La voce del nostro Holden
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La voce del nostro Holden
di Nico Orengo – Fonte: La Stampa.it
Il mestiere dell’editoria l’aveva annusato in casa. Un suo zio, Federico Elmo, nel dopoguerra, faceva l’editore in Milano. Lei, Adriana Motti, scomparsa da pochi giorni, è stata una delle grandi interpreti della letteratura straniera, una traduttrice curiosa, eclettica, che sapeva individuare e segnalare scrittori come Burgess o la O’Connor.
Nei suoi lunghi anni di consigliera e traduttrice per la Einaudi ci ha dato le pagine delle «Fiabe africane», quelle, indimenticabili di «Genji il principe splendente», del «Passaggio in India» di Forster, dei romanzi-conversazione di Ivy Compton-Burnett. Ma è probabile che la ricorderemo e le saremo riconoscenti per aver dato linguaggio e voce, era il 1961, a «Il giovane Holden» di Salinger, il romanzo di più generazioni, il personaggio che usciva dalla letteratura e dall’inchiostro a rivelarci la contemporaneità e modernità dei sentimenti e dei comportamenti.
(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 24 gennaio)
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