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Latte contaminato in Cina, prime condanne a morte

Latte contaminato in Cina
Prime condanne a morte

Fonte: Corriere.it

PECHINO – Uno dei responsabili dello scandalo del latte in polvere contaminato alla melamina è stato condannato a morte. Lo afferma l’agenzia di stampa Xinhua-Nuova Cina. Si tratta della prima sentenza che prevede la pena capitale in relazione ad una vicenda che aveva destato scalpore in tutto il mondo. La diffusione del latte contaminato aveva infatti provocato l’intossicazione di oltre 50 mila persone. Prodotti cinesi a base di latte contaminato erano stati sequestrati anche in Italia.

PENA CAPITALE E ERGASTOLO – Un tribunale di Shijiazhuang, nella provincia di Hebei, ha giudicato l’uomo, Zhang Yujun, colpevole della contraffazione che ha causato la morte di almeno sei bambini. Alcune agenzie di stampa hanno parlato anche di un secondo condannato alla pena capitale: si tratterebbe di Geng Jinping, la persona che ha distribuito alle varie compagnie che vendono latte in polvere il prodotto contaminato con l’agente chimico letale. Circa 300 mila neonati si sono inoltre ammalati a causa del latte in polvere al quale era stata mischiata la melamina, una sostanza tossica che fa aumentare artificialmente il valore proteico del latte; sei di loro ci avevano rimesso la vita. Tian Wenhua, la ex-presidente della Sanlu, l’ impresa al centro dello scandalo, è stata invece condannata all’ ergastolo. . In giornata sono attese le sentenze per una ventina di persone imputate per il caso del latte contraffatto.

LA CORTE SUPREMA – In Cina sono nel frattempo 200 le famiglie vittime del latte contaminato che hanno deciso di rivolgersi alla Corte Suprema per chiedere un risarcimento al governo, considerato in qualche modo responsabile di quanto avvenuto. L’esecutivo, secondo quanto hanno riferito, non ha riconosciuto la correlazione tra il latte alla melamina (sostanza tossica utilizzata come additivo per il latte) e la morte o l’avvelanamento dei loro figli. «Non mi hanno dato alcun risarcimento», ha raccontato Chang Lin, che ha perso lo scorso agosto suo figlio di 18 mesi. Alcune famiglie si sono invece lamentate di un risarcimento inadeguato di meno di 290 dollari.

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