Morire sotto gli occhi degli indifferenti. Accade a Napoli
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Petru Birlandeanedu, giovane rom, muore sotto gli occhi della moglie. La sua colpa, nessuna. Colpito a morte per errore dalla camorra. Nessuno muove un solo dito per prestare soccorso all’uomo a terra.
di Giuseppe Iannnozzi
Muore sotto gli occhi indifferenti della gente.
Nessuno alza un dito.
I sicari della camorra sparano e colpiscono un rom, innocente, che si trovava nel quartiere napoletano per puro caso.
Nessuno, nessuno, nessuno ha fatto niente per Petru Birlandeanedu.
Tutti sono passati avanti incuranti del giovane rom morente a terra.
Nessuno ha sentito le urla disperate della compagna che invano ha cercato di chiedere aiuto.
Petru Birlandeanedu è morto sotto i suoi occhi.
La sparatoria alla fermata del treno di Montesanto sono state registrate dalle telecamere a circuito chiuso della ferrovia Cumana.
Dei sicari arrivano in moto, contromano, in via Pignasecca (uno dei più affollati mercati della città). Hanno tutti il casco. Sono le 19.47 del 26 maggio. Sono in otto. Fanno incursione nella stazione di Montesanto a Napoli della Cumana. Impugnano mitragliette. Sparano ad altezza d’uomo. E’ la guerra, quella fra i Sarno-Ricci ed i Mariano.
Colpiscono per errore Petru Birlandeanedu, un giovane musicista romeno, che non sa un’acca di clan e camorra. Colpiscono un innocente che si guadagnava da vivere suonando sui treni la sua fisarmonica.
La sua morte non interessa a nessuno.
A nessuno.
Tutti pensano solo a darsela a gambe.
Anche quando il pericolo è cessato, nessuno si preoccupa del povero Petru lungo distesa a terra che sta esalando l’ultimo respiro. Solo la sua compagna, fra le lacrime, impotente c’è con lui. L’indifferenza è generale. Uno chiacchiera col cellulare attaccato all’orecchio, un altro oblitera il biglietto imitato da tanti altri signori napoletani rispettosi delle leggi italiane.
Nessuno, dico nessuno, ha gettato un solo sguardo sul giovane rom a terra, colpito a morte. Nessuno gli ha prestato soccorso.
La compagna del giovane suonatore di armonica grida, grida con tutto il fiato che ha nei polmoni. Chiede aiuto. Cerca di attirare l’attenzione di un cristo, almeno di uno.
Nessuno la degna di un solo sguardo.
Peru muore senza alcun soccorso sotto gli occhi della moglie.
E’ tutto filmato.
Il filmato della morte del marito, questo rimane alla compagna del giovane rom Petru Birlandeanedu.
C’è una vedova in più in questa Italia, in questo paese di razzisti, di fascisti, di sporchi vigliacchi senza un briciolo di umanità.
La polizia ha acquisito i filmati che immortalano la morte di un innocente. E’ stata aperta un’inchiesta. Un’inchiesta che non ridarà al giovane Petru Birlandeanedu la vita. Che non ridarà alla moglie il marito.
Se questo significa essere italiano, faccio schifo. E nessuno potrà mai assolvermi dalla colpa di essere un italiano in una società di merda.
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