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Democrazia e gerontocrazia, di Renzo Montagnoli

Democrazia e gerontocrazia

di Renzo Montagnoli

Il risultato elettorale americano è oggetto di articoli ovunque e quindi non intendo aggiungere qualche cosa di mio o fare previsioni. Mi limito solo a consigliare di attendere un po’ di tempo prima di esprimere giudizi su Obama, che trova una nazione piena di debiti, in crisi economica e finanziaria, e con una credibilità internazionale ridotta ormai all’osso. Il suo è un compito arduo e l’importante è che possa essere lasciato lavorare.

Quello che invece mi preme evidenziare sono tre punti fondamentali, che differenziano in modo marcato la democrazia americana da quella italiana.

1) Fermi restando i due tradizionali partiti, sono stati offerti agli elettori statunitensi due candidati nuovi, mentre da noi a ogni tornata elettorale ci sono sempre gli stessi volti, incartapecoriti da anni di militanza politica durante i quali non sono state rare migrazioni da un partito all’altro;

2) I programmi presentati, per quanto generici, erano difformi, cioè non erano copia-incolla come quelli dei nostri partiti; in entrambi i casi non è detto che queste direttive politiche poi siano rispettate, ma comunque là non c’è nessuno che ha la faccia tosta di dichiarare di aver realizzato il 100% del programma originario se poi non è vero;

3) Obama poi è un nome radicalmente nuovo, in quanto solo da 4 anni senatore ed è abbastanza giovane con i suoi 47 anni; da noi abbiamo un presidente del consiglio ormai da pensione, come del resto il suo predecessore. Mi sembra evidente che l’energia di un quarantasettenne e anche gli stimoli possono essere senza ombra di dubbio superiori.

Insomma, sebbene gli Stati Uniti sembrino in decadenza, in buona parte per merito del suo ormai ex presidente Bush - certamente non all’altezza dell’incarico, benché di recente ci sia stato uno che l’ha definito il più grande presidente della storia, quando era meglio se stava zitto -, si rileva almeno la volontà di un cambiamento, anzi di un rinnovamento che da noi è del tutto impensabile.
Viene quindi spontaneo chiedersi: negli Stati Uniti esiste una completa democrazia? Forse è pressoché impossibile raggiungere un risultato del genere, ma di una cosa sono certo, e cioè che là la democrazia è senz’altro migliore che qua.

Nel suo discorso a risultato acclarato, Obama ha ripetuto “Sì, noi possiamo”, riferendosi alla capacità di cambiare.
Noi, invece, siamo costretti a dire “ No, non possiamo”, perché un sistema oligarchico ce lo impedisce.

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    3 Commenti »

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    3 Risposte a “Democrazia e gerontocrazia, di Renzo Montagnoli”

    1. Giuseppe Iannozzi dice:

      Gli USA hanno dimostrato che “cambiare” è possibile; che è possibile voltare pagina; che è possibile il sogno americano. Ci sono voluti anni e anni di lotte, ma il 5 novembre 2008 il sogno americano si è realizzato, Barack Obama è il 44mo presidente degli USA. Obama è parte di quel sogno iniziato da Martin Luther King, e adesso toccherà a Obama e a chi lo ama veramente continuarlo.

      In Italia tutto ciò non sarebbe possibile né pensabile, perché l’Italia è ancora una gerontocrazia dove a fare la voce grossa sono sempre i soliti, dal dopoguerra, sempre e solo Cossiga, Pannella, Veltroni, Andreotti e via di questo passo. Abbiamo politici che sono così tanto vecchi che non si capisce come riescano a stare ancora in piedi; eppure ci stanno e affossano l’Italia. L’Italia dovrebbe cambiare radicalmente i suoi politici, mettere facce nuove e soprattutto uomini capaci al passo coi tempi. Sin tanto che si andrà dietro a Prodi, Bertinotti, Veltroni, Berlusconi e ad altre centinaia di politici reclutati dal Bagaglino, l’Italia non si muoverà di un solo millimetro, continuerà ad affondare. La politica da Bagaglino dell’attuale governo sta facendo così tanti danni che occorreranno decenni per riportare una parvenza di democrazia nel Paese; ma prima bisogna che l’italia, che il popolo si svegli e che decida di voltare pagina per sempre DICENDO CHIARO E FORTE NO A BERLUSCONI E A VELTRONI. Diversamente, siamo oggi nella merda e continueremo a restarci; e non è di nessuna consolazione che la merda è tanta e ce n’è per tutti.

    2. Renzo Montagnoli dice:

      Caro Beppe, il problema da noi è che ormai i politici sono una casta, fatta di parassiti che si sostengono l’un l’altro e che pertanto mai consentiranno che un nome nuovo, al di fuori del loro ambiente, possa candidarsi alle elezioni.
      L’hanno studiata bene e altrettanto bene ce l’hanno messo in quel posto.

    3. Obama: Yes He Can? No He can’t?» Blog Archive » Obama: Yes we can? No, he can’t? dice:

      [...] Fab di “The Gotham Lines”, scrive “Yes We Can”, mentre Renzo Montagnoli consiglia di aspettare prima di esprimere opinioni definitive, in attesa di vedere quali saranno le [...]

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