Spregiudicata
Pubblicato da Romanticaperla
Questa sera so
di whisky e di fumo,
la macchia del mio rossetto
colora il bicchiere.
Ti ho osservato le labbra
senza accorgermene: le adoro.
Mi hai baciato perduto.
Ho attraversato il tuo sguardo
e mi sono persa lontana
vedendo annegare
le mie tristezze.
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Al mio amico Leo
Pubblicato da Errosa
Al mio amico Leo
di Nadia Errosa
Sei down e a me piaci così, con i tuoi grandi occhioni che incontrano i miei e mi abbracciano. Mi piaci così, mentre ti entusiasmi come un bambino se una nuvola, come dici tu, sgranocchia un raggio di sole o mentre soffi forte su una fogliolina sperando di sentire il fischio della natura.
Tu per me sei il cubo di Rubik: infinitamente coinvolgente e senza soluzione. Sei un’avventura, un naufragio che mi insegna a nuotare nel tuo mare così spontaneo e complicato, pieno di colori che non hanno voglia di unirsi tra loro ma che, separati, ne creano altri e altri ancora.
Hai il sapore del fresco anche quando tutto intorno è acre.
Mi incanti quando cammini dondolando un po’ la testa, facendomi immaginare che, tra una tempia e l’altra, nasca una musica che renda gioia anche ai più tristi.
Tu mi ricordi che il banale e il prevedibile, se sfiorati da te, sono concetti decisamente astratti, probabilmente inesistenti. Tu sei una delicata debolezza che mi rafforza ogni volta che ti incontro.
Tu fai veloce il tempo, lo trasformi in uno schiocco di dita: un attimo di distrazione ed è già sera, senza annoiarmi mai, perché mi fai correre nei tuoi slanci e nei tuoi entusiasmi, perché mi fai riposare mentre provi a leggermi “L’uomo di ferro”.
Poi, quando svanisce l’ultimo secondo e si fa buio, quando è ora di andare e mi stringi talmente forte da farmi sentire il tuo cuore dentro il mio, io sono felice d’essere amica tua. Semplicemente felice.
Ecco. Tu mi piaci perché della felicità fai una cosa semplice e normale.
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Quale Angelo
Pubblicato da Romanticaperla
Non ho mai saputo
quale angelo tu fossi
o per quali vie storte
ti conobbi e perché forse
di te m’innamorai, tu
che mentre scendevi
i gradini sembravi salirli.
Non ho mai saputo neppure
perché tra i tanti bagliori
di situazioni impreviste
ciniche e crudeli in mutar
di comparse del tuo intelletto
mi accecasti con sotterranee
evoluzioni offrendomi
d’un enciclopedico tuo scrivere
versi di un non v’è sole
che non sia lumiera.
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Due Bambini Noi
Pubblicato da Romanticaperla
Da un po’ ha smesso di venir giù
la pioggia, e la sera già si sta spiegando
col suo impenetrabile sudario;
nei cortili s’adagiano le ombre furtive,
nascondono tombini, rivi d’acqua,
canali di scolo e ogn’altra cosa.
La città un labirinto di auto,
e io parcheggiata in stazione
aspetto in quiete inquieta
il treno.
Mi torna in mente l’età lieta
di quand’eravamo poco più
che bambini;
tu per andare da tua nonna
passavi in bici davanti alla rete
del mio giardino ch’era
quasi un tutt’uno
con quello di edere e di ortiche
in stazione, però mai curato
da alcuno.

Con me ti fermavi sempre a giocare,
spesso erano capriole fra l’erba alta
e risate di gioia a sfidare il cielo,
altre volte però mi riempivi
di buffetti sulle guance
e di rabbiosi piccoli baci sulla nuda pancia;
con voce rotta mi chiamavi
più e più volte Respiro di Primavera,
Respiro di Primavera…
Quel tuo modo un po’ strano
di volermi proteggere a tutti i costi,
anche dal tuo amore, non lo so
ancora dimenticare. Ma mio desio
era sol quello di non farti andar mai via.
Chissà, chissà dove sei adesso,
chissà se in questo momento mi pensi un po’.
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Cadillac confetto
Pubblicato da Romanticaperla
Piccola, vuoi venire a rinfrescarti con me?
Non ti preoccupare per il costume se non ce l’hai,
tanto te l’avrei tolto ben prima d’arrivare al mare
Avanti Piccola, fammi vedere che sai fare
Mi hanno detto che sei un disastro ma non in amore
Mi hanno assicurato che quando prendi uno
lo sbatti su e giù finché non ti muore sul petto
Avanti Piccola, monta sulla mia Cadillac confetto
e facciamo follie fino a che sarà l’alba o la morte
Avanti, salta su questo bolide
e non ci pensare ai vecchi
che se la vedono passare davanti in tv la vita
Vieni a farti fare quello che solo un vero uomo sa
Non indugiare più, non indugiare più, anche Gesù
alla fine è sceso dalla croce, non vedo perché tu no
Avanti, non esitare più, Piccola, dammi tutto il miele
e ti porterò sulla strada dell’inferno con me
Ridendo tra le foglie al vento
salirò sulla tua Cadillac confetto:
andremo a Parigi, gireremo il mondo.
Ci ciberemo del nostro amore e
come fanno gli uccellini
mangeremo semi di girasole.
Ci fermeremo la notte sulle panchine;
al mare faremo il bagno nudi
danzando i nostri corpi
brilleranno alla luna,
desiderio, follia,
le mie mani scorreranno su te,
la mia gamba contro la tua,
sarà reale, sarà vero
divorerai fuoco,
andremo all’inferno
e saremo un unico miele
in questo splendore d’estate.
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Che Belle Quelle Sere
Pubblicato da Romanticaperla
Sotto la luce dell’edace tramonto
sulla parete della cara montagna
incisi le nostre iniziali col fuoco
della gioventù – che ogni cosa sa
tranne di sé
Noi, noi sempre adolescenti
L’amore crebbe
giocando in groppa ai cavalli
e alle ombre che al crepuscolo
s’impennavano allungandosi
con aria quasi minacciosa;
ma nelle sere di quelle estati
sì calde, madide d’innocenza,
in quelle sere
dei primi vergognosi baci
i vecchi davano la stura
a chiacchiere e crepitii
davanti ai fuochi accesi
contro il rigor lungo la schiena
per vecchiaia o paura dell’Ignoto
E infine insieme torno torno
tutti si mangiava il pesce
appena pescato e subito cotto
Correvamo per i campi
tra il vociferare degli ospiti felici
Canto di grilli e cicale,
e in lontananza l’abbaiare dei cani
sugli avanzi a strappare le carni
meno tenere e, chissà, forse più buone
Complice il buio
la sera schiudeva i gerani,
e noi a fantasticare
guardandoci negl’occhi
attraverso vetri di bottiglia;
con le dita cercavo le tue labbra
e tu ti lasciavi accarezzare arreso
Alta la luna spandeva argento
sulle colline calve
conferendogli un’aria sinistra
E quelle calze ad asciugare sui fili
per la punta appese
da un vento lieve commosse
assumevano sembianze di fantasmi,
di donne in sempiterna cerca d’amore
Che belle quelle sere
d’estate quando si poteva
felici giocare
illudendosi di non dover
crescere mai
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Mi Piaci
Pubblicato da Romanticaperla
Mi piaci…
Come? non te l’ho detto mai?
Oh sì, mi piaci per come sei.
Non ti cambierei con un altro,
proprio no, bello mio;
senza maschere, a faccia nuda
esposto al riso
e all’insulto allo stesso modo
ti porti avanti e dritto vai.
Un romantico pirata
all’arrembaggio, ecco chi sei.
Mi piaci
perché se in volto scuro sei
non dici che hai sbattuto la faccia
e poi taci;
no, tu no, tu spari alto
finché non tremano pure i santi;
mi piaci così,
anche per quel poco che sottaci
nel languore d’una rosa in dono
- d’una poesia scritta su due piedi -;
tu sempre uguale a te stesso
mai uso agli inganni
o a bassi stratagemmi.
Tu caparbio dolce innocente
e saccente anche.
Mi piaci
perché scrivi sul mio corpo
con il tuo odore pirata
dopo l’amore;
perché mi fai arrossire
raccontando grandi storie
colorate dimenticate
tra i fiori dell’estate;
mi piaci
perché passi da un estremo
all’altro,
al blu più blu del cielo lassù,
fino al blu del mare quaggiù.
Siamo così diversi,
io una bambina che ti sta ad ascoltare,
tu una testaccia dura ma dura di brutto:
eppure belli siamo, agli occhi Dio anche.
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Immagini
Pubblicato da Romanticaperla
Percezioni, sorrisi,
di ieri e di oggi.
Profumi di pelle, di labbra
insaziabili, avide, confuse,
impaurite, illuse, stordite,
silenti, chiuse.
Sospiri,
emozioni, tensioni,
sogni di mondi incantati,
scoperti,
desiderati.
Giochi possibili ed impossibili,
trastulli capricciosi per trovare
la chiave
ove La Fantasia non ha freni
bussando alla porta
del mio Cuore.
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Ciliegie Da Mordere
Pubblicato da Romanticaperla

Un fiore di rosa tra i capelli,
una lieve brezza di vento
sfoglierà ogni petalo.
Vellutato, candido e liscio
è il mio corpo
per il tuo.
Dolci lamponi scuriti dal sole
saranno i miei capezzoli
per le tue dita.
Rosse ciliege da mordere
e baciare saranno le mie
labbra di fanciulla golosa.
Il mio primo post lo dedico ad Ania
Pubblicato da Errosa
E’ il mio primo post, qui, e sono sia emozionata che intimidita. E’ la stessa sensazione che ho avuto, anni fa –forse secoli?!- quando decisi di fare il primo tuffo di testa in piscina, avanti ai miei compagni di classe, temendo di prendere una goffa panciata e fare una figuraccia.
Ringrazio Beppe per l’opportunità di farmi tuffare in questa bella piscina.
Dedico questa mia prima partecipazione ad Ania.
Ad Ania
vissuta e morta nel manicomio di Stimlje
Cantavi una ninna nanna al sole, come una pazza tra i matti e io ti guardavo, spaventata e incantata, col cuore nella testa a farti da eco. A gambe nude e a mente libera, avevi spazzato via tutte le nuvole che abbracciavano le punte delle montagne, lassù. Battevi le mani per dar tempo alle tue parole e scuotevi la testa, facendo danzare i tuoi capelli lunghi e neri, morbidi e belli.
Non t’importava più di niente se non di quel canto e di quel luogo così lontano dalla tua realtà maledetta e sconsolata. Sotto le tue unghie era sparita anche la terra, lasciando spazio alla delicata trasparenza.
“Lassù c’è Dio” dicevi e alzavi lo sguardo verso il sole, accecandoti. Tu amavi ascoltare, sentire, cantare. In fondo, degli occhi, non te ne eri mai fatta nulla. Amavi e gioivi, odiavi e piangevi a occhi chiusi. Graffiavi le mura della vita, disegnavi i tuoi cerchi e i tuoi spazi con gli occhi bendati, aprendo i nostri.
Ti cingevi la vita con una corda grezza e vi disegnavi brillantini con la sabbia dei tuoi piedi che correvano, in grazia, nelle strade che noi non vedevamo.
Ora, qui, dopo tanto tempo, dopo tanti graffi, dopo tanti cerchi cerchiati dalla tua pazzia, voglio chiederti se oltre il Sole c’è veramente Dio, se anche adesso diresti “Lassù c’è Dio”. Non hai più cantato da allora, nessuna gazza ladra ha più rubato nulla mentre tu le cantavi una ninna nanna sulla coda, nessun folle s’è sentito discinto e vigoroso mentre le tue mani battevano il ritmo del giorno che si faceva notte e della notte che si faceva giorno. Nessun tetto ha più fumato calore da quando hai ricoperto le tue ossute gambe di quella iutao che ti arrossa la pelle e la mente. Nessun sorriso mi ha attizzato il cuore da quando sei tornata in stanza.
Dormi su un cuscino bianco e i tuoi capelli, mal tagliati, si rannicchiano dietro la tua nuca impaurita dalla notte. Il tuo respiro affonda il niente, senza raccontare le tue passioni soggiogate e sottratte dalla cordicina invisibile della normalità artefatta, imposta, iniettata, violentata.
Se potessi, ti sveglierei. Ti sveglierei con un suono di violino antico, un po’ stonato ma accaldato d’umano orgoglio e stringerei la mia mano alla tua, intrecciando delicatamente le mie dita nelle tue, annusando, così, il tuo sudore che scorre nel panico della tua vita.
Se potessi, ti urlerei. T’urlerei, soffiando sopra le tue palpebre chiuse e strette che non hanno più voglia di alzarsi per dare la luce azzurra dei tuoi occhi che guardavano oltre il sole.
Se potessi, t’abbraccerei. Non t’abbraccerei di solito abbraccio: mi stenderei su di te, ad ali stese, come il gabbiano Jonathan e ti farei aggrappare alle mie ali per portarti di nuovo lassù, tra le nuvole che baciavano le cime dei monti e, volando, ti farei vedere il mondo quaggiù.
Se potessi, ti ucciderei. Lo farei senza grazia, con un colpo scarno di vita, per ridartene una, fuori di qui, apparecchiando le tue giornate con la tovaglia della dignità che ti hanno strappato, lasciandoti sognare acqua fresca sulle tue gote bruciate di sonnolenza.
Farei tutte queste cose per donarti la dignità che la tua pazzia si teneva stretta e che la normalità ti ha tolto, come toglie tutte le cose semplici e belle.
Farei tutte queste cose per farti cantare, ancora, una ninna nanna al sole, perché il sole muore senza di te e per dirti che lassù Dio c’è se ci sei anche tu.
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Baci
Pubblicato da Romanticaperla
Riempimi le labbra
di infiniti baci,
fino a quando non
le sentirò bruciare.
Accarezza con le tue
mani la mia pelle.
Amami fino a sentire
il cuore stanco
e guardami con occhi
lucidi di gioia.
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Petali
Pubblicato da Romanticaperla
Petali d’anima
che sfiorano la pelle.
Sospiri trepidante
tra il mio profumo.
Sarò dolcezza e amore,
un raggio di sole,
e brezza d’arcobaleno.
Seminerò carezze
per colmare il tuo cuore
e trionfare
sulle tue notti silenziose.
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LINEA GIALLA ONLUS: DESTINA IL 5 PER MILLE A CHI NE HA BISOGNO
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

AVRETE TUTTI RICEVUTO A CASA LETTERE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI ONLUS
CHE CHIEDONO IL 5 PER MILLE . TUTTAVIA CE NE SONO ALCUNE
CHE ANCORA NON HANNO LA POSSIBILITA’ ECONOMICA DI INVIARLE.
FRA QUESTE VI E’ LINEA GIALLA
WWW.STAZIONEMILANO.SPLINDER.COM
Per cui ho pensato bene di riportare qui i dati necessari:
LINEA GIALLA ONLUS C.F 97462100153
A buon intenditore poche parole.
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Contatto Sfiorato (Dedicata a Kinglear)
Pubblicato da Romanticaperla

Parole, parole, parole
tu mi scrivi vagoni
e vagoni di parole
recitandomi di te
pregi e difetti
facendomi sentire
femme fatal
una visione leggera
un contatto sfiorato
entra nella mia mente
sono le letture
delle tue righe
a partorirmi sorrisi
sospiro immaginando
un roseo tramonto
davanti al mare
e tu in costumino
d’osceno antracite
interpreti poesie comiche
con atteggiamenti
rudi da dolce uomo.
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Zuccherosa Vany
Pubblicato da Romanticaperla

Zuccherosa Vany
Zuccherosa Vany
non far la pigra
Avanti, svegliati
Vieni e portami
un po’ di felicità,
la caramella buona
che sta nella tua bocca
Fammi assaggiare
il miele delle tue labbra
Dammi un po’ di vita
che qui da me è tutto
un mortorio
che non ti dico neanche
Avanti, non far la pigra
Portami la tua felicità
Ne farò una grossa scorta
E stasera al cinema
a vedere un film dell’orrore
così che tu possa
legarti a me spaventata
per finta, smaniosa
di tante infinite coccole
by Kinglear
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