La sventura di Luxuria
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La sventura di Luxuria
Fonte: Il Riformista.it
Poco onorevole. La sinistra spaccia una scelta da uomo/donna di spettacolo per battaglia dei diritti. Ma confondono la rivoluzione comunista con la delazione matrimonialista che l’ex deputata compie ai danni di Rossano e Belen…

Il padre di Vladimiro, durante un collegamento, squarcia il velo di ipocrisie e saluta il figlio. Perché si confonde l’egemonia culturale con l’agonia catodica di un partito politico?
Anche nelle trasmissioni più deteriori, dove il peggio della razza umana dà mostra di sé, ci possono essere momenti epifanici.
Momenti rivelatori, che ci immettono in una qualche verità, squarciando il velo delle ipocrisie. È accaduto lunedì sera all’ “Isola dei famosi”, quando il padre di Vladimir Luxuria ha salutato la figlia con un «Ciao bello!» che tradiva l‘identità sessuale di partenza del figlio, ex deputato di Rifondazione comunista, arrivato all’Isola con un “fanfaresco” «Bella ciao!». Sotto mentite spoglie è anche la campagna che Liberazione ha montato su Luxuria, spacciando una scelta da uomo/donna di spettacolo per una difesa di diritti civili. Luxuria vagheggiò pure un presunto interesse per i diritti degli indios dell’Honduras. I quali, in realtà, subiscono più che svantaggi che altro dalla trasmissione di RaiDue. Per i pochi fortunati che non sapessero della battaglia di Vladimir Luxuria, essa consiste nel sostenere che la bella argentina Belen, fidanzata con Marco Borriello, e il gigolò Rossano, maritato con Ivana Trump, si siano baciati. Non li ha visti, ammette, sennò sarebbe una “spia”. Si limita a riferire che altri avrebbero visto il bacio. Dunque, una “delatrice”. Eccoci qui, dalla rivoluzione alla delazione. Dall’egemonia culturale all’agonia catodica. Dalla rappresentanza allo sputtanamento. Che Luxuria spaccia per «coraggio della verità», «difesa delle minoranze». Quali? Quelle mentali. A fare una lettura “di genere” di quello che è avvenuto sull’isola, l’impressione è che Luxuria, che millanta un irresistibile sex appeal, nonostante la fame anche sessuale che regna sull’isola, non ha battuto chiodo. E venuta meno la parte construens, si è dedicata a quella destruens. Cioè sfasciamatrimoni.
Da quello glam e poco sentito di Rossano con Ivana a quello mediaticamente più classico, e dunque perché no, autentico – almeno da parte dell’attaccante del Milan che si è sottratto del tutto al gioco delle telecamere – tra Belen e Borriello. E se anche così non fosse… saranno cazzi loro? No, sono di Luxuria. Di sinistra, comunista, progressista o quello che volete, la partecipazione di Luxuria all’isola non ha proprio nulla. Nonostante il patentino certificato da “Liberazione”, già inondata di lettere di protesta dei compagni la prima volta che fu data la notizia. Ancora il 28 ottobre Liberazione titola «Avevamo ragione noi», perché Luxuria «ha vinto alla grande, con stile, ironia e con grande capacità comunicativa». Perché? «Ha parlato di convivenza, ha detto di sé e della sua scelta di transizione. È entrata nella casa di milioni di italiani spiegando loro come gay, lesbiche, trans sono cittadini e cittadine come noi, che come noi dovrebbero godere degli stessi diritti. Ma così non è». In verità ha parlato di corna e baci galeotti. Secondo Liberazione, «ha anche parlato di conflitto di classe e di legge elettorale. Ha fatto ancora di più. Solo per il fatto che è andata là, senza vergogna, con orgoglio, ha comunicato un altro messaggio, un altro mondo, un mondo sicuramente più giusto». Lotta di classe? Luxuria sull’isola non sembra compatibile con il principio di redistribuzione della ricchezza, avendo pagato, all’asta battuta da Alessandro Cecchi Paone, un bicchiere di latte e biscotti la bellezza di 500 lempiras honduregne, cioè 20 euro. Neanche a Porto Cervo costerebbe tanto! «La partecipazione di Vladimir al programma di Raidue – conclude Liberazione – tocca una delle questioni chiave, ma anche più dibattute. Serve cambiare l’immaginario per cambiare una società che si sposta a destra?». Cosa c’entrano destra e sinistra? L’Isola dei famosi è una Sventura bipartisan. «Ci preoccupiamo di ciò che pensano i giovani delle periferie (…) ma poi rifiutiamo i loro modelli e i loro codici. (…) Forse per una volta, grazie a Luxuria, hanno capito anche il nostro linguaggio. Se questa non è una bella sfida vinta, che altro è?». Una figura, come dicono a Milano, non so in Honduras, di merda. D’altronde, la tesi di Liberazione, questa sì di sinistra, di oggi, era sbagliata in paretnza: «Anche se dovesse uscire, Luxuria ha già vinto». Il punto è che Luxuria probabilmente vincerà, ma avrà perso la faccia.
Di Luca Mastrantonio su il Riformista, in edicola
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