 2008 in copertina illustrazione originale di Simone Pieralli
adattamento di Phab Postini


Abbiamo vissuto un’adolescenza in cui, prima di uscire di casa, dovevamo guardarci bene intorno. E per strada dovevamo farlo altre cento volte.
Cercavamo di stare sempre in gruppo, evitare alcune zone, fare attenzione a non accompagnarci a chi non era della nostra ‘pasta’…
Dovevamo ricordare di non mostrare mai paura in caso di attacco, di poggiare sempre le spalle al muro, di non voltarle mai al nemico…
- Ammazzarne cento per educarne uno!, si gridava da entrambe le parti.
Sapevamo di essere un potenziale bersaglio, anche se in cuor nostro non riuscivamo a comprendere quale reale (e serio) pericolo potessimo costituire per gli avversari.
Ma lo eravamo, bersagli.
E loro, i nostri nemici, lo erano per noi e per quelli come noi…
I nostri sensi restavano all’erta come quelli di una bestia che si sta abbeverando e sa, per istinto, che in quel momento è più vulnerabile.
Allora le sue percezioni si moltiplicano per intensità, l’istinto di conservazione prende il sopravvento, i sensi – tutti i sensi – si acuiscono…
‘Tempo’ è un romanzo che si svolge in due atti (Primo Tempo e Secondo Tempo, appunto).


Il primo è ambientato in un passato non troppo lontano della nostra storia. Si tratta di un periodo molto violento in cui, in tutte le città d’Italia, alcuni giovani, con la convinzione di proteggere il proprio ideale, alimentavano un cancro furioso che, da alterco, rissa, pestaggio, si trasformava in lotta armata. Il secondo atto è più vicino ai nostri giorni e vi ritroviamo quegli stessi personaggi, alcuni imborghesiti, altri rimasti fedeli al proprio ideale di vita. Ma non è un periodo meno violento, anzi…


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Manila Benedetto. Nessuno mi ha mai battezzata. Enrico Folci Editore

Manila Benedetto
Nessuno mi ha mai battezzata
Il primo romanzo di Manila
per Enrico Folci Editore

NMHMB

di Tittyna Cerquetti

Ursula Dufour è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata.

In fondo, uccidere è molto più semplice che pensare di morire.” Dice lei stessa di fronte ad una nuova missione.

Lavora per conto di una società internazionale, la “Safe&Clean”, che si occupa di uccidere la gente su commissione, non importa chi né perché. Contano solo i soldi ed un lavoro rapido e pulito, e Ursula Dufour è la più brava, in questo campo. A lei le missioni più difficili, lei la personalità in grado di fronteggiare i superiori tanto da suscitare amori celati e insofferenze palesi.

Se i lavori erano troppo lunghi qualcosa si complicava sempre. Da quando entrava in contatto con la vittima al suo assassinio non dovevano passare più di 15 giorni. Di solito ci metteva sempre di meno.

Questa è una storia. Una delle storie di “Nessuno mi ha mai battezzata“. Non è l’unica, però, giacché in questo romanzo il tema del doppio si sdoppia, e si sdoppia ancora, in un gioco spiazzante di figure e di nomi così repentini nell’apparire e scomparire da lasciare in attesa fino alla fine, fino all’ultima riga, quando il cerchio si chiuderà … forse.

Non è una scrittura semplice, quella di Manila Benedetto, scorrevole certo ma ricercata, ricca, che induce a fermarsi sui pensieri impressi sulla carta e che non lasciano indifferenti, come quando leggi qualcosa che hai pensato anche tu, senza mai avere le parole giuste per dirlo. All’azione vera e propria, che potrebbe indurre a ritenerlo un giallo, si affiancano le considerazioni personali del personaggio principale (di chi si tratta lo scoprirete leggendo) tipiche della letteratura noir, ma anche del romanzo nel senso più ampio del termine.

“Sì, gli uomini sono qualcosa che devo conquistare, che non mi deve essere dato così facilmente. No, non sapevo che farmene di un padre che fosse solo mio e che mi vivesse accanto. Il padre che mi era stato consegnato era parziale, metafisico quasi. Era un’entità per me. Un modello, un esempio, un dio personale. Che per restare tale doveva essere distante. Una presenza che c’era quando poteva esserci. Non c’era quando doveva esserci e forse solo di questo alcune volte, me ne sono dispiaciuta. Ma i dispiaceri di certe mancanze non sono così forti da restarti dentro.”
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Ella Wenders e Vito B. Zingales: “Da Mezzanotte a Zero”, un film per la regia di Luca Lucchesi

Ella Wenders e Vito B. Zingales

“Da Mezzanotte a Zero”
un film per la regia di Luca Lucchesi

di Giuseppe Iannozzi
Vi avevo segnalato e proposto, neanche poi troppo tempo fa, uno straordinario romanzo, “Cosa di noi” di Vito Benicio Zingales, edito da Edizioni Clandestine: scrivevo allora “un pugno diretto allo stomaco, che fa star male, perché impossibile è non riconoscere le ragioni di una terra, la Sicilia, e della sua gente. Un romanzo coraggioso, come pochi, da leggere assolutamente”, e aggiungevo inoltre senza mezzi termini, “il linguaggio spinto, volutamente maccheronico, adotta registri popolari non dimenticando di passare dal più sofisticato Leonardo Sciascia al più tradizionale Andrea Camilleri.” Ve lo presentavo come un libro da leggere assolutamente, perché opera di alta Letteratura come rarissimamente è dato oggi d’incontrare in un panorama editoriale sempre più asfittico e stereotipato. Leggere “Cosa di noi” di Vito Benicio Zingales mi fece una impressione enorme, enorme per l’alto stile letterario, enorme per i coraggiosi contenuti scevri di qualsivoglia ombra d’ipocrisia, non a caso paragonai la scrittura di Zingales al più sofisticato Sciascia e al più tradizionale Camilleri.
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Francesca Boari. Il prezzo del riscatto. Cicorivolta edizioni

Francesca Boari

Il prezzo del riscatto

collana i quaderni di Cico
Cicorivolta Edizioni
ISBN 978-88-95106-14-4
© giugno 2008 – euro 10,00 – pp. 107

in copertina, illustrazione originale di Simone Pieralli
elaborazione di Phab Postini


Francesca Boari nasce il 16 ottobre del 1966 a Ferrara, piccola e meravigliosa città di provincia. Divoratrice di romanzi e di film sin da Bambina, coltiva in maniera del tutto solitaria questa sua passione e incomincia per gioco ad inventarsi storie. Laureata in lettere moderne, si occupa a tempo perso di arte e di scrittura, per un certo periodo collaborando con la pagina locale del “Il Resto del Carlino”. Nel 1991 inizia a insegnare filosofia e arte al liceo linguistico della sua città, con la quale non è mai riuscita a rompere il cordone ombelicale. Lo studio della filosofia diventa insieme alla scrittura e all’interesse per l’arte il leitmotiv della sua vita. Ha la fortuna di conoscere Eugenio Borgna, dopo avere letto e amato quella scrittura così profonda e intimista, e di ricevere dopo alcuni mesi dal loro incontro alcune righe a prefazione del suo “Il prezzo del riscatto”. Da questo momento il desiderio di pubblicare.


dalla Prefazione di Eugenio Borgna
(psichiatra fenomenologo e saggista Feltrinelli)

(…)

Nel primo dei due romanzi, così diversi e nondimeno così legati l’un all’altro da correnti carsiche luminose anche nei momenti di più dolorosa oscurità, gli orizzonti tematici si dischiudono alla luce della speranza; e la grazia inarrivabile dello stile riscatta anche le ombre possibili e fatali dell’esistenza: facendone rinascere illuminazioni stregate e stupefatte nella magia della scrittura di un’aerea leggerezza e di una acuta originalità.
Nel secondo dei due romanzi si vengono delineando i molteplici (indicibili) volti della sofferenza umana: il mistero dell’angoscia che è sempre angoscia della morte, il mistero della solitudine che regna invisibile nei cuori delle persone senza che esse ne abbiano la lacerante coscienza, il mistero (gli enigmi insanabili) che stanno a fondamento di azioni ferocemente distruttive solo apparentemente libere e in realtà condizionate da avvenimenti crudelmente segnati nella loro tragica evoluzione.
Anche dinanzi ad azioni, che oltrepassano ogni possibile comprensione umana, l’autrice non si arena nel deserto così arido e così improblematico della condanna radicale, e assoluta, ma cerca disperatamente di cogliere in esse, e di rivelare a ciascuno di noi, una qualche scheggia di straziata contemplazione e di impossibile decifrazione: nel vortice di una tensione emozionale umbratile e creativa, palpitante e viva.
Sono due romanzi di una struggente bellezza che la scrittura femminile rende ancora più preziosa e incancellabile.


Se la scelta è un luogo d’impurità, e la non-scelta è un luogo di purezza, non indulgenza o comprensione ricercano gli attori delle vicende narrate in questo libro. Essi rappresentano, attraverso la singolarità dei propri conflitti e legami, simbolo e approfondimento della teoria per la quale ogni conflitto umano (tra scelta e non-scelta) è riconducibile alla sessualità, che funge da ponte fra il centro dell’uomo e il principio del mondo. Alcuni degli individui rappresentati in queste storie vivono sul filo della nevrosi, ovvero “coscienza della perdita”, che concede a essi, rispetto agli altri, una lucidità salutare, inaccessibile all’uomo di massa, ovvero “collettivo”. E’ dunque un libro sul bene e sul male di vivere, e sulla ineluttabilità del tempo. Se il male consuma e stimola l’intelligenza e apre le porte dell’inconscio all’attrazione del baratro, il bene riflette la salute della follia. Tutto questo permetterà di accedere, ognuno con i propri limiti, ad alcune delle leggi universali nelle quali si inscrive la più alta comprensione dell’esistenza. (Paolo West)


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BlogTime – Istruzioni per l’uso

BlogTime

Editoriale – Informazioni per l’uso

Quello che avete davanti agli occhi, tra le mani o sullo schermo, è il compimento di un progetto nato un anno e mezzo fa e che vede la luce dopo tanti tentativi e momenti di stasi. Devo aggiungere che se non fosse per la testardaggine che muove spesso, se non sempre, chi ama la scrittura e la comunicazione, probabilmente sarebbe morto senza essere mai nato. (…)

La diversità di BlogTime rispetto ad altri progetti analoghi verte su due aspetti fondamentali: innanzitutto è una vera e propria rivista, nella struttura, nell’impaginazione, nei contenuti. Potrebbe tranquillamente essere stampata e distribuita in edicola. In secondo luogo è composta interamente da materiale realizzato da blogger. Non è una raccolta di racconti, e neanche un puzzle di post. BlogTime è una rivista che vuole, e tenterà di farlo ogni giorno, raccogliere tutto ciò che di giornalisticamente valido il mondo dei blog propone. Si occuperà di cercare e selezionare quello che troverà in rete, inviterà i blogger ad inviare alla redazione i propri articoli, offrirà spazio e rubriche a chi avrà qualità e desiderio di occuparsi degli argomenti che la rivista intende trattare. (…)

BlogTime si occuperà di cultura e di personaggi, di letteratura e cinema, di musica e di pittura. Si occuperà di politica e di solidarietà, di internet e di nuove tecnologie, affidandosi alla competenza di tecnici, scrittrici/ori, giornaliste/i, sociologhe/i e quanti vorranno offrire la loro collaborazione per un progetto che nasce dal lavoro volontario di chi fa per il piacere di fare. In perfetto stile blog sarà pronto a crescere, a modificarsi, a seguire le indicazioni ed i suggerimenti di chi amerà leggerlo e farlo.

BlogTime sarà di tutti e di nessuno, non avrà linee politiche o commerciali prestabilite né vincoli di sorta. Si propone come spazio per ogni voce e, così come capita nei nostri blog, offrirà spazio alle repliche, ai commenti, alla voglia di aggiungere qualcosa in più agli scritti degli autori, con pagine che saranno appositamente dedicate proprio ai vostri commenti.

BlogTime nasce, in questa prima fase, come periodico mensile ma il desiderio è che, con la vostra collaborazione e apprezzamento, possa diventare settimanale, per dare modo ad un numero sempre maggiore di voci di partecipare, e per dare spazio oltre che agli approfondimenti anche all’attualità. Il modo migliore per farlo sarà quello di inviare i vostri post o articoli alla redazione, scaricare il pdf della rivista, pubblicizzarla sui vostri blog, commentare gli articoli che leggerete, segnalare post e blogger interessanti, trasmetterci le vostre impressioni, che siano di critica o di apprezzamento. Saranno valutate nella stessa maniera ed anzi, mi auguro che la critica positiva aiuti questo progetto a crescere insieme a tutti noi.

Titty

Titty Cerquetti
http://www.tittyna.net/

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