Festival dei film porno a Bolzano: Unitalia, An e Forza Italia contro
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Festival dei film porno a Bolzano:
Unitalia, An e Forza Italia contro
di Iannozzi Giuseppe
Polemica per il festival del film porno a Bolzano, città che nell’immaginario italiano si consegna come una delle più liberali e tolleranti. Così non è. Gridando allo “scandalo” e “anticulturale” si chiede che “il comune neghi la sala e i contributi” per un dibattito su un innocuo film come L’Albero delle zoccole.
Michele Capozzo, regista di Pornology, ribatte: “Chiacchiere! Il ciclo è ben calibrato, ci sono anche film importanti”. In piazza è scesa Unitalia che ce l’ha su con Rocco Siffredi. E’ il ritorno dei bigotti. E delle bigotte. Ieri si è fatto un gran casino per via della rana di Kippenberger esposta al Museion, opera d’arte contestabile, che può piacere o meno, ma non per questo da censurare e nascondere. Il radicale Arnold Tribus, direttore del quotidiano Tageszeitung: “Certe sortite di bigottismo spinto danno un’immagine della città che non corrisponde al vissuto. Qui, infatti, libertà e promiscuità sono costume corrente. E’ vero, però che esistono frange politiche agguerrite, specialiste in campagne oscurantiste e sessuofobiche. Solitamente collocate a destra, ma c’è anche il bigottismo di sinistra”. Arnold Tribus si riferisce alla pubblicità dell’Arcigay nella città: i manifesti furono oggetto di una vera e propria crociata sessuofobica partita dalle fila di An.
Il sindaco Luigi Spagnoli (Pd) spiega malamente: “Con fondate ragioni. Tanto che riparammo all’errore, cancellandola. La questione del Cineforum è diversa. E il comune non ha titoli per intervenire. A meno di palesi infrazioni. Come l’ingresso libero ai minori di 18 anni. Non potrei, anche volendo, negare la sala di proiezione; essa è parte integrante della sede del circolo culturale, regolarmente affittato. I contributi? Nel 2008, l’Amministrazione ha versato 7.000 euro. Ora attendiamo la relazione sull’attività del 2009, prima di decidere alcunché.” Micaela Biancofiore di Forza Italia subito s’inalbera: “E i soldi sborsati dalla Provincia? Non sono una bigotta, ma trovo indegno che gli enti pubblici finanzino il cinema porno”. Le risponde dalle colonne del Corriere dell’Alto Adige Ferruccio Cumer, esponente dell’associazione: “Falso. Anche i temi più delicati servono alla discussione”.
Il consigliere comunale Sd Guido Margheri ribatte: “C’è una vera e propria caccia alla streghe scatenata dall’estrema destra”
Il terzo capitolo di Hard Times è nell’occhio del ciclone: un ritorno di fiamma, anzi di bigottismo ha invaso Bolzano producendo un’inutile polemica, che però non manca d’investire i giornali e l’opinione pubblica.
Se non ci saranno ostacoli, la rassegna del film porno dovrebbe tener fede a questo calendario di massima:
- giovedì 8 con “Pornology New York” di Michele Capozzi (Usa, 2005, 85’);
- domenica 11 gennaio “L’albero delle zoccole” di Leo Salemi (Italia, 1996, 85’);
- 15 gennaio “Pornocrazia” di Catherine Breillat (Francia, 2004, 77’), con Amira Casar, Rocco Siffredi;
- domenica 18 “Natasha Kiss – oltraggio al pudore”;
- giovedì 22 “Shortbus”, dove tutto è permesso”, di John Cameron Mitchell (USA, 2006,102’) con Lee Sook-Yin, Paul Dawson, Lindsay Beamish, PJ DeBoy;
- domenica 25 “Indecences 1930 (Memorie di una baronessa)” di Gerard Kikoine (Francia,1977, 85’) con Brigitte Lahaie, Alban Ceray;
- Giovedì 29 “Porno assoluto” di Luigi l’Atomico presentato da Michele Giordano.
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