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Napolitano: lo strupro è una infamia

Napolitano: lo stupro ad opera
di stranieri o italiani non fa differenza

a cura di Iannozzi Giuseppe

Stamane nel corso della cerimonia al Quirinale Napolitano ha premiato otto donne che per i loro meriti si sono distinte in Italia. E in occasione della festa dell’8 marzo Napolitano ha avuto severe e giuste parole contro la violenza sulle donne. “Lo stupro è l’ombra più pesante sulla lotta della donna per la piena parità, la vergogna, l’infamia” come “tutte le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti delle donne. Nel mondo come in Italia, in una parte del mondo in modi orribili, barbarici, in Italia verso donne italiane o straniere non fa differenza, ad opera di stranieri o italiani non fa differenza. Nel nostro paese possiamo dire che si stanno facendo dei passi avanti nel reagire a ogni sorta di violenza contro le donne e ad ogni sorta di pratiche lesive della loro dignità. Passi avanti sul piano della presa di coscienza e della denuncia, con un crescente coinvolgimento della scuola, li abbiamo appena premiati”.

“Ma i diritti e la dignità della donna vanno tutelati sempre, in tutti gli ambiti”, ha ricordato il presidente della Repubblica, sottolineando come accanto alle “luci” rappresentate dalle “affermazioni recenti, in vari ambiti, di personalità femminili restano tante ombre: in particolare, quelle della sempre modesta, molto modesta presenza femminile nelle istituzioni rappresentative e in funzioni dirigenti nel mondo della politica”.
Inoltre “restano molte ombre sulla strada della parità salariale e, innanzitutto, della partecipazione delle donne alle forze di lavoro e all’occupazione complessiva”, e della tutela del lavoro femminile anche sotto il profilo della sicurezza.
Napolitano è dell’avviso che la disparità femminile rischia di aggravarsi in un contesto di “crisi finanziaria ed economica, che dà segno piuttosto di un ulteriore aggravamento che non di allentamento”: occorre chiedersi “quanto rischi di essere particolarmente colpito il lavoro femminile. [...] Il quadro di riferimento generale per portare avanti la causa delle donne in tutti i suoi aspetti resta più che mai la nostra Costituzione. Restano tuttavia molte ombre sulla strada della parità salariale e, innanzitutto, della partecipazione delle donne alle forze di lavoro e all’occupazione complessiva”.  “E’ questo un tema”, spiega Napolitano, “sul quale ancora non si vede concentrarsi abbastanza l’attenzione, la riflessione e l’impegno”.
Ed ha concluso facendo richiamo alla Costituzione e alla democrazia: “La democrazia si consolida, si pone al riparo da ogni rischio, si sviluppa come è necessario, se si rafforzano il ruolo e il contributo delle donne attraverso il più conseguente rispetto e svolgimento dei principi e dei diritti sanciti dalla Costituzione

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