Mentana non farà più Matrix ma continua il diverbio con Mediaset
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Enrico Mentana fuori da Mediaset
Ma Matrix andrà avanti lo stesso
Che cosa pretende veramente Chicco?
di Iannozzi Giuseppe
Enrico Mentana si sfoga in una lettera inviata al direttore di Libero Vittorio Feltri, uno dei più accesi sostenitori del giornalista ex conduttore di Matrix: “Se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli”. Lo sfogo di Mentana farebbe dunque una dietrologia obbligata su il “come sono andate davvero le cose” e su il come le ha vissute lui “in prima persona”. Nella lettera, Chicco spiega che la sera della morte di Eluana non chiese lo spostamento in prime time di Matrix al posto del Grande Fratello ma che fece tre proposte: “Aprire nel programma (il Grande Fratello, ndr) una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’era previsto, ma un’ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Tutt’e tre le proposte furono bocciate, da qui le dimissioni.
Mentre Mentana litigava con Mediaset, su Rete4 Emilio Fede conduceva una fin troppo larga finestra sulla dipartita di Eluana. Un non-stop morboso intorno alla sofferenza, alle recriminazioni politiche e sociali, che ha tradito il silenzio invocato dalla famiglia Englaro. Emilio Fede, al pari di altri suoi colleghi statalizzati e non, ha portato in prima serata la morte spettacolarizzata e sottomessa alle logiche dei palinsesti televisivi nelle case degli italiani, trasformando Eluana in una sorta di vittima, uccisa dall’ottusità della legge italiana.
Il direttore generale Informazione Mediaset Mauro Crippa ribatte a Mentana in questi termini: “Quella di Enrico è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D’altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell’insieme delle tre reti. Resta il fatto che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni. Matrix riprenderà dopo Sanremo, la pausa durante il Festival era già prevista, ma non sappiamo ancora chi lo condurrà. Matrix è un prodotto che non verrà abbandonato e riprenderà come era programmato, dopo il Festival, probabilmente con le quattro serate”. Crippa ribadisce che per lui la vicenda è chiusa: “Mentana con il suo atteggiamento ha sconfessato pubblicamente l’azienda e in questo modo si è messo fuori dalla logica di Mediaset”.
E non è davvero possibile dare torto a Mauro Crippa: forse Mentana ha agito d’impulso, però le dimissioni le ha presentate e non è possibile stare con il piede in due staffe. Le dimissioni rappresenterebbero, in linea teorica, l’esplicita volontà del giornalista di essere fuori da Mediaset non condividendone più gli ideali e il modo di fare informazione. Tuttavia ora Chicco vorrebbe fare marcia indietro, o perlomeno far ricadere la colpa delle sue dimissioni sull’azienda.
Mentana sottolinea di non aver “mai sentito, né quella sera né dopo Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l’azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix. Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema, la forma sì. E anche la sorte di chi sta lavorando con me al programma, e ha appreso della sua sospensione da una lettera di due righe”. Nella lettera a Feltri, Mentana spiega anche che “il racconto dell’accaduto, passaggio dopo passaggio, si allontana sempre più dalla realtà, quasi sempre in buona fede; anche se c’è pure qualche mestatore all’opera per mettere in giro balle e veleni assortiti (“come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky”). Non so se ho sbagliato, in tutta onestà non lo credo”.
Giovedì mattina su Radio 24, durante la rubrica tenuta da Giuliano Ferrara, Mentana ha rivendicato la decisione di dimettersi da direttore editoriale di Mediaset, di fatto escludendo l’ipotesi di porgere le sue scuse alla rete e di fare marcia indietro: “Sono un professionista lautamente pagato che ha giocato e rischiato in proprio. E se uno fa una scelta in proprio, ci mette la faccia e la firma, poi non deve temere le reazioni”. Ed ha aggiunto: “Tante volte ho rivendicato l’autonomia di Mediaset dal presidente del Consiglio, sarebbe arbitrario in questa occasione fare il ragionamento opposto”.
Mediaset contesta al giornalista la “sconfessione pubblica e radicale” della linea editoriale per non aver modificato il palinsesto nella sera della morte di Eluana; Mentana replica che “la sconfessione è una cosa diversa dalla dissociazione da una scelta che in quel momento ho giudicato di grave insensibilità e che con il senno di poi continuo a considerare tale”. Per Mediaset invece è stata fatta una scelta “lungimirante”: non dimentichiamo che Emilio Fede ha condotto su Rete4 in data 9 febbraio 2009 un non-stop fino alle 23,15 circa, dove Eluana è stata trasformata in una vera e propria martire mediatica.
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