Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

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Il tuo profumo

di King Lear (iannozzi giuseppe)

Mi piace la scia di profumo
che ti lasci dietro il sederino
quando da me ti allontani
fingendo un bye bye a mai più

Mi piace quando scalci e scalci
Mi spezzi le gambe e sorridi felice
Prima di te non avrei mai creduto
che una bimba potesse tanto,
mettermi kappaò così su due piedi

Col sole in fronte canti e stoni un po’
In chiesa nel coro sei tu la più carina
che i fedeli guardano ammaliati e il prete pure
Guardare e non toccare il tuo comandamento
e chi non ci sta finisce steso come me
infermo in un infermo di cerotti e gessi

Prima di te nessuna mai m’aveva picchiato
Prima di te nessuna m’aveva dato buca
Era scritto che mi facessi volare dalla mia strada
Il tuo profumo ci ha messo un secondo,
e stordito son caduto dalla bicicletta intero sì
ma battendo la testa per sognare un angelo
Per trovarmi faccia a faccia con le tue labbra

Mi piace la tua bellezza acqua e sapone,
quel tuo modo così unico di mettermi in riga
Prima di te, prima di te ero uccel di bosco
Adesso giro per casa in pantofole
e mi consumo il cuore al tuo minimo ritardo
Mi hai insegnato che sempre in agguato è la paura…
di perderti, di non trovarti più accanto a me

Prima di te, prima di te nessuna mai, nessuna mai


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Paolo Cherubini per un amore oltre il tempo e lo spazio Historie d’amour

Paolo Cherubini per un amore
oltre il tempo e lo spazio
Historie d’amour

di Iannozzi Giuseppe

Per parlare di Historie d’amour di Paolo Cherubini è doveroso far riferimento a due autori francesi contemporanei: Marc Levy e Guillaume Musso, che nei loro romanzi inseriscono parecchi eventi più o meno sovrannaturali, appartenenti al mondo onirico e ad una linea spazio-temporale parallela. Per Paolo Cherubini questa volta c’è un romanzo che è una storia d’amore tout court, come preannuncia il titolo – non c’è via di fuga, l’amore è la prima e l’ultima necessità dell’uomo e chi non l’ha conosciuto, per codardia o paura, muore da solo e insoddisfatto.

historie d'amour - Paolo CherubiniChecché se ne dica, l’uomo ha da sempre cercato di allontanare da sé la nera falce della Morte per avvicinarsi agli Dèi da esso immaginati in gran pletora e con sembianze sempre diverse, a seconda dell’èra che l’ha visto protagonista. L’immortalità è il sogno dell’uomo ancor oggi e c’è ragione di credere che lo sarà sino all’estinzione dell’umanità tutta: la scienza riuscirà ad allungare la vita dell’individuo ma mai a fermare il processo d’invecchiamento delle cellule, che sono programmate per morire e che sono quindi deperibili, come qualsiasi cosa organica presente in natura. Solo se l’uomo riuscisse a dimostrare l’esistenza di Dio e a carpirgli il segreto del suo inalterabile DNA, potrebbe rendersi simile a lui e sfidarlo anche. Oggi, tuttalpiù può illudersi che le religioni dicano il vero e che la reincarnazione sia una possibilità di tornare in vita su questa terra, seppur in un corpo diverso e con pochi frammentati ricordi forse, più simili a déjà vu che a dei veri e propri brandelli di passato.

Paolo Cherubini ci racconta una favola d’un amore impossibile, che solo una reincarnazione degli amanti, in un altro tempo ed epoca, potrebbe salvare, consolidare e consumare. La storia ha inizio sul finire dell’Ottocento: l’ottuagenario Cornelio Rufo, di professione esploratore, s’innamora d’una donna più giovane di lui e che per altro è già sposata. Cornelio è un galantuomo e non ci pensa assolutamente a strappare la donna a un altro. E’ una persona di sani principi; non può però negare che il suo cuore batte per lei, pur ammettendo che lui Cornelio è un vecchio, di carni fruste e di rughe che non si contano per quante sono. Per Cornelio e Grimilde l’unica possibilità è quella di reincarnarsi, giovani e liberi entrambi, in un altro punto della linea spazio-temporale. Perché anche Grimilde ama Cornelio, ella accetta di condividere con il vecchio esploratore la promessa – e la scommessa – di incontrarsi e di amarsi se gliene verrà data la possibilità. Cornelio è un sognatore, ma è anche un uomo pragmatico: si mette in contatto con una strana setta, quella del Grifo, nella speranza che un giorno, lontano non si sa quanto, possa riportare in vita lui Cornelio e la sua Grimilde. Cornelio e la setta del Grifo già sul finire dell’Ottocento hanno in mente qualcosa di molto simile a quella che oggi la scienza indica col nome di clonazione. Già nell’Ottocento si parlava di biotecnologie, seppur il DNA non fosse stato scoperto e poco o nulla si sapesse di come avviene la riproduzione umana. Ovvio che c’è molta molta immaginazione, come in ogni romanzo d’avventura e d’amore, e di fantascienza. Tuttavia in Historie d’amour di Paolo Cherubini la fantascienza soggiace a un romanticismo spietato… spietato perché nei decenni a venire, per far sì che Cornelio e Grimilde tornino in vita, non poche vite saranno sacrificate sull’altare della scienza, anche di quella nazista.
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IO, DONNA

IO, DONNA

di LadyLuna

Io, donna

Io, donna
non ho bisogno di mimosa
per saperlo

me lo racconta, dietro l’oscuro dei vetri
il vento

dove si sono impigliati gli anni
o gli attimi
[ che poi è lo stesso ]
abbracciati stretti alla vacuità
di ciò che è stato scandito
[ o non c'è stato, e l'ho solo immaginato ]

Io, donna
ho costruito immoti castelli di dolcezze
un intera vita
[ troppo costretta e infine libera ]
Di spine
incoronata
di me stessa regina
indosso come veste di luce
la mia pena ogni mattina.

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Acqua e fuoco – un racconto erotico di Kristalia

Acqua e fuoco

un racconto di Kristalia

Ti guardavo con aria di sfida mentre sorseggiavo il mio caffè nella tua cucina.
Eri in soggiorno: distante e impertinente, reagivi con veemenza al mio sguardo diffidente.

Ti ribolle il sangue, rifiuti il sospetto, la sfiducia, perché tu hai sempre una risposta.
Tu sei un virtuosista della spiegazione, c’è sempre una ragione anche quando stride con quella precedente.
Non importa, non ammetti il dubbio.

Nel qual caso, parti in contropiede con un attacco da indiscutibile fantasista fino a portare in rete lo sconforto dell’incompreso: «non sono riuscito a farti capire quanto ti amo. Non riesco a farmi credere… ho fallito.»

Grandioso!

Reagisci con grinta, a muso duro, da vero combattente, soprattutto davanti ai miei silenzi assordanti.
Silenzi che non ti convincono, che ti inquietano perché non sono penetrabili o forse sì. Forse l’espressione cupa che ti sta davanti è lo specchio della tua anima, ma anche l’inconcepibile ipotesi che io mi possa allontanare.
Niente dubbi con te, tu sei così!
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Angioletto

di Giuseppe Iannozzi

Sei tu l’angioletto
che il cielo accendi
di poesia
Sei tu la diavoletta
che smorzi la noia
che c’è in me

Sei donna bambina,
piccola peste
che crede agli dèi,
ai puffi e a barbablù

Sei tu, sempre tu
la più carina e birichina
quando al mattino sveglio
ti scopro sul cuscino
ancor addormentata
in una nuvola di capelli

Ma abbracciato a te
torno un po’ bambino,
anch’io un minimo carino
per infine svegliarti
con paroline e pizzicotti
sul sederino

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ab ovo usque ad mala


Quale nome leggo
negli occhi tuoi adoranti
che simile a un demone
indossi nelle sere d’inverno
tra fette sottili di formaggio
olive pane e salame…
e come assorto ti fai rapire
da pulsioni saporifere!
Ah, qual fato il
mio viver per te
quando ab initio tu
“ab ovo usque ad mala”.
Quale nome leggo
nei tuoi occhi
quando le nuvole
han smesso di piovere
e il buio ritornato
nell’attesa della notte!
La felicità vive
da me in te
e con te, nei miei sogni
quando pronunci il mio nome
sussurrando piano, piano
“ti amo”.

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Inquieto mio Cuore

Senza te accanto
nel burrone del Nulla
sprofondo.

Da sola allontano
satiri, giramondo e gnomi folli
che tutt’insieme si stringono
attorno al fuoco che s’alza
in larghe spire di negro fumo
generando fantasmi,
perverse ombre
sulla verginità della neve boschiva.

L’inquieto mio cuore
in terribile solitudine ascolto
battito dopo battito
col sonno che non viene,
con un doloroso nodo
alla bocca dello stomaco;
e l’alba l’attendo
coi suoi raggi d’oro
perché siano almeno
leggero balsamo
alle mie mute domande.

Non sanno le mie labbra
balbettare niente di diverso
da un vuoto silenzio,
un sospiro
che subito il gelo congela
in un brumoso fumetto.

Starnazzano le galline
nel pollaio, impazzite
mentr’io da sola sempre
tremebonda
mi avvicino al tramonto
lontano e infuocato
come ruggito partorito
dalla gola d’un drago.

D’improvviso
si fa il Chiaro di Luna
e ci sei Tu ed ha inizio
la fantasia mia

di Romantica Vany & King Lear

I Mostri di Tittyna Cerquetti – qualcuno la conosce per il suo Calde Luci Rosse

I mostri

di Tittyna Cerquetti

Marco fece nuovamente quello che mille volte si era ripromesso di non fare più. Dopo aver osservato attentamente il volto della donna, particolare estetico che più di ogni altro lo interessava, lasciò scivolare lo sguardo alla mano sinistra, per verificare la presenza della vera matrimoniale. Attese che le dita si aprissero e poi, vedendola, tirò un sospiro di sollievo. Poteva andare avanti.

Tittyna CerquettiEra fatto così, Marco, e per quanti sforzi facesse, nei momenti di tranquillità sentimentale, non riusciva a togliersi il vizio di corteggiare donne sposate. I motivi erano diversi, non ce n’era solo uno. Gli piaceva la competizione, il dimostrare a se stesso di essere meglio dell’altro. Gli piaceva la facilità con cui molte donne cadevano nella sua rete, bramose solo di attenzioni e di sguardi finalmente interessati. Gli piaceva fare ad altri uomini quello che aveva subito anch’egli, tanti anni prima. Gli piaceva scoprire ogni volta quanto fosse facile carpire l’attenzione di una donna trascurata, insoddisfatta, e come poche parole e pochi sguardi aprissero in lei mondi dimenticati e sconosciuti. Gli piaceva anche, elemento non da poco, il fatto di non rischiare quasi mai nulla, considerando che raramente queste donne chiedevano qualcosa di più, schiacciate dalle responsabilità di figli piccoli e di famiglie da curare. A loro bastava avere un uomo per il quale sentirsi belle, desiderabili, affascinanti. A lui era sufficiente lasciarglielo credere il tempo necessario per il suo divertimento. Alla fine, quando si era stancato, o la ragazza cominciava a diventare pressante, svaniva nel nulla così come era comparso. D’altro canto non forniva mai indicazioni precise sulla sua vita ed il numero di cellulare cambiava insieme alla donna.
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Questo silenzio – Happy Valentine’s Day

Questo silenzio


di Romantica Vany

Ti guardo e non parlo,
ma è un falso silenzio.
Mille parole…
nella mia mente
e nel mio cuore
cercano di venir fuori
dalla prigione
che io stessa
ho creato,
timide e insicure
portatrici di segreti
di passioni.
Vorrei poter parlare,
ma è un attimo
questo silenzio.
Non si può rompere
perché è questo
che tu vuoi da me.


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Valentine ♥

Valentine ♥

di RomanticaVany

Scaldami, Sole
e continua a scaldarmi.
Raccontami
delle tue storie d’Amore.
Re del Cielo
e della Terra, amante
che in mille Raggi
e miliardi ancora
baciasti,
ch’io sia Sole per Te
al tuo petto raccolta,
che alle tue braccia
ogni Notte mi posi.


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Notte d’Inverno

La luna in questa notte
d’inverno quasi non si vede,
ed io sono qui che immagino
un tuo abbraccio.
La luna sembra l’unica a sapere
il significato di quello sguardo,
forse lei sa spiegarti tutto
l’amore che provo.
Forse sa dare una risposta
a queste mie domande
che navigano nel mare
del tuo sorriso.
Perché sei l’unica persona
che mi fa stare bene
e male allo stesso tempo.
Che unisce odio ed amore
dentro di me.
Che mi fa sognare tutte le sere
ma che è la ragione del mio risveglio.
La luna, solo lei sa consolare
i cuori infranti;
e quando la guardi in queste
notti d’inverno,
saprai che sei
il punto fermo dei miei pensieri.

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Biddicchia

Biddicchia e Lazzarella
Biddicchia e Lazzarella

Nenia biddicchia

di Tamango

È mutu ora u mari,
mutu puru stu chiaru i luna
e u ventu non si lassa ‘nnari
non ghiga pinni di li nidi stanchi.
Mutu stu fossu unni campu
mentri pi tia sta nenia bampu:
eri na picciridda,
ianca comu na stidda,
vaddavi cu l’occhi beddi
i me manu senza aneddi,
liggera comu n’aceddu
mi rubbasti u coriceddu,
chianciu sira e matina
a to vita di spini china.
Nenti, mancu un lamentu,
chiddu c’avivi era un turmentu,
straziavi l’anima ca to pacenza
ta meritasti a me benivulenza,
ora non sugnu bona mancu pi mmia
piciridditta dill’alma mia,
non poi tunnari, u sacciu bonu,
u signuri mi ti metti supa un tronu,
e a mia, scunsulata e stanca,
a paci pi sta figghia ianca!
Continua..

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Un Domani Migliore

di RomanticaVany & King Lear

Se il domani ha un futuro
Se il mio cuore conosce
la verità che si nasconde
in un momento d’estasi
Se le mie dita sanno
accarezzare la linea
della tua vita in una carezza,
allora non ti avrò sorriso invano
In ogni nostro abbraccio, oggi
come allora, nuda indifesa
trovo l’amico e il compagno
di giochi, l’amante, il ribelle
e l’implacabile distruttore di idoli

Continua..

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Sugar

di Romantica VanyKing Lear

Dal gelo
nel gelo
con i nostri soli
corpi
intirizziti,
e pelle livida
e furibonda voglia
- tatuato fuoco
sulla carcassa
dell’anima incosciente.

Violano
l’intimo mio seno
le gocciole di sudore
scivolando giù
dal tuo mento caprino.
E scavano
per rovinare
accessi proibiti.

Dal collo
al petto
all’ombelico
il tuo fiato
pesante e leggero,
furioso di guerriero
a cavallo
dell’amata sua donna.

E ti cavalco,
lasciando
le tue mani
carezzevoli
sulle aureole brune
dei miei giovani seni.

I graffi a pelle condivisi,
gli ansimi miei e tuoi
che non ci danno mai
per sconfitti.

Si scioglie la neve
di fuori
nell’affanno
dei nostri corpi uniti
in coniugato peccato.

Perfetti.


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Buon AnnO! – da RomanticaVany

Buon AnnO!

di RomanticaVany

Ho guardato il cielo,
e con i pensieri
ho imparato a volare.
Ho ammirato una stella,

ed ho imparato a brillare.
Ho visto il mare,
ed ho imparato a nuotare.
Ho sentito il vento

ed ho imparato a soffiare.
Ho ascoltato il battito
del mio cuore
ed ho capito
di Amare.


Amiamoci!
Buon Anno!

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Amore, Amore, Amore

Di gioia vestita
a te si specchia
l’anima mia

Candele, luci
di Natale accese
ed in fiamme
il mio cuore

Amore, amore
ed ancora amore
amor per te!

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Nuvole di Marzapane

Nuvole di Marzapane

di Romantica Vany & King Lear

La tua poesia
nell’anima
la sento
in un brivido
in spire di fumo,
note di passione
- orgasmo in me
sotto il tuo sguardo
divertito
un po’ severo.

Si fa di languore
l’attesa,
sale e miele
a sciogliersi
nelle vene.
Ubriaca l’anima mia
con pallide dita
ti cerca
prima che si rifugi
la Luna
dietro a vascelli
di nuvole di marzapane
per farmi poi
di nascosto l’occhiolino.
D’assalto presa
dalla tua voce
all’improvviso,
lo sa la notte soltanto
il tempo di morire
fra Mogol e Battisti.

Ma testarda io
lo so
che tardi non è
per morire:
basta stringerti,
e sentirti
ancora mio.

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Il fischio del treno

Il fischio del treno

di Romantica Vany

Il fischio del treno
ormai vicino
mi annuncia che presto
sarai da me.

Hai corso
tutta la pianura
con il cattivo tempo
e non un raggio di sole
ti ha accompagnato.

Osservo dalle finestre
il campanile lontano,
la vecchia locomotiva
arrugginita, i brividi
e i tremiti delle ultime foglie
che cadono.

Sussurro una preghiera,
la felicità vive in me
e nei miei sogni
e tu sei già lì.

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Sciocco il mio Cuore

Sciocco il mio cuore

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di Romantica Vany & King Lear

Sa di me
e di te
l’abito nero
morbido,
leggero;
sul pavimento
scivola piano
mentre
le tue mani
ardite cercano
del mio amore
l’intimità
fra le nude gambe
l’una all’altra accoste
come chiese
conchiuse.

Sì sciocco il mio cuore
vuoto di parole.

“Sei troppo vicina”,
così dicesti,
distratto
per finta.
Tra un silenzio
e un altro poi
lento piangesti.

“E’ vero,
sono già oltre
l’arcobaleno…”.


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E mi commuovo

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Rapito
felice prigioniero
nel tuo cuore
d’impavida ingenuità
io sto
muto
attento
a non disturbare
il battito,
l’umore
che lieto
ti fa il faccino
acqua e sapone

Poeta non sono
Tale mai
mi son dichiarato
Però tanto tanto
io ti voglio
e vergogna no
non nutro
Dei tuoi baci,
dei tuoi morsi gentili
sempre a ogn’ora
mi trovi affamato
Di tanto in tanto
vengo sgridato
perché t’amo
per l’anima tua bella
senza disdegnare
la carne tua tenera
giovane e calda
e fra le gambe vellutata

E mi commuovo


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[HOT] Ti farà male, lo so

valentine

Ti farà male, lo so

di Eva Eva

Con Pierluigi mi trovavo benissimo. Tra di noi c’era una intesa sessuale incredibile, riusciva a farmi impazzire. Quando potevamo vederci lo facevamo nei posti più impensabili. Fu proprio Pier ad incuriosirmi, a spronarmi a farlo nei posti più disparati. Una sera mi portò in un cinema a luci rosse; ero un po’ imbarazzata ma molto divertita. Ci sedemmo nelle poltrone di mezzo. Era la prima volta che entravo in un cinema hard, non c’erano molte persone: molti di una certa età, una coppia di fidanzati davanti. Iniziò il film, l’attrice principale era Selen; mi piacque il film, aveva una trama… e le scene erano girate molto bene. Mentre sul video scorrevano le immagini della protagonista che si faceva penetrare in una stalla, avevo appoggiato una mano sulla patta di Pier. Era visibilmente eccitato, decisi così di aprire la zip dei pantaloni e tirarglielo fuori. Mi abbassai e lo feci sparire dolcemente nella mia bocca. Iniziai a lavorarlo come piaceva a lui. Nella fila accanto un signore sulla cinquantina si stava masturbando e mi guardava nel mio operato. Ogni tanto lo osservavo e mi sentivo bagnare in mezzo alle gambe. Vedere un uomo che si stava masturbando, eccitato più da me che dal film mi piaceva. Notai che Pier fece un gesto a quel signore, ed allora lui si alzò e venne a sedersi accanto a Continua..

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The Night of the Stars

The Night of the Stars

di RomanticaVany e King Lear (Iannozzi G.)

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Questa notte di stelle
mi luccica nell’anima
il suo bel presagio
Sarà speciale
come far l’amore
sotto l’albero di Natale

Questa notte solletica
la mia pazzia, la voglia
di prenderti per mano
e portarti in giro per locali
a ubriacarci con la scimmia
sulla schiena; ma sempre belli
e dannati
agl’occhi della Provvidenza
sia divina o d’altra essenza

Dio mio, leviamoci di qui!
Scendiamo giù in città,
nella sua bolgia infernale
di fanali e gonne violentate,
di bar abitati da abili truffatori
ed equivoci ballerini un po’ uomini
un po’ donne, forse angeli caduti

Leviamoci di qui
e concediamo libertà al serpente
che coviamo dentro
nell’anima o in fondo più giù
C’è qualcosa che mi pizzica la pelle
C’è una miriade di stelle danzanti
che mi percuote il petto e si fa avanti

Voglio ballare e stregarti,
sentirmi una stella ubriaca di luce,
una donna fatale a tutto tondo
in pace e in guerra con il mondo
Questa notte di stelle
mi luccica l’anima;
e non c’è davvero niente
che tu o Dio possiate fare
per fermare l’avventura
Davvero niente, puoi credermi
sulla parola, Angelo mio

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Dire, Fare, Baciare

Dire Fare Baciare

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di Romantica Vany & King Lear

Scrive parole d’amore la tua penna
che odora di mosto; ubriaca di vino
canta l’amore nelle notti che il vento
impazza portandolo fin sulle stelle
ora per l’occhio nudo ora celate da nuvole;
ma la Luna s’accompagna agli occhiolini
della civetta sull’albero, e par ti faccia
il verso, per dispetto proprio a te
che mai ti sei detto poeta seppur preso
nel centro d’una vertigine senza fine
- condannato alla poesia, ad ardori nuovi
ad ogni ora o quasi.

Se al buio ristanno i panni stesi
così non le loro ombre, bieche
a chi le fissa appiccicate ai muri:
simili a neri ragni s’allungano,
i mattoni scavano nell’alma, egoiste
fino in fondo di nulla si curano.

Profumano le tue parole. Odorano.
Lo spirito ubriacano con verità inventate,
a destra e manca con incoscienza seminate
come solo i poeti osano sfidando
degli Dèi l’ira.

Cadono le foglie, al centro dell’autunno
con rassegnata pigrizia; s’ammonticchiano
intorno alla torre ogni giorno sognata
e sempre portata più in alto da una Bimba
venuta su a preghiere e romanticherie.
Con sguardi di brace il suo Cavaliere spia:
le pagine del suo animo vuole spogliare
una ad una per vedere se è vero
che ha il core di foco e verga d’Aronne.

Sospira un poco… dire fare baciare.
Si fa sussurro la domanda, uguale a foglia
dall’Albero della Vita strappata:
vuoi tu entrare nel mio castello? Coraggio!
Ma sii veloce, ho ancor così tanto da sognare…

Luccichio di stelle

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di Romantica Vany & King Lear

Il nostro amore
su biciancole di fiori cullato
sul far del mattino,
dal sacro pallor di luna illuminato
per sentieri d’aria
tra agnelli di nuvole,
di certo il più lucente del Creato
in quelle notti belle
nel timido lucore
di lucciole e stelle
immerse
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E mi perdo …

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E mi perdo…

di RomanticaVany

Gocce di vita
nella cascata delle tue parole:
di te a piccoli sorsi
io mi disseto.
E ascolto.
Seguo il ritmo.
Qualche volta è un battito appena,
altre ancora invece un puzzle
di dolci parole.
Così, nel sole, ti chiamo
e mi soffermo sulla panchina
del mio giardino fiorito:
cerco il tuo nome,
il tuo profumo.
Fotografo lo spiraglio di cielo
che mi fa l’occhiolino
da dietro a una nuvola.
Chiudo gli occhi,
cavalco la nuvola
e mi perdo nel tempo
che scorre
senza nulla chiedere.
Felice
rimango imbrigliata
dai miei sospiri.

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