Un nuovo album e oltre 100 brani inediti il tesoretto di Michael Jackson
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson non è morto d’infarto
Un nuovo album e oltre 100 brani inediti
a cura di Iannozzi Giuseppe
Michael Jackson non sarebbe morto a causa di un infarto ma, più verosimilmente, per i troppi medicinali che stava assumendo, in particolare il Demerol. L’autopsia ha rivelato il buono stato di salute del Re del Pop, e questo fatto ha sorpreso gli stessi medici legali che parlano di “buono stato di salute generale del cantante”. La morte improvvisa sarebbe dunque da imputarsi a un mix di farmaci che avrebbero innescato una crisi cardiorespiratoria fatale. In ogni caso l’esame tossicologico approfondito non sarà disponibile prima di 4/6 settimane.
Sul corpo di Jacko sono state rivelati solamente dei lividi dovuti al tentativo di rianimazione e alcune cicatrici al volto, frutto degli interventi correttivi a cui Michael si era sottoposto nel corso degli anni. Non ci sono segni di colluttazione né evidenti patologie che avrebbero potuto portare Michael Jackson a una così veloce e triste morte. L’ipotesi più accreditata è che un mix di medicinali l’abbia stroncato. Il sito web Tmz, il primo ad annunciare la morte del cantante, citando un familiare di Jackson, aveva indicato dal canto suo già durante la sera di giovedì che sarebbe stata proprio una iniezione di Demerol a provocare l’arresto cardiaco al cantante, finito in coma e poi morto poco dopo. “Il medico legale ha ordinato il test tossicologici, polmonari e neuropatologici” ha dichiarato Harvey. Il portavoce dello staff medico ha inoltre confermato la notizia secondo cui l’artista stesse assumendo dei farmaci, ma si è rifiutato di rivelarne la natura. I medici si dicono comunque ottimisti circa la possibilità di svelare il mistero di una morte che tiene con il fiato sospeso milioni di persone in tutto il mondo: “Possiamo affermare con certezza che i risultati dei test ci permetteranno di risalire alle cause del decesso”.
Per l’entourage di Jacko i dubbi sono pochi: il Demerol, che Michael Jackson prendeva combinato ad altri medicinali prescrittigli da “medici ciarlatani”, gli ha tolto la vita. In ogni modo gli inquirenti hanno disposto, insieme all’ufficio del coroner della contea di Los Angeles, una serie di esami supplementari.
L’autopsia è durata circa tre ore e il portavoce dell’ufficio del coroner ha confermato che Jackson è morto nella Emergency Room dell’ospedale dell’Ucla. Gli esami autoptici sono terminati in serata, per cui il coroner ha autorizzato la famiglia a seppellire il cantante. La salma è stata restituita in tutta segretezza ai familiari. La consegna è avvenuta verso le 21 ora locale (le 6 in Italia), riuscendo a evitare le orde di paparazzi appostati davanti all’istituto medico-legale, ha precisato Winter. La destinazione delle spoglie del Re del Pop non è stata resa nota e, per fortuna, non ci sono state fughe di notizie circa la data.
Paparazzi senza scrupoli e medici cialtroni hanno fatto fin troppo con il loro morboso attaccamento a Jacko. Che si considerino i principali imputati della morte di Michael Jackson.
In una breve conferenza stampa a Los Angeles, il portavoce del coroner, Craig Harvey, ha indicato che le cause esatte della morte saranno conosciute soltanto tra quattro e sei settimane al termine di nuovi esami supplementari. Escludendo che la morte sia sta provocata da un trauma esterno o da una caduta, Harvey ha detto che i nuovi esami saranno soprattutto di carattere tossicologico e polmonare. Il primo a parlare apertamente della dipendenza dai medicinali di Jackson, in particolare dall’antidolorifico Demerol, è stato uno degli avvocati della famiglia, Brian Oxman.
Il Sun dice a chiare lettere che Michael Jackson è stato ucciso da un cocktail di otto farmaci che quotidianamente si somministrava. Il tabloid, che cita fonti dell’entourage del re del pop morto giovedì, ha anche pubblicato la lista dei farmaci che Jackson assumeva, tra cui figurano tre potenti antidolorifici che non andrebbero mai combinati tra loro, che e invece Jackson utilizzava nello stesso giorno. L’Abc che cita un ex video produttore, Marc Shaffel spiega che Michael Jackson era “dipendente dal Demerol da più di 20 anni” e “assumeva cocktail di altri farmaci tra cui l’Oxycontin”, un oppioide. “All’esterno nessuno sapeva ma la cosa era nota tra quelli che gli stavano intorno”. “La notizia mi ha colpito, ma sapevo che era solo una questione di tempo, che qualcosa del genere sarebbe accaduto. L’avevo detto, con questo ritmo sarebbe morto prima dei 50 anni”: così Shaffel.
A poche ore dalla morte di Jacko è già spuntato un album di inediti, prodotto in collaborazione con alcuni dei più famosi compositori di musica pop e hip hop del momento Verosimilmente l’album avrebbe dovuto rilanciare la carriera del Re del Pop, dopo le previste 50 date di concerti. L’album è stato registrato in parte a Las Vegas e include canzoni scritte da Akon, Ne-Yo e Will.I.Am dei Black Eyed Peas, i quali hanno prodotto hit per star come Justin Timberlake e 50 Cent. Ci sono voluti anni per produrre questo lavoro, che non ha ancora un nome, così scrive il Guardian che dà la notizia.
Michael Jackson era stato abbandonato dall’etichetta Sony dopo che il suo ultimo album in studio, Invincible (2001), era stato attaccato dalla critica vendendo poco più di 8 milioni di copie nel mondo (nel 1982 Thriller ne vendette 100 milioni). Jackson aveva fatto dei tentativi di pubblicare il disco con la Two Seas Records, etichetta con sede nel Bahrein, dove il cantante viveva nel 2006. Nell’emirato arabo, Jackson era sostenuto dal principe Abdullah Bin Hamad Bin Isa Al-Khalifa, con cui aveva stretto una joint venture e che più tardi lo aveva denunciato per un debito da 7 milioni di dollari. Il Guardian riferisce anche che sarebbe molto altro materiale inedito, forse più di 100 canzoni, brani che secondo uno dei biografi del cantante, Ian Halperin, erano stati scritti per i figli. La notizia è riportata anche dal Daily News: sembra che il re del pop fosse in possesso di quello che il tabloid newyorchese ha definito “una miniera d’oro”: cioè un centinaio di inediti che verosimilmente i familiari sfrutteranno appena possibile.
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