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RaiDue censura Brokeback Mountain: fascismo omofobo nella tv di Stato?

RaiDue censura Brokeback Mountain:
fascismo omofobo nella tv di Stato?

di Giuseppe Iannozzi

RaiDue ha censurato Brokeback Mountain. Il film di Ang Lee è andato in onda ieri sera in seconda serata, e per giunta molte scene sono state violentemente tagliate. Il servizio pubblico ha pensato bene di adoprare la censura, un servizio pubblico che i contribuenti italiani pagano anno dopo anno per fare andare in onda L’Isola dei Famosi con Vladimir Luxuria e Simona Ventura strapagate ma non Brokeback Mountain, film vincitore del Leone d’oro a Venezia, di ben tre Oscar nel 2006 e di ulteriori 4 Golden Globe. Tratto dal romanzo del premio Pulitzer Annie Proulx e ambientato tra gli spazi verdi e incontaminati del Wyoming durante gli anni Settanta, Brokeback Mountain ha per protagonisti due cowboy: Jack Twist (Jake Gyllenhaal) e Ennis Del Mar (Heath Ledger). Il film è stato tagliato senza pietà alcuna: sono state fatte fuori tutte le scene dove i due cowboy del Wyoming vivono la loro drammatica passione amorosa, sono state tagliate tutte le battute che avessero un seppur pallido riferimento omerotico: il risultato è che su RaiDue non è passato il film di Ang Lee, ma una pellicola incomprensibile a causa di tutti i tagli operati dagli omofobi dirigenti in RaiDue, perché si può solo essere omofobi per censurare un film delicato, drammatico e poetico come Brokeback Mountain.

Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay, vuol sapere: “Vogliamo sapere chi ha deciso di trasmettere ieri sera su Raidue I Segreti di Brokeback Mountain, con vistosi tagli da censura anni ‘50. Chi si è permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare i baci e le effusioni tra due uomini? Chiediamo al Direttore di Raidue e al Presidente della Rai di spiegare pubblicamente ciò che è avvenuto. Chiediamo alla Commissione di Vigilanza della Rai di intervenire, perché il servizio pubblico televisivo non può in alcun modo favorire l’omofobia dilagante in questo paese. Chiediamo, infine, che come gesto riparatore il film sia al più presto riprogrammato in versione integrale”. L’Aduc, l’associazione Diritti utenti e consumatori è più che mai solidale con l’Arcigay: “Una censura indegna anche se ormai non sorprendente, e che non offende solo l’arte cinematografica e chi ha a cuore i diritti civili, ma tutti quei contribuenti che continuano a pagare una tassa per tenere in vita questa indegna tv di Stato”.
L’on. Franco Grillini, presidente di Gaynet, Associazione omosessuale d’informazione, chiede che “la Rai lo rimandi in onda”. Nel ricordare l’emozione della sala grande a Venezia alla prima mondiale, Grillini s’indigna: “Ciò che emoziona in quel film sono proprio le scene di affetto che Raidue, nella messa in onda di ieri ha brutalmente tagliato, stravolgendo il senso del film. Che la televisione di Stato, cioé il servizio pubblico, censuri un film vincitore di un Festival di Stato, rappresenta già di per sé un’assurdità. Che poi si voglia trasformare un film che parla di un grande amore omosessuale in una semplice amicizia tra uomini, perché questo è il risultato dei tagli, la dice lunga sull’attuale clima culturale”. E lancia l’allarme: “Quando l’arte, la cultura, il cinema, la letteratura vengono brutalmente censurate, vuol dire che l’autoritarismo è alle porte. Crediamo che sia necessario un gesto riparatore di Raidue e che il film sia rimandato in onda in versione integrale così come lo abbiamo visto alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005″.
La censura operata ieri sera da RaiDue, televisione di Stato, sulla pellicola I segreti di Brokeback Mountain ha dell’incredibile ma nemmeno poi tanto in questo Stato di Cachi. Gli ingiustificati tagli operati sono un gravissimo affronto non solo nei confronti di tutto il mondo gay, ma anche verso tutti quei cittadini liberi che amano pensare con la loro propria testa e che non da ultimo amano amare con il loro proprio cuore. La libertà e la democrazia, se ancora hanno un qualche valore in questo Paese omofobo e filofascista, esigono che RaiDue presenti immediate pubbliche scuse per l’indecente atto censorio, in quanto costituisce gravissima offesa di chiaro stampo razzista verso tutti gli utenti.

Aggiornamento dell’ultima ora: Si legge in una nota della Rai: “Non c’è stata alcuna censura, ma una serie di casualità che ha impedito la messa in onda della versione originale di Brokeback Mountain. La Rai ha comprato i diritti del film Brokeback Mountain tramite Rai Cinema. Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale. Pertanto, quando Raidue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario. Il Direttore di Raidue ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli”.
Interviene anche Vladimir Luxuria: “Ho sentito Marano (direttore di Rai2 ndr) per chiedergli cos’era successo. Mi sembravano troppo strani questi tagli, dopo che la scorsa settimana era andato in onda senza tagli Transamerica e anche dopo la mia partecipazione all’Isola dei Famosi. Lui mi ha detto che il taglio non è dipeso assolutamente dalla rete ma che il film è arrivato a Raidue già tagliato, probabilmente da Rai Cinema. Per questo Marano ha preso l’impegno di rimandarlo in onda integrale. Anche perché far vedere un film che ha vinto il Leone d’oro a Venezia e il premio Oscar con quei tagli è come far veder la Gioconda senza testa”.
La nota di RaiDue non convince: com’è mai possibile che una rete televisiva di Stato compri un film e lo mandi in onda senza sapere con esattezza di che versione si tratta?
Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato Pdl: “E’ grottesco che la Rai in un film che ha vinto svariati premi internazionali, e che non ricadrebbe, neppure a forza, sotto la scure della porno tax del governo, censuri scene analoghe a quelle contenute nella grande parte dei film e delle fiction trasmesse dalla concessionaria pubblica in prima serata. Se la censura non è stata motivata dalla natura ‘hard’ delle scene, ma dalla natura omosessuale della relazione rappresentata, considerata pornografica di per sé, usciremmo dai confini del grottesco e entreremmo in quelli dell’accanimento discriminatorio. Tagliare un film di questo genere, per ragioni di questo genere, è molto peggio che non trasmetterlo. E’ il caso che il Presidente della Rai Petruccioli risponda a questi interrogativi e spieghi le scelte della concessionaria pubblica”.
E’ grottesco, assurdo, più che mai vergognoso che una rete televisiva di Stato mandi in onda un film “censurato” in più punti per poi scusarsi all’ultimo momento – quando il disastro e la vergogna sono oramai incancellabili – dicendo che non c’è stata alcuna censura, ma una serie di casualità che ha impedito la messa in onda della versione originale: ma che diavolo succede in Rai? Il diavolo ci ha messo lo zampino, facendo al solito le pentole ma non i coperchi: a questo punto sarebbe interessante conoscere nel dettaglio che serie di casualità avrebbe portato RaiDue a mandare in onda una pellicola tagliuzzata.
Interrogativi e non pochi. E’ possibile credere, a occhi chiusi, che RaiDue non sapesse che il film era stato brutalmente tagliato? Dobbiamo forse credere che il film sia stato mandato in onda senza che nessuno avesse preso visione dei tagli operati? E se davvero non uno in Rai ha pensato di visionare la pellicola prima di mandarla in onda, questa ipotesi ai confini della realtà non solleva di certo RaiDue dalle sue responsabilità.

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