Morte all’alba, due parole più altre due per spiegare l’inspiegabile
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Morte all’alba
di Giuseppe Iannozzi
Dovrebbe esser facile spiegare il perché di “Morte all’alba”, ed invece no. Ma cercherò comunque di spiegare i motivi salienti per cui ho deciso di rendere disponibili alcuni miei scritti.
Che qualcuno ci voglia credere o meno, è da tempo che mi si chiede di pubblicare. Ora io non so dirvi se questo libro lo si possa considerare a pieno titolo una pubblicazione; però uno con il vizio di scrivere l’ha scritto parola dopo parola, pagina dopo pagina, e nel suo piccolo questo qualcuno in qualche modo bisogna pur indicarlo, o etichettarlo: per brevità chiamato scrittore! *
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Wenders: filmerò il tributo dedicato a Fabrizio De Andrè
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Il Festival di Roma propone due film inediti tra reggae e canzone d’autore
Il primo racconterà il nostro poeta-cantautore, l’altro Bob Marley
Wenders: filmerò il tributo
dedicato a Fabrizio De Andrè
di ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO
Fonte: Repubblica.it
ROMA - La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d’archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l’opera di De André, ma anche un progetto preciso: “Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.
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Brian May e Paul Rodgers non sono i Queen
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Brian May e Paul Rodgers non sono i Queen
“The Cosmos Rocks” uscirà il 15 settembre:
annunciato come nuovo album della band
è già al centro di forti negative polemiche
Con il Lego oggigiorno ci si arrangia a creare un po’ di tutto. E’ toccato anche a Freddie Mercury, leader indiscusso dei Queen, considerato a ragione “la migliore voce” del panorama melodico rock.
Di Freddie Mercury ce n’è stato uno, uno e insostituibile.
Ci ha provato Paul Rodgers a sostituirlo.
Abbiamo assistito a dei concerti con sul palco un buon Brian May e un Paul Rodgers che scimmiottava Mercury, un karaoke al limite anche simpatico ma nulla di più.
Freddie Mercury resta unico, per voce, per talento, per sensualità animale e pathos.
“The Cosmos Rocks”, scritto e prodotto da Brian May, Paul Rodgers e Roger Taylor, sarà il nuovo album del terzetto. Spiacente, ma mi rifiuto in maniera categorica di chiamare Queen questi tre musicisti. John Deacon non ne ha voluto che sapere di uscire sul mercato con il nome Queen. Della band originale rimangono May e Taylor, e per quanto bravo possa essere May alla chitarra non potrà mai essere i Queen insieme al pallido Paul Rodgers.
Brian May aveva chiesto prima a George Michael, a Elton John e a Zucchero Sugar Fornaciari di rimpiazzare Freddie: tutt’e tre gli hanno risposto con un secco “no”.
Al concerto tributo del 1991 in onore e in memoria di Mercury, George Michael fu senz’ombra di dubbio il migliore: in quell’occasione sembrò che Mercury si fosse calato con lo spirito sul palco. Tuttavia George Michael non accettò di entrare a far parte dei Queen, deciso a proseguire la sua carriera solista e deciso a non tentare di emulare (o competere) con la voce storica dei Queen. Anche Elton John non prese in considerazione la proposta di entrare nel gruppo. May allora cercò di dare una impronta più blues al gruppo e chiamò Zucchero: ma anche lui, giustamente, rifiutò. Solo Paul Rodgers, ex Bad Company, accettò di entrare nel gruppo.
Ma in quale gruppo?
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Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici. Fabrizio Corselli: il fantasy poetico per Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Uscito tempo fa in versione e-book, adesso, l’opera di epica fantasy Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici approda alla sua versione cartacea.
Titolo Opera: Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Fantasy (Concept Work poetico)
Pagine: 366
Edizione: Lulu
Costo: 11,50 €
Lyrellende è un viaggio fantastico all’interno del paradiso elfico di Ambheur-Arél. Un mondo le cui cronache introdurranno il lettore a un’esperienza davvero avvincente, se non unica, fatta di grandi eroi e potenti maghi, abilmente narrati dalla sua diretta protagonista: una mistica danzatrice della stirpe eleamar, una valadyn per l’appunto, spintasi oltre i Regni della Luna, nel tentativo di disvelare i molteplici misteri che si celano dietro l’elfica struttura dell’Envydal, noto come Circolo delle Tre Stelle. Un’impresa che la vedrà lambire le più oscure forze dei tempi remoti, discendendo persino gli abissi profondi di quelle memorie che furono taciute, con grande timore, dalla stessa razza elfica. Un destino già segnato quello della stirpe eleamar ma che adesso risorge in virtù del coraggio della loro unica figlia.
L’opera non manca infine di creature leggendarie quali i draghi, spettri, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio semplice e diretto, permettendo anche al lettore medio un più facile approccio. Lo stesso autore, nella prefazione all’opera, avverte che si è preferito impiegare un linguaggio molto semplice, destinando la lettura a un target più ampio, tralasciando così la forma epica che ha sempre caratterizzato i propri poemi a tema mitologico, più complessi, ma pur sempre mantenendo il tono dell’epos.
L’opera non rappresenta una silloge poetica ma un vero e proprio Concept Work, con una sua storia ben costruita che si sviluppa lungo le nervature strofiche dei testi, rafforzate ulteriormente da ponti narrativi che ne definiscono meglio la organicità strutturale. L’impiego dei ponti narrativi è una situazione insolita per la poesia, divenendo in Corselli un dato di fatto, se non una sua esclusiva.
Il background che fa da sfondo all’opera è quello del paradiso elfico di Ambheur-Arél, mondo fantasy creato dallo stesso autore, divenuto in futuro trampolino di lancio per i prodotti del Chimerae Hobby Group (soprattutto moduli avventura ed espansioni per il sistema di Advanced Dungeons & Dragons 2.a Edizione).
Per tale motivo, in modo da facilitare ulteriormente l’orientamento all’interno di questo viaggio fantastico, è stato incorporato all’opera un corposo Dizionario Fantasy (Eluen Algadi). Inoltre, sarà presente un’Appendice che, oltre a dare informazioni su alcuni concetti o personaggi presenti nella storia, e finanche approfondirne altri, segnerà i lemmi specifici da ricercare sull’Eluen Algadi. Molte sono le relazioni tra un elemento e l’altro, dovendo a volte ricorrere a più “parole chiave” per ricostruire organicamente la storia di quel dato luogo o creatura che sia. Da questo punto di vista, l’opera, e nella fattispecie il Dizionario, risultano essere un ricchissimo e utile compendio per il gioco di ruolo, dal quale trarre plot, leggende e ambienti per la propria avventura. Inoltre, l’opera supporterà i moduli del Chimerae Hobby Group.
A livello grafico, Lyrellende è corredato dalle immagini della nota illustratrice Cesarina Ciotti (http://www.maniecreative.it) e da Antonio Nonnato, già avviato disegnatore per il Chimerae Hobby Group. Il personaggio di Uar-Elleja è stato ispirato proprio dall’immagine di copertina Moon della Ciotti.
L’acquisto online è possibile presso questo il seguente link:
Non resta che augurare Buona Lettura.
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Marco De Franchi, La carne e il sangue, Barbera editore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
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L’autore Marco De Franchi è nato a Roma e attualmente vive in Toscana. È Sostituto commissario della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile e ha fatto parte del gruppo investigativo che ha condotto l’inchiesta sulle nuove Br fino all’arresto dei responsabili degli omicidi D’Antona, Biagi e Petri. Anche da questa esperienza è nato il romanzo La carne e il sangue. Ha pubblicato in numerose antologie e riviste come L’Eternauta e M-Rivista del Mistero. Un suo racconto è apparso di recente nell’antologia La Legge dei Figli, per Meridiano Zero. Molti suoi racconti, oltre alla traduzione del romanzo breve Gli Occhi nel Bosco, sono apparsi in Francia. È stato soggettista e sceneggiatore di fumetti per le riviste Lanciostory e Skorpio. |
Autore: Marco De Franchi “Finalmente il romanzo che ci racconta con potenza narrativa e conoscenza diretta dei fatti il nuovo terrorismo italiano”. Gianfranco de Turris Il libro Marco Biagi è stato appena ucciso. Prima e dopo di lui, gli omicidi di Massimo D’Antona e di Emanuele Petri. E poi le rapine, gli attentati. Il Paese precipita di nuovo nell’incubo degli anni di piombo. Ma il mosaico di sangue che i terroristi delle Nuove Brigate rosse hanno iniziato a tracciare è solo all’inizio. Il loro progetto è audace e terribile. E sta per colpire ancora una volta. |
Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set - Il truccatore dei morti di Zingales
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

© immagine di copertina di Marco Scalici
Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales
A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.
Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.
In anteprima assoluta vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.
Giuseppe Iannozzi
Paolo D’Amato. Tempo. Cicorivolta edizioni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
TEMPO
Paolo D’Amato
collana temalibero
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 95106-15-1
euro 9,00 - pp. 90
© 2008 in copertina illustrazione originale di Simone Pieralli
adattamento di Phab Postini
Abbiamo vissuto un’adolescenza in cui, prima di uscire di casa, dovevamo guardarci bene intorno. E per strada dovevamo farlo altre cento volte.
Cercavamo di stare sempre in gruppo, evitare alcune zone, fare attenzione a non accompagnarci a chi non era della nostra ‘pasta’…
Dovevamo ricordare di non mostrare mai paura in caso di attacco, di poggiare sempre le spalle al muro, di non voltarle mai al nemico…
- Ammazzarne cento per educarne uno!, si gridava da entrambe le parti.
Sapevamo di essere un potenziale bersaglio, anche se in cuor nostro non riuscivamo a comprendere quale reale (e serio) pericolo potessimo costituire per gli avversari.
Ma lo eravamo, bersagli.
E loro, i nostri nemici, lo erano per noi e per quelli come noi…
I nostri sensi restavano all’erta come quelli di una bestia che si sta abbeverando e sa, per istinto, che in quel momento è più vulnerabile.
Allora le sue percezioni si moltiplicano per intensità, l’istinto di conservazione prende il sopravvento, i sensi - tutti i sensi - si acuiscono…
‘Tempo’ è un romanzo che si svolge in due atti (Primo Tempo e Secondo Tempo, appunto).
Il primo è ambientato in un passato non troppo lontano della nostra storia. Si tratta di un periodo molto violento in cui, in tutte le città d’Italia, alcuni giovani, con la convinzione di proteggere il proprio ideale, alimentavano un cancro furioso che, da alterco, rissa, pestaggio, si trasformava in lotta armata. Il secondo atto è più vicino ai nostri giorni e vi ritroviamo quegli stessi personaggi, alcuni imborghesiti, altri rimasti fedeli al proprio ideale di vita. Ma non è un periodo meno violento, anzi…
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Manila Benedetto. Nessuno mi ha mai battezzata. Enrico Folci Editore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Manila Benedetto
Nessuno mi ha mai battezzata
Il primo romanzo di Manila
per Enrico Folci Editore

Ursula Dufour è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata.
“In fondo, uccidere è molto più semplice che pensare di morire.” Dice lei stessa di fronte ad una nuova missione.
Lavora per conto di una società internazionale, la “Safe&Clean”, che si occupa di uccidere la gente su commissione, non importa chi né perché. Contano solo i soldi ed un lavoro rapido e pulito, e Ursula Dufour è la più brava, in questo campo. A lei le missioni più difficili, lei la personalità in grado di fronteggiare i superiori tanto da suscitare amori celati e insofferenze palesi.
“Se i lavori erano troppo lunghi qualcosa si complicava sempre. Da quando entrava in contatto con la vittima al suo assassinio non dovevano passare più di 15 giorni. Di solito ci metteva sempre di meno.“
Questa è una storia. Una delle storie di “Nessuno mi ha mai battezzata“. Non è l’unica, però, giacché in questo romanzo il tema del doppio si sdoppia, e si sdoppia ancora, in un gioco spiazzante di figure e di nomi così repentini nell’apparire e scomparire da lasciare in attesa fino alla fine, fino all’ultima riga, quando il cerchio si chiuderà … forse.
Non è una scrittura semplice, quella di Manila Benedetto, scorrevole certo ma ricercata, ricca, che induce a fermarsi sui pensieri impressi sulla carta e che non lasciano indifferenti, come quando leggi qualcosa che hai pensato anche tu, senza mai avere le parole giuste per dirlo. All’azione vera e propria, che potrebbe indurre a ritenerlo un giallo, si affiancano le considerazioni personali del personaggio principale (di chi si tratta lo scoprirete leggendo) tipiche della letteratura noir, ma anche del romanzo nel senso più ampio del termine.
“Sì, gli uomini sono qualcosa che devo conquistare, che non mi deve essere dato così facilmente. No, non sapevo che farmene di un padre che fosse solo mio e che mi vivesse accanto. Il padre che mi era stato consegnato era parziale, metafisico quasi. Era un’entità per me. Un modello, un esempio, un dio personale. Che per restare tale doveva essere distante. Una presenza che c’era quando poteva esserci. Non c’era quando doveva esserci e forse solo di questo alcune volte, me ne sono dispiaciuta. Ma i dispiaceri di certe mancanze non sono così forti da restarti dentro.”
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Ella Wenders e Vito B. Zingales: “Da Mezzanotte a Zero”, un film per la regia di Luca Lucchesi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Ella Wenders e Vito B. Zingales
“Da Mezzanotte a Zero”
un film per la regia di Luca Lucchesi
di Giuseppe Iannozzi
Vi avevo segnalato e proposto, neanche poi troppo tempo fa, uno straordinario romanzo, “Cosa di noi” di Vito Benicio Zingales, edito da Edizioni Clandestine: scrivevo allora “un pugno diretto allo stomaco, che fa star male, perché impossibile è non riconoscere le ragioni di una terra, la Sicilia, e della sua gente. Un romanzo coraggioso, come pochi, da leggere assolutamente”, e aggiungevo inoltre senza mezzi termini, “il linguaggio spinto, volutamente maccheronico, adotta registri popolari non dimenticando di passare dal più sofisticato Leonardo Sciascia al più tradizionale Andrea Camilleri.” Ve lo presentavo come un libro da leggere assolutamente, perché opera di alta Letteratura come rarissimamente è dato oggi d’incontrare in un panorama editoriale sempre più asfittico e stereotipato. Leggere “Cosa di noi” di Vito Benicio Zingales mi fece una impressione enorme, enorme per l’alto stile letterario, enorme per i coraggiosi contenuti scevri di qualsivoglia ombra d’ipocrisia, non a caso paragonai la scrittura di Zingales al più sofisticato Sciascia e al più tradizionale Camilleri.
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Francesca Boari. Il prezzo del riscatto. Cicorivolta edizioni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Francesca Boari
collana i quaderni di Cico
Cicorivolta Edizioni
ISBN 978-88-95106-14-4
© giugno 2008 - euro 10,00 - pp. 107
in copertina, illustrazione originale di Simone Pieralli
elaborazione di Phab Postini
Francesca Boari nasce il 16 ottobre del 1966 a Ferrara, piccola e meravigliosa città di provincia. Divoratrice di romanzi e di film sin da Bambina, coltiva in maniera del tutto solitaria questa sua passione e incomincia per gioco ad inventarsi storie. Laureata in lettere moderne, si occupa a tempo perso di arte e di scrittura, per un certo periodo collaborando con la pagina locale del “Il Resto del Carlino”. Nel 1991 inizia a insegnare filosofia e arte al liceo linguistico della sua città, con la quale non è mai riuscita a rompere il cordone ombelicale. Lo studio della filosofia diventa insieme alla scrittura e all’interesse per l’arte il leitmotiv della sua vita. Ha la fortuna di conoscere Eugenio Borgna, dopo avere letto e amato quella scrittura così profonda e intimista, e di ricevere dopo alcuni mesi dal loro incontro alcune righe a prefazione del suo “Il prezzo del riscatto”. Da questo momento il desiderio di pubblicare.
dalla Prefazione di Eugenio Borgna
(psichiatra fenomenologo e saggista Feltrinelli)
(…)
Nel primo dei due romanzi, così diversi e nondimeno così legati l’un all’altro da correnti carsiche luminose anche nei momenti di più dolorosa oscurità, gli orizzonti tematici si dischiudono alla luce della speranza; e la grazia inarrivabile dello stile riscatta anche le ombre possibili e fatali dell’esistenza: facendone rinascere illuminazioni stregate e stupefatte nella magia della scrittura di un’aerea leggerezza e di una acuta originalità.
Nel secondo dei due romanzi si vengono delineando i molteplici (indicibili) volti della sofferenza umana: il mistero dell’angoscia che è sempre angoscia della morte, il mistero della solitudine che regna invisibile nei cuori delle persone senza che esse ne abbiano la lacerante coscienza, il mistero (gli enigmi insanabili) che stanno a fondamento di azioni ferocemente distruttive solo apparentemente libere e in realtà condizionate da avvenimenti crudelmente segnati nella loro tragica evoluzione.
Anche dinanzi ad azioni, che oltrepassano ogni possibile comprensione umana, l’autrice non si arena nel deserto così arido e così improblematico della condanna radicale, e assoluta, ma cerca disperatamente di cogliere in esse, e di rivelare a ciascuno di noi, una qualche scheggia di straziata contemplazione e di impossibile decifrazione: nel vortice di una tensione emozionale umbratile e creativa, palpitante e viva.
Sono due romanzi di una struggente bellezza che la scrittura femminile rende ancora più preziosa e incancellabile.
Se la scelta è un luogo d’impurità, e la non-scelta è un luogo di purezza, non indulgenza o comprensione ricercano gli attori delle vicende narrate in questo libro. Essi rappresentano, attraverso la singolarità dei propri conflitti e legami, simbolo e approfondimento della teoria per la quale ogni conflitto umano (tra scelta e non-scelta) è riconducibile alla sessualità, che funge da ponte fra il centro dell’uomo e il principio del mondo. Alcuni degli individui rappresentati in queste storie vivono sul filo della nevrosi, ovvero “coscienza della perdita”, che concede a essi, rispetto agli altri, una lucidità salutare, inaccessibile all’uomo di massa, ovvero “collettivo”. E’ dunque un libro sul bene e sul male di vivere, e sulla ineluttabilità del tempo. Se il male consuma e stimola l’intelligenza e apre le porte dell’inconscio all’attrazione del baratro, il bene riflette la salute della follia. Tutto questo permetterà di accedere, ognuno con i propri limiti, ad alcune delle leggi universali nelle quali si inscrive la più alta comprensione dell’esistenza. (Paolo West)
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BlogTime - Istruzioni per l’uso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
BlogTime
Editoriale - Informazioni per l’uso
Quello che avete davanti agli occhi, tra le mani o sullo schermo, è il compimento di un progetto nato un anno e mezzo fa e che vede la luce dopo tanti tentativi e momenti di stasi. Devo aggiungere che se non fosse per la testardaggine che muove spesso, se non sempre, chi ama la scrittura e la comunicazione, probabilmente sarebbe morto senza essere mai nato. (…)
La diversità di BlogTime rispetto ad altri progetti analoghi verte su due aspetti fondamentali: innanzitutto è una vera e propria rivista, nella struttura, nell’impaginazione, nei contenuti. Potrebbe tranquillamente essere stampata e distribuita in edicola. In secondo luogo è composta interamente da materiale realizzato da blogger. Non è una raccolta di racconti, e neanche un puzzle di post. BlogTime è una rivista che vuole, e tenterà di farlo ogni giorno, raccogliere tutto ciò che di giornalisticamente valido il mondo dei blog propone. Si occuperà di cercare e selezionare quello che troverà in rete, inviterà i blogger ad inviare alla redazione i propri articoli, offrirà spazio e rubriche a chi avrà qualità e desiderio di occuparsi degli argomenti che la rivista intende trattare. (…)
BlogTime si occuperà di cultura e di personaggi, di letteratura e cinema, di musica e di pittura. Si occuperà di politica e di solidarietà, di internet e di nuove tecnologie, affidandosi alla competenza di tecnici, scrittrici/ori, giornaliste/i, sociologhe/i e quanti vorranno offrire la loro collaborazione per un progetto che nasce dal lavoro volontario di chi fa per il piacere di fare. In perfetto stile blog sarà pronto a crescere, a modificarsi, a seguire le indicazioni ed i suggerimenti di chi amerà leggerlo e farlo.
BlogTime sarà di tutti e di nessuno, non avrà linee politiche o commerciali prestabilite né vincoli di sorta. Si propone come spazio per ogni voce e, così come capita nei nostri blog, offrirà spazio alle repliche, ai commenti, alla voglia di aggiungere qualcosa in più agli scritti degli autori, con pagine che saranno appositamente dedicate proprio ai vostri commenti.
BlogTime nasce, in questa prima fase, come periodico mensile ma il desiderio è che, con la vostra collaborazione e apprezzamento, possa diventare settimanale, per dare modo ad un numero sempre maggiore di voci di partecipare, e per dare spazio oltre che agli approfondimenti anche all’attualità. Il modo migliore per farlo sarà quello di inviare i vostri post o articoli alla redazione, scaricare il pdf della rivista, pubblicizzarla sui vostri blog, commentare gli articoli che leggerete, segnalare post e blogger interessanti, trasmetterci le vostre impressioni, che siano di critica o di apprezzamento. Saranno valutate nella stessa maniera ed anzi, mi auguro che la critica positiva aiuti questo progetto a crescere insieme a tutti noi.
Titty
Titty Cerquetti
http://www.tittyna.net/
Scarica l’anteprima di BlogTime
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Cannes applaude il Che di Soderbergh e già si parla di Palma d’Oro
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Cannes applaude il Che di Soderbergh
E già si parla di Palma d’Oro
Soderbergh con il suo film, “Che” , 268 minuti di pura poesia, mette i brividi addosso a Cannes.
Il regista non si è risparmiato, né Benicio Del Toro nella parte del mito, Ernesto Che Guevara . Nonostante la lunghezza del film, ben 4 ore, la sala ha tributato un lungo applauso a questa pellicola, che ha lasciato tutti col fiato sospeso sino all’ultima ripresa. E già si parla di Palma d’Oro strappata a “Gomorra”.
In Francia, purtroppo, il film uscirà diviso in due parti, la prima a ottobre, la seconda a novembre. Al Festival di Cannes il film per nostra fortuna è stato proiettato in tutta la sua interezza.
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Guccini con le ali: “Icaro”, il nuovo lavoro del cantautore bolognese più colto ed omerico
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Si intitola “Icaro” il nuovo libro del cantautore emiliano appena uscito
I protagonisti sono un vecchio e un bambino, dei turisti italiani alle Mauritius
Guccini con le ali
racconti che sembrano canzoni
di MICHELE SMARGIASSI - fonte: Repubblica.it
BOLOGNA - Arrivi in via Paolo Fabbri 43, l’indirizzo più celebre della canzone italiana, e sei già a pagina undici: sulla soglia del negozio a pianoterra è seduto a fumare Antonio, il barbiere siciliano di Lo Gnurri, primo racconto di Icaro, il libro con cui, dopo una lunga simbiosi con Loriano Macchiavelli, Francesco Guccini torna alla scrittura solitaria (Mondadori, pagg. 110, euro 12).
“Il più colto dei cantautori italiani”, 68 anni, un po’ appesantito, resta l’affabile affabulatore di sempre. In frontespizio di questa che è la sua decima esperienza di scrittura senza musica, c’è una citazione della poetessa Szymborska sulla “gioia di scrivere”.
Sta cercando di dirci con delicatezza che ha definitivamente cambiato mestiere?
“Da bambino sognavo di diventare scrittore. Non è poi che scrivere canzoni sia così diverso, si tratta sempre di raccontare. Qualche settimana fa, a Bruxelles, una bella serata in un’osteria-libreria, ho detto che da quando ho smesso di fumare ho qualche problema con la musica, ma era un po’ esagerato. Scrivo ancora canzoni. Sono fermo a tre nuove. Sono diventato molto più esigente. Una volta ne scrivevo una per notte, poi magari alla mattina la buttavo. Adesso se non mi viene proprio come voglio, non la finisco neanche”.
Al decimo libro, si definisce ancora un cantautore?
“Quella fu una definizione generazionale. Oggi molti scrivono le canzoni che cantano, ma non si fanno più chiamare cantautori. Io mi sento autore e basta. Scrivo romanzi, racconti, canzoni, ma sono anche un narratore orale, ai concerti racconto moltissimo”.
Con Macchiavelli è finito il sodalizio letterario?
“Ci siamo presi una pausa. Il nostro personaggio, Santovito, ormai è un po’ anzianotto. In Tango l’abbiamo ringiovanito col flashback, ma è un trucco che puoi usare una volta sola. Troveremo un modo per rimetterlo in pista”.
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Discordia - Discordia
Pubblicato da Chatterly

Discordia - Discordia
I Discordia sono una band tedesca che hanno la particolarità di suonare opera melodica metal. Influenzati per loro stessa ammissione da gruppi come i Nightwish, gli Epica ed i Tristania, nonché da grandi musicisti classici quali Beethoven, hanno sviluppato un loro stile personalissimo che li rende unici e per questo ve li propongo. I loro pezzi sono molto scenici, sarebbe bello un giorno vederli rappresentati in un’opera teatrale. Il pezzo che potete ascoltare qui si intitola Discordia ed è una bellissima contrapposizione tra le voci di soprano e di basso, il Bene e il Male ancora una volta si sfidano in musica.
Se vi interessa e vi piace questa band, vi anticipo che tra breve seguirà una mia intervista fatta al fondatore dei Discordia, Bernhard Widmann.
Un augurio ai Discordia per il meritato successo ed a voi buon ascolto.
Il sito ufficiale dei Discordia
La registrazione de L’organigramma di Andrea Comotti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La registrazione de L’organigramma di Andrea Comotti
di Nicotrain
[Due mesi di lavoro in studio di registrazione, ci son voluti, per trasformare in voci suoni e musiche il romanzo L'Organigramma di Andrea Comotti. Ecco il racconto dell'avventura, scritto di proprio pugno da Nino Rota detto Nicotrain, protagonista del romanzo. Altri articoli su questo libro . gm]
Stamattina mi son svegliato… mi viene voglia chissàpperché di fischiettare… e sì che il caffè non l’ho ancora preso e nemmeno imboccata la prima siga… Sarà il sole… non vedere più sto cielo nivolo che smilana milano più quel che già l’odi-et-amo da qualche annetto in qua…
Telefonata del Giulio… mattiniera… quel benedetto santuomo lì… giulio mozzi for president… ah già… lo è già… sempre sulla corda… sempre i piedoni buoni in cento scarpe altrettanto buone… difficile che siano scompagnate… vanno tutte a battere sullo stesso tappeto rosso… la letteratura über alles.. la letteratura degli unter alles… degli illustri sconosciuti… come quello lì… quel tanghero canchero lì che si è messo a sbrodolare la rava e la fava dei miei trascorsi pre e post bellici… il bellum poenicum LXVIII… a squatare i miei altarini… a chiamarmi addirittura mica per nome/cognome come tutti i cristiani ammodo ma per nickname… Nicotrain mica Nino Rota… che suona meglio… e come casso lo fa lui a sapere che gli amici mi chiamavano così… mi chiamavano… perché quei tempi lì son stagionati come le stagioni d’una volta… di quando Berta filava… mo adesso se l’è filata… di brutto…
Leggi tutto il racconto La registrazione (è un piccolo pdf) .
Ascolta un estratto dal libro .
fonte: Vibrissebollettino.net
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Mara Venuto. Leggimi nei pensieri. Cicorivolta edizioni, collana i quaderni di Cico
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Mara Venuto
Leggimi nei pensieri
(In 15. Donne, uomini, ragazzi, vecchi,
una bambina: brainstorming in libertà)
collana i quaderni di Cico
ISBN 978-88-95106-16-8
© aprile 2008 - euro 11,00 - pp. 121
in copertina, “City” (china e collage su carta) di Claudia Venuto,
elaborazione di Phab Postini
Mara Antonia Venuto è nata nel marzo del 1978. Vive a sud.
Per studio e professione è abituata ad ascoltare. Le viene molto difficile, perciò, parlare di sé. Ama i film a episodi. Legge di tutto; in particolare i romanzi non gialli di Simenon e, dopo anni di letteratura sudamericana, la linearità e gli accenni silenziosi degli scrittori giapponesi.
Sta lavorando al suo primo romanzo e alla sceneggiatura di una graphic novel.
1. Sandra, una mamma giovane che desidererebbe non esserlo mai stata.
2. Fra’ Giorgio, un frate semplice che vive nella pace.
3. Franco, poeta finito in strada.
4. Djionis, adolescente albanese nella sua nuova patria.
5. Santiago, violinista estatico ribattezzato ad una nuova fede.
6. Tati, un lungo, doloroso silenzio con il suo fratello gemello.
7. Ramòn, “furbetto del quartierino” in fuga nel circo.
8. Arianna, diciottenne già grande, pronta a iniziare lontano una nuova vita.
9. Matilde, una donna ormai anziana che ha avuto il suo riscatto.
10. Piero, studente fuori corso coca-dipendente.
11. Tommaso, adolescente impazzito per l’hip-hop.
12. Raina, badante bulgara senza più illusioni.
13. Carlotta, una bambina con un segreto.
14. Eugenio, un maturo omosessuale, nato senza coraggio.
15. Nina, la fine della vita con un amore nel cuore.
Questa raccolta di “voci” è stata concepita per costituire un racconto corale di storie diverse, còlte, apparentemente a caso, nelle maglie della strada con, a fare da collante, solo l’appartenenza all’umanità più viva e contemporanea. Dice Mara Venuto: “Ho immaginato un respiro di riflessioni dei protagonisti sulle proprie vite e sulla propria storia, alla luce della quale dare una ragione al presente”.
Questi racconti/monologhi di Mara Venuto sono semplicemente gente; trasmettono la freschezza della presa diretta, vale a dire del tempo attuale comunque sia. Potranno essere letti fra dieci, venti o trent’anni e avranno sempre il valore umano e il fiato della testimonianza: patrimonio universale e individuale allo stesso modo.
(Paolo West)
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Massimiliano Parente. CONTRONATURA. romanzo Bompiani
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Massimiliano Parente
CONTRONATURA
romanzo Bompiani
“Scandaloso o no che sia, Massimiliano Parente è uno scrittore fra i pi ù interessanti apparsi negli ultimi anni.” (Giordano Bruno Guerri)
“Una scrittura incontinente, realistico-visionaria, dalle inesauribili risorse. Si potrebbe dire che non rispetta il lettore (come del resto molti grandi novecenteschi).” (Filippo La Porta)
“Se ne parlassi, dovrei parlarne benissimo e malissimo nello stesso tempo.” (Antonio Moresco)
Massimiliano convive con una famosissima, ed enorme, presentatrice televisiva: Naike Forcella. Non avrebbe voluto avere figli ma ha appena avuto una bambina da lei, e in più, come se non bastasse, non è neanche innamorato, perché lui ama Scarlett. Lui e Scarlett un tempo erano fidanzati, ma ora non più: lei vive con un medico bulgaro e ha avuto anche un figlio.Sempre a peggiorare la situazione, Massimiliano ha anche un’ammiratrice in continua fibrillazione per lui, tale misteriosa Madame Medusa, che gli scrive senza tregua appassionate lettere d’amore. Mentre un’estate Massimiliano e Naike attraversano l’Italia, diretti al Sud per le vacanze, Scarlett scompare, dopo un periodo di persecuzioni da parte di un ricattatore. Contemporaneamente, un misterioso killer inizia a massacrare delle povere prostitute. La mente e il cuore di Massimiliano, turbati dagli eventi, sembrano non reggere più: il mondo è caos, la televisione è tutto, il sesso non consola più. Tutto sembra essere contronatura. Ma forse una chiave c’è… Una spiegazione che tiene insieme tutto.
Contronatura - Massimiliano Parente - Bompiani - Collana: Letteraria - Pagine 518 - Formato - Anno 2008 - EAN13 9788845260407 - € 19.00
Leggi anche: intervista a Massimiliano Parente – La macinatrice a cura di G. Iannozzi
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Gian Ruggero Manzoni. L’ALBERO DI MAEHWA. Edizioni Il Filo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

L’ALBERO DI MAEHWA
Una provincia ipocrita e omertosa fa da sfondo a questo romanzo estremo che diviene affresco graffiante di un’Italia d’inizio millennio. Un nobile decaduto, un allenatore di boxe, cinque giovani boxeur “migranti”, un’affascinante ragazza algerina e due mafiosi russi di particolare e fine erudizione s’incontrano e si scontrano alla ricerca disperata di un’identità e di un valore. Una Rimini invernale, ormai preda di bande criminali e lupi giunti dai quattro angoli del pianeta, si ammanta di tragedia. Una truffa, la stanchezza di vita, il desiderio di riscatto, viaggiano su di una sura del Corano, per poi trovare rifugio tra i rami di un bonsai vecchio di duecento anni. Crudo l’epilogo, seppure sostenuto da una fierezza d’altri tempi. Infine il giocare a scacchi con la morte, come nel film di Bergman, non può che ridare nuova vita, dignità, speranza e un senso a chi ha vissuto ai bordi per anni, nel ricordo dei fasti di un passato, di un titolo di Campione d’Italia o in fuga dalla miseria o da “moderne” schiavitù.
Gian Ruggero Manzoni è nato a San Lorenzo di Lugo, dove risiede. Narratore, poeta e pittore, ha al suo attivo numerose pubblicazioni fra le quali ricordiamo: Pesta Duro e Vai Trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile (Feltrinelli, 1980), Il dolore (Scheiwiller, 1991), Caneserpente (Il Saggiatore, 1993), Peso Vero Sclero (Il Saggiatore, 1997), Il morbo (Diabasis, 2002), Gli addii (Moretti & Vitali, 2003), Oltre il tempo (Diabasis, 2004), La Banda della Croce (Diabasis, 2005), Scritture scelte – volume I e II (Edizioni del Bradipo, 2006). Per anni ha diretto la rivista di letteratura e arte “Origini”. Con Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni ha collaborato alla realizzazione dell’almanacco di prose Il semplice (Feltrinelli). Sue opere sono state tradotte in Germania, Gran Bretagna, Grecia, Francia, Spagna, Irlanda, Argentina, Uruguay.
In copertina:
Gian Ruggero Manzoni, Autoritratto.
Gian Ruggero Manzoni - L’ALBERO DI MAEHWA - L’ordito e la trama - Edizioni Il Filo - pp. 162 - ISBN e EAN - 978-88-6185-790-2 - Euro 13,00
L’ALBERO DI MAEHWA di Gian Ruggero Manzoni, Ed. Il Filo, collana “L’ordito e la trama” diretta da Paolo Lagazzi, Daniela Tomerini e Tiziana Fumagalli, distribuzione nazionale Mursia.
Il ricavato delle vendite dell’Autore verrà devoluto (come sempre) alla ricerca medica riguardante il Morbo di Crohn.
Maggiori info sul sito dell’editore, Edizioni Il Filo
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E scocca la scintilla X-Files (con amore)
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Presto sul grande schermo il sequel della pellicola con i due agenti Fbi
E scocca la scintilla X-Files (con amore)
David Duchovny: macché alieni questa è una storia romantica
LOS ANGELES (USA) - In una cinestagione che sino alla fine dell’anno sarà contrassegnata da sequel, remake e pre-sequel, è pronto il secondo atto di X-Files con l’algido Fox Mulder (David Duchovny) e l’appassionata Dana Scully (Gillian Anderson), girato in segreto tra Vancouver e Portland dal regista Chris Carter. Il fenomeno di questa serie tv, tramutata in un primo film nel 1998 e che incassò oltre 187 milioni di dollari, ha creato legioni di fan delle paranoie dei due agenti dell’Fbi che, in questo atteso secondo round, finalmente vivranno una relazione d’amore. «Perché — se la ride Duchovny — Chris, Gillian e io in fondo abbiamo sempre pensato a X-Files come a una storia d’amore problematica e sorprendentemente romantica». Nel più antico e lussuoso albergo di Santa Monica, arrivando dalla sua villa a Malibu con orto organico, dove abita con la moglie Tea Leoni, i due figli, svariati cani e regole di vita vegetariana e salutista, uno dei più intelligenti e riservati attori di Hollywood (laurea a Princeton in Letteratura Inglese e seconda laurea a Yale in Storia e letteratura latina, capace di conversare in francese, latino ed ebraico) dà il via all’incontro con una battuta: «Benvenuti a casa mia».
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Tenebrae Aeternae. Nocturnal Visions. (CD cover di Chatterly)
Pubblicato da Chatterly
Tenebrae Aeternae
Nocturnal Visions
(CD cover di Chatterly)
Eccoli qui i Tenebrae Aeternae, band street gothic/glam metal anconetana. Il loro cd Nocturnal Visions sta per essere ultimato e la cover del cd è stata realizzata con una delle mie immagini intitolata
"End of innocence" (Fine dell’innocenza), immagine che potete vedere anche nel video che vi propongo qui sul blog. In ogni caso appena il booklet sarà ultimato vi mostrerò il risultato finale della cover.
Nel frattempo se volete sentire qualche pezzo dei Tenebrae Aeternae potete trovarli su YouTube (vi consiglio Catacombs). A me è piaciuto molto questo girato nel backstage di uno dei loro concerti. Spero piaccia anche a voi.
Buon ascolto!
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