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Gasparri attacca Barack Obama: “Al Qaeda ora forse è più contenta”

Gasparri attacca Barack Obama:
“Al Qaeda ora forse è più contenta”

di Giuseppe Iannozzi


Il cambiamento è arrivato e a qualcuno non piace.
Maurizio Gasparri, senatore Pdl spara a zero: “Al Qaeda ora forse è più contenta”. Così il senatore festeggia l’elezione del 44mo presidente americano, Barack Obama.
Solo una gaffe?
Pur volendo, sottosforzo, considerare quella di Gasparri una battuta di cattivo gusto, questa è talmente grave che in qualsiasi paese civile avrebbe dovuto portare ad immediate scuse e dimissioni.

Gasparri, subito dopo aver appreso dell’elezione di Obama, al Gr3 ha dichiarato: “Sulla lotta al terrorismo internazionale vedremo Obama alla prova, perché questo è il vero banco di prova. Gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento, portatrice di valori minacciati dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaeda è più contenta”. Dichiarazioni da parte del presidente dei senatori che non si possono considerare semplicemente gravi e passarci sopra come nulla fosse; sono invece parole di una gravità enorme, che mettono in serio dubbio la sédicente parvenza di democrazia e di civiltà nell’Italia di oggi. E’ inaccettabile che un senatore getti gratuito discredito sul Presidente degli USA partendo da un pregiudizio tutto basato sul colore della sua pelle.
Il Pd, per voce dei senatori democratici Anna Finocchiaro, ha subito definito “gravi” ed “inaccettabili” le parole del senatore Gasparri: “Non sfugge ai più che si tratta di parole che rischiano di minare i rapporti dell’Italia con il nostro maggiore alleato e che il governo con questa affermazione si trova in una gravissima situazione. E’ necessario che Gasparri ritratti e ritiri le sue affermazioni”. Ma Gasparri non ha fatto marcia indietro e si è permesso di fare pure del sarcasmo in risposta al senatore Anna Finocchiaro: “Non credo che il presidente Finocchiaro abbia motivo di ergersi al ruolo di portavoce della presidenza degli Stati Uniti d’America che certamente non credo si senta minacciata da giudizi e dibattiti. Mi pare che il tono dell’intervento e del richiamo sia assolutamente eccessivo, sproporzionato e fuori luogo anche perché attribuisce a mie opinioni conseguenze sulla politica internazionale che non sono così presuntuoso da immaginare”.

In una Italia sempre più antidemocratica, violenta e razzista, dove a dominare è l’arroganza dittatoriale di non pochi uomini al Governo, le dichiarazioni di Gasparri sono un vero e proprio attentato alla democrazia, su cui noi tutti uomini liberi – o che tali ci reputiamo – dovremmo perlomeno riflettere e condannare con severa serietà.

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