Diritti umani radicati in Dio, il fondamentalismo cattolico detta legge
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Diritti umani radicati in Dio
Il fondamentalismo cattolico detta legge
di Giuseppe Iannozzi
Papa Ratzinger, il pastore tedesco irrompe con forza e arroganza nella questione dei diritti umani, ribadendo che si rinnovi “l’impegno comune teso a promuovere e meglio definire i diritti dell’uomo” e che “si intensifichi lo sforzo per garantirne il rispetto”. Il pastore tedesco pone l’accento sul fatto che (a suo modo di vedere) i diritti dell’uomo sarebbero “fondati in Dio creatore” e “se si prescinde da questa solida base etica, rimangono fragili perché privi di solido fondamento”. Ed aggiunge: “Un lungo cammino è stato già percorso, ma resta ancora un lungo tratto da completare”. Così ha detto il pastore tedesco Ratzinger al termine del concerto in Vaticano per i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Per il pastore tedesco i diritti umani sarebbero una esclusività di un supposto Dio, di quello cattolico tenuto in piedi dal Vaticano, ne consegue che se non si accettano i dettami della Chiesa cattolica l’uomo lederebbe i diritti dell’umanità. Ed è ovvio che la Chiesa tutela e accetta solo quei diritti che sono intrinseci al Cattolicesimo, diversamente non sarebbero da considerarsi diritti umani tutti quelli che non sono specificati nella dottrina cattolica. Il cardinale Bertone, segretario di Stato della Santa Sede, che ha parlato prima del pastore tedesco Ratzinger, durante un incontro in Vaticano per il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale, ha evidenziato che “i diritti umani hanno sempre bisogno di essere difesi ma non vanno confusi con semplici e spesso limitati bisogni contingenti”. Bertone espone il suo affondo senza mezzi termini, ovvero che la necessità è quella di definire “l’esatta natura” dei diritti umani che la Dichiarazione fa discendere dalla “dignità che è comune a ogni essere umano, senza far dilagare la domanda di diritti in ogni direzione”. Ed ancora: “Rispettare e rinvigorire i diritti fondamentali sarà un modo concreto attraverso cui contrastare le forme differenti e diffuse di abbandono dei cardini di ordine morale nei rapporti sociali”. Il costante legame con la legge naturale sia dunque “l’antitesi di quel degrado che in tante nostre società ha interesse a mettere in discussione l’etica della vita e della procreazione, del matrimonio e della vita famigliare, come pure dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni, introducendo unicamente una visione individualistica su cui arbitrariamente costruire nuovi diritti non meglio precisati nel contenuto e nella logica giuridica”.
E’ evidente purtroppo la chiusura totale dell’attuale Chiesa cattolica sul fronte diritti umani: essa riconosce solamente i più convenzionali, stabiliti dal Cattolicesimo, negando di fatto qualsiasi altro diritto umano fondamentale. Per la Chiesa cattolica i diritti umani da difendere sarebbero soltanto quelli che essa definisce “radicati in Dio”. Il cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, ha aggiunto che nella visione cattolica “i diritti dell’uomo trovano la loro origine ultima nell’uomo e nel suo creatore, cioè Dio. Non sono dunque frutto della mera volontà degli uomini e della realtà degli Stati”. All’incontro hanno partecipato il pastore tedesco Ratzinger, il segretario di Stato Bertone e Juan Somavia, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro. Per il cardinale Martino “una corretta interpretazione e un’efficace tutela dei diritti dipendono da un’antropologia che abbraccia la totalità delle dimensioni costitutive della persona umana. La dignità umana, che è uguale in ogni persona, è pertanto la ragione ultima per cui i diritti possono essere rivendicati per sé e per gli altri con maggior forza”.
La Chiesa disconosce dunque tutti quei diritti che sono “volontà degli uomini e della realtà degli Stati”, in quanto solamente Dio, o meglio ancora il Cattolicesimo sarebbe nella posizione di concedere o meno delle libertà all’umanità. E’ questa una presa di posizione a dir poco pericolosa, di chiaro stampo medioevale e molto vicina a una abominevole legge razziale.
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1 Commento »
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Pubblicato il 15 12 2008 alle 12:56 pm
Si è svolta a Roma una lettura collettiva della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, evento promosso dalla Provincia di Roma. Sebbene sia innegabile la valenza retorica di una simile manifestazione, ben venga se può servire ad avvicinare le nuove generazioni ad una maggiore consapevolezza della propria e dell’altrui dignità di esseri umani. Zingaretti faceva notare che non sono molti i nostri connazionali che conoscono realmente il contenuto della Carta, puntualmente bistrattata oltretutto nella maggior parte dei paesi che l’hanno sottoscritta. Per cui, trovo che qualunque manifestazione che contribuisca ad inculcare il senso di una coscienza civile della quale oggi (in un generalizzato clima di intolleranza) noi italiani sembriamo privi, costituisca in ogni caso un segnale positivo, al di là degli intenti meramente celebrativi.