Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Morte all'alba

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Sogna, Principessa

di King Lear e Romantica Vany

Ma quanto sogni,
quanto sogni
non lo immagini più,
sai!

Così persa
dentro ai colori
tra l’arcobaleno
e l’aurora boreale,
a ogni battito di cuore
a ogni fremito di ciglia

Principessa,
dove hai portato
la morbidezza vellutata
del tuo seno? e dove
le tue labbra di fragola?

In fondo
all’incubo più bello,
rispondi
con un filo di voce appena
E resto di sasso io
a mirar quella tua bocca
dischiusa per un attimo,
vittima del puro panico
che più non oda
il cristallo della tua voce;
ora che sei
così tanto addormentata
par quasi
tu non debba più
risorgere

Ma quando le nubi tempestose
brontolano cupe nel cielo
e gli acquazzoni
scendono tra
le canne di bambù,
folle di margherite
spuntano all’improvviso
e io ti sorrido
perché voglio ancor
giocare con te
io principessa e tu il re

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I «sex toys» piacciono a una milanese su due

I «sex toys» piacciono a una milanese su due

Sondaggio sui giocattoli erotici: il 50% delle intervistate li ha osservati o provati. L’esperto: «Interessante valenza terapeutica»

MILANO - Il 20% delle donne milanesi ha sperimentato, almeno una volta, i «sex toys», i giocattoli erotici finora relegati nelle bacheche dei negozi «a luci rosse». E un altro 30% riferisce di averli quantomeno osservati con attenzione. E’ il risultato di un’indagine condotta dall’Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata) nel capoluogo lombardo; la ricerca, condotta su 200 cittadine milanesi attraverso un questionario anonimo, sarà presentata venerdì all’ospedale San Carlo di Milano durante il convegno Aispa «L’intimità ritrovata: le cure del sesso tra psiche e soma». Secondo l’indagine, l’esperienza dei «sex toys» è condivisa quasi sempre con il partner, che li propone per primo in almeno il 60% dei casi. Il 70% delle intervistate si dichiara soddisfatta.
Continua..

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Spregiudicata

Questa sera so
di whisky e di fumo,
la macchia del mio rossetto
colora il bicchiere.

Ti ho osservato le labbra
senza accorgermene: le adoro.
Mi hai baciato perduto.
Ho attraversato il tuo sguardo
e mi sono persa lontana
vedendo annegare
le mie tristezze.

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Al mio amico Leo

Al mio amico Leo

di Nadia Errosa

Sei down e a me piaci così, con i tuoi grandi occhioni che incontrano i miei e mi abbracciano. Mi piaci così, mentre ti entusiasmi come un bambino se una nuvola, come dici tu, sgranocchia un raggio di sole o mentre soffi forte su una fogliolina sperando di sentire il fischio della natura.
Tu per me sei il cubo di Rubik: infinitamente coinvolgente e senza soluzione. Sei un’avventura, un naufragio che mi insegna a nuotare nel tuo mare così spontaneo e complicato, pieno di colori che non hanno voglia di unirsi tra loro ma che, separati, ne creano altri e altri ancora.
Hai il sapore del fresco anche quando tutto intorno è acre.
Mi incanti quando cammini dondolando un po’ la testa, facendomi immaginare che, tra una tempia e l’altra, nasca una musica che renda gioia anche ai più tristi.
Tu mi ricordi che il banale e il prevedibile, se sfiorati da te, sono concetti decisamente astratti, probabilmente inesistenti. Tu sei una delicata debolezza che mi rafforza ogni volta che ti incontro.
Tu fai veloce il tempo, lo trasformi in uno schiocco di dita: un attimo di distrazione ed è già sera, senza annoiarmi mai, perché mi fai correre nei tuoi slanci e nei tuoi entusiasmi, perché mi fai riposare mentre provi a leggermi “L’uomo di ferro”.
Poi, quando svanisce l’ultimo secondo e si fa buio, quando è ora di andare e mi stringi talmente forte da farmi sentire il tuo cuore dentro il mio, io sono felice d’essere amica tua. Semplicemente felice.

Ecco. Tu mi piaci perché della felicità fai una cosa semplice e normale.

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Quale Angelo

Non ho mai saputo
quale angelo tu fossi
o per quali vie storte
ti conobbi e perché forse
di te m’innamorai, tu
che mentre scendevi
i gradini sembravi salirli.

Non ho mai saputo neppure
perché tra i tanti bagliori
di situazioni impreviste
ciniche e crudeli in mutar
di comparse del tuo intelletto
mi accecasti con sotterranee
evoluzioni offrendomi
d’un enciclopedico tuo scrivere
versi di un non v’è sole
che non sia lumiera.

dedicata a kinglear
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Sexy

L’orgasmo ha 6 fasi fondamentali:

1) ASMATICA: ah ah….
2) GEOGRAFICA: qui qui…..
3) MATEMATICA: di + di +….
4) RELIGIOSA: o mio Dio…..
5) SUICIDA: sto per morire…
6) OMICIDA: se ti fermi ti ammazzo…

Due Bambini Noi

Da un po’ ha smesso di venir giù
la pioggia, e la sera già si sta spiegando
col suo impenetrabile sudario;
nei cortili s’adagiano le ombre furtive,
nascondono tombini, rivi d’acqua,
canali di scolo e ogn’altra cosa.

La città un labirinto di auto,
e io parcheggiata in stazione
aspetto in quiete inquieta
il treno.

Mi torna in mente l’età lieta
di quand’eravamo poco più
che bambini;
tu per andare da tua nonna
passavi in bici davanti alla rete
del mio giardino ch’era
quasi un tutt’uno
con quello di edere e di ortiche
in stazione, però mai curato
da alcuno.

Con me ti fermavi sempre a giocare,
spesso erano capriole fra l’erba alta
e risate di gioia a sfidare il cielo,
altre volte però mi riempivi
di buffetti sulle guance
e di rabbiosi piccoli baci sulla nuda pancia;
con voce rotta mi chiamavi
più e più volte Respiro di Primavera,
Respiro di Primavera…
Quel tuo modo un po’ strano
di volermi proteggere a tutti i costi,
anche dal tuo amore, non lo so
ancora dimenticare. Ma mio desio
era sol quello di non farti andar mai via.

Chissà, chissà dove sei adesso,
chissà se in questo momento mi pensi un po’.

romanticavany & kinglear

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Cadillac confetto

Piccola, vuoi venire a rinfrescarti con me?
Non ti preoccupare per il costume se non ce l’hai,
tanto te l’avrei tolto ben prima d’arrivare al mare
Avanti Piccola, fammi vedere che sai fare
Mi hanno detto che sei un disastro ma non in amore
Mi hanno assicurato che quando prendi uno
lo sbatti su e giù finché non ti muore sul petto
Avanti Piccola, monta sulla mia Cadillac confetto
e facciamo follie fino a che sarà l’alba o la morte
Avanti, salta su questo bolide
e non ci pensare ai vecchi
che se la vedono passare davanti in tv la vita
Vieni a farti fare quello che solo un vero uomo sa
Non indugiare più, non indugiare più, anche Gesù
alla fine è sceso dalla croce, non vedo perché tu no
Avanti, non esitare più, Piccola, dammi tutto il miele
e ti porterò sulla strada dell’inferno con me

kinglear

Ridendo tra le foglie al vento
salirò sulla tua Cadillac confetto:
andremo a Parigi, gireremo il mondo.
Ci ciberemo del nostro amore e
come fanno gli uccellini
mangeremo semi di girasole.
Ci fermeremo la notte sulle panchine;
al mare faremo il bagno nudi
danzando i nostri corpi
brilleranno alla luna,
desiderio, follia,
le mie mani scorreranno su te,
la mia gamba contro la tua,
sarà reale, sarà vero
divorerai fuoco,
andremo all’inferno
e saremo un unico miele
in questo splendore d’estate.

vany

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Che Belle Quelle Sere

Sotto la luce dell’edace tramonto
sulla parete della cara montagna
incisi le nostre iniziali col fuoco
della gioventù – che ogni cosa sa
tranne di sé

Noi, noi sempre adolescenti
L’amore crebbe
giocando in groppa ai cavalli
e alle ombre che al crepuscolo
s’impennavano allungandosi
con aria quasi minacciosa;
ma nelle sere di quelle estati
sì calde, madide d’innocenza,
in quelle sere
dei primi vergognosi baci
i vecchi davano la stura
a chiacchiere e crepitii
davanti ai fuochi accesi
contro il rigor lungo la schiena
per vecchiaia o paura dell’Ignoto
E infine insieme torno torno
tutti si mangiava il pesce
appena pescato e subito cotto

Correvamo per i campi
tra il vociferare degli ospiti felici
Canto di grilli e cicale,
e in lontananza l’abbaiare dei cani
sugli avanzi a strappare le carni
meno tenere e, chissà, forse più buone
Complice il buio
la sera schiudeva i gerani,
e noi a fantasticare
guardandoci negl’occhi
attraverso vetri di bottiglia;
con le dita cercavo le tue labbra
e tu ti lasciavi accarezzare arreso
Alta la luna spandeva argento
sulle colline calve
conferendogli un’aria sinistra
E quelle calze ad asciugare sui fili
per la punta appese
da un vento lieve commosse
assumevano sembianze di fantasmi,
di donne in sempiterna cerca d’amore

Che belle quelle sere
d’estate quando si poteva
felici giocare
illudendosi di non dover
crescere mai

romanticavany & kinglear

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Mi Piaci

Mi piaci…
Come? non te l’ho detto mai?
Oh sì, mi piaci per come sei.
Non ti cambierei con un altro,
proprio no, bello mio;
senza maschere, a faccia nuda
esposto al riso
e all’insulto allo stesso modo
ti porti avanti e dritto vai.
Un romantico pirata
all’arrembaggio, ecco chi sei.

Mi piaci
perché se in volto scuro sei
non dici che hai sbattuto la faccia
e poi taci;
no, tu no, tu spari alto
finché non tremano pure i santi;
mi piaci così,
anche per quel poco che sottaci
nel languore d’una rosa in dono
- d’una poesia scritta su due piedi -;
tu sempre uguale a te stesso
mai uso agli inganni
o a bassi stratagemmi.
Tu caparbio dolce innocente
e saccente anche.

Mi piaci
perché scrivi sul mio corpo
con il tuo odore pirata
dopo l’amore;
perché mi fai arrossire
raccontando grandi storie
colorate dimenticate
tra i fiori dell’estate;
mi piaci
perché passi da un estremo
all’altro,
al blu più blu del cielo lassù,
fino al blu del mare quaggiù.

Siamo così diversi,
io una bambina che ti sta ad ascoltare,
tu una testaccia dura ma dura di brutto:
eppure belli siamo, agli occhi Dio anche.

romanticavany & kinglear

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♥♥♥

♥♥♥

Ti cerco nelle ombre della sera
tu che scuoti e sconvolgi
i miei più profondi pensieri
scivolando nei miei sogni
come pioggia leggera d’estate

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Spogliarsi

Spogliarsi
davanti ad un uomo
Spogliarsi
per un uomo
Un uomo
che desideri
Un uomo
che col solo sguardo
sa sciogliere le tue tensioni
Un uomo
Che con un solo sorriso
sa scaldarti la pelle
Spogliarsi per un uomo
che ti fa socchiudere le labbra
senza che tu abbia voglia
di pronunciar parola
Per un uomo
che è come un mare
calmo e invitante
in una notte d’estate
Che sa leggere i tuoi occhi
scrivere la tua pelle
cantare le tue voglie
raccontare i tuoi sogni
Spogliarsi per un uomo
Spogliarsi per lui
E’ qualcosa che non si può descrivere
Si può solo vivere
tuffandosi nei suoi occhi

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Notti incantate

Incanti di specchi,
tempeste sensazioni parole,
respiri e sospiri.
Teneri i nostri corpi
nell’abbandono vissuto;
emozioni dipinte di rosa
di azzurro.
Notti incantate
che aprono le porte al cuore.
Colori tenui,
che chiedono prestiti di luce
alla luna al sole alle stelle.
Pennellate al mondo di sfumature nuove.
Gocce di rugiada che dipingono di sorrisi
i nostri visi.

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Spero che il mio cricetino si innamori di una talpa

E’ morto il mio piccolo criceto, dopo due anni e mezzo di corse sulla ruota rosa, di sacche piene di cibo, di cagatine e di corse su e giù per i tubi colorati della gabbia. Al mattino, appena sentiva i miei passi, si affacciava col suo bel musetto bicolore e mi mandava i bacini. No, veramente ero io a mandarglieli ma lui –ne sono certa!- li aspettava. L’ho trovato letteralmente stecchito, ma erano giorni che era stanco, che non correva più e la veterinaria aveva sentenziato che era vecchio e che, purtroppo, nemmeno per i criceti esiste la pillola dell’eternità.

Oggi pomeriggio c’è stata l’operazione del seppellimento, al fianco di un bel pino, avvolto nella sua tenera ed amata ovatta. Niente scatola per il mio cricetino: l’ho lasciato libero di andarsene da sottoterra. Nella mia mente penso che, magari,  resuscita, si innamora di una talpa e se ne va via, insieme a lei. Una scatola lo avrebbe ammazzato per sempre.

Ho pianto, perché se non piangi per il tuo caro cricetino allora –vaffanculo!- non sai piangere nemmeno per le cose più grandi e, credimi, non è il contrario.

Ora c’è il suo spazio vuoto sul mobile del soggiorno e non so proprio come riempirlo. Credo che lo lascerò vuoto per sempre, perché le sostituzioni, a me, non sono mai piaciute.

Un Attimo Infinito

Ali a fil di cielo,
tremori di luna negli occhi,
scorci di notte come se nessun giorno
fosse trascorso mai.

Nel cuore l’emozione
di quei battiti che non so contare.
Mi sciolgono le tue parole sussurrate,
la dolcezza del capirsi piano piano,
un attimo infinito in cui perdersi.

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Memorie di parole volte al nulla

Esiste un nero rilievo
modellato nel tempo
abitato dalla parola
suscitato dalla parola
un corpo, che cresce
nella matrice impensabile del ventre,
memoria in quel sollazzo
irreale di tarocchi
di cui volta le carte.

Ogni ricordo è un arcano,
il fagotto più sottile
del sensibile, tocca l’istante
vibra come cristallo.

Com’è gravoso il desiderio di durare
quando si sa che nessun uomo
sbarcherà in ere lontane;
le mie rimangono parole
in partenza per il nulla
che aspetta al varco.

Ogni permanenza in vita
lascia traccia nella crosta
forse qualcuno passerà
le sue dita sul seno che lascia.

Nessuno avrà udito di me.
Io non ci sarò più. Sono stata.
Sotto quel firmamento,
sotto questa luce,
dentro quest’ombra,
con questa mano nella mia
e con quest’altra

mi sarò fermata un istante,
nel buio che ingoia la carne,
la mia voce avrà detto
parole vibranti nel vuoto

mentre m’affacciavo dolente
sulla pagina sgombra
chiusa nel suo candido

La notte atterra così impaziente
che ogni dì è una sera senza fine.

© Katia

Mettimi A Fuoco

Mettimi a fuoco

Mettimi a fuoco.
Di più.
Mettimi a fuoco.
Di più.
Trema mentre lo fai e osservami.
Scavami dentro.
Tienimi tra le braccia del tuo pensiero,
anche questo è amore.
Pensando…
provo amore ma non mi tocca,
è solo pensato ma non vissuto…
e così socchiudo gli occhi e le mie labbra…

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come il fruttare dei ciliegi

Come il fruttare dei ciliegi

Le nocche delle mani a ferirsi, schiantando
simili alla malattia che impedisce il fruttare dei ciliegi
e non per l’incandescenza liscia e soffice dei tuoi occhi
- così lucidi, dove affondo -,
ma per il fiume degli anni cui il respiro
ci asciuga.

Poi
m’intrecci i capelli come pensieri, le mani
come fiori
restando attoniti a guardarci come se dentro
ci finisse il mondo a dispiegarci in ghirlande;
noi ermeticamente chiusi
nella infinita tana dei nostri abbracci.

Immagini

Percezioni, sorrisi,
di ieri e di oggi.
Profumi di pelle, di labbra
insaziabili, avide, confuse,
impaurite, illuse, stordite,
silenti, chiuse.

Sospiri,
emozioni, tensioni,
sogni di mondi incantati,
scoperti,
desiderati.

Giochi possibili ed impossibili,
trastulli capricciosi per trovare
la chiave
ove La Fantasia non ha freni
bussando alla porta
del mio Cuore.

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Ciliegie Da Mordere


Un fiore di rosa tra i capelli,
una lieve brezza di vento
sfoglierà ogni petalo.

Vellutato, candido e liscio
è il mio corpo
per il tuo.

Dolci lamponi scuriti dal sole
saranno i miei capezzoli
per le tue dita.

Rosse ciliege da mordere
e baciare saranno le mie
labbra di fanciulla golosa.