Gigi D’Alessio cantò per la camorra
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Gigi D’Alessio cantò per la camorra
a cura di Giuseppe Iannozzi
Gigi D’Alessio racconta sulle pagine di Vanity Fair di quando tra il 1992 e il 1997 ha cantato alle feste organizzate dalla camorra. «Non sono pentito. Se a Napoli fai il cantante, e cominci a essere un po’ conosciuto, è inevitabile finire in quel giro. Poi, un conto è fare il proprio lavoro, un altro è essere colluso. Guardi che a certi banchetti ho incontrato anche colleghi come Renato Carosone o Riccardo Cocciante. Tutte le foto in cui mi si vede con qualche boss sono state scattate durante quelle feste. Che cosa potevo fare: rifiutarmi di posare con loro? Lo sa quante volte sono stato minacciato di morte? A Napoli mi fermavano ovunque, dicendomi di tutto. “Se non vieni a cantare alla festa per il matrimonio di mio figlio ti taglio la gola”, “Se non ci canti le tue cose al pranzo per il battesimo di mia nipote ti spacco la testa”. Andavo, eccome se andavo. Sono arrivato a fare 15 feste al giorno: dall’ora di pranzo all’alba».
E sarà anche vero; però si può supporre che sia una verità a metà, perché se qualcuno ha cantato per i camorristi, molti altri non l’hanno fatto ieri né mai lo faranno pur essendo nomi ben affermati e conosciuti del panorama musicale italiano, napoletano e non solo. Davvero difficile se non impossibile credere Gigi D’Alessio vittima della camorra. C’è sempre una possibilità di scelta, di essere uomo, di esserlo poco, di non esserlo per niente.
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