A Saviano lo vogliono ammazzare
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
A Saviano lo vogliono ammazzare
riflessioni di Giuseppe Iannozzi
Gomorra col tempo avrà lo stesso destino del Codice Da Vinci di Dan Brown, ma solo se il libro di Saviano sarà molto ma molto fortunato, cosa che non credo affatto. Ma non si sa mai.
Il libro di Saviano, Gomorra, come già ripetuto sino alla noia, è una minestrina riscaldata, e mi stupisce che la Camorra se la sia presa tanto. Mi stupisce sul serio. Non mi stupisce che se la siano presa invece con Saviano, perché per colpa o destino, ha finito con l’essere su tutti i mass-media e questo posso capirlo: alla Camorra dà fastidio che si parli di Saviano. Non sono dunque i contenuti di Gomorra a dar fastidio, bensì l’autore.
Il punto è che la Camorra ce l’ha con Saviano e non tanto con il libro, che sarebbe passato inosservato a tutti non fosse stato che l’ha pubblicato Mondadori. Ma vuoi che la Camorra s’incazzi con la Mondadori che è di Berlusconi? No, troppo difficile. C’è però Saviano e con lui se la prende. Ed è in tal senso che la mia solidarietà c’è verso Roberto Saviano, perché nessuno, e ripeto nessun cittadino, dovrebbe mai essere minacciato di morte.
Il solo nome Mondadori è di per sé una dichiarazione di “potere editoriale”, anche se le copie sono 5000 all’inizio. Per gli esordienti un editore quand’è in vena di esagerazioni arriva a 2000 copie. A Gomorra bastarono e avanzarono come trampolino di lancio 5000 copie sotto l’egida di Mondadori/Berlusconi.
Paolo Giordano non era uno sconosciuto, non in Mondadori; né lo era Roberto Saviano, che aveva ed ha dietro Nazione Indiana e chi ruota intorno ad essa… cioè un sacco di nomi e di giornalisti più o meno affermati e potenti. Per farla breve, è la solita vecchia storia: con certi editori pubblichi solo per conoscenze, perché c’hai l’aggancio, e mai per quella cosa caduta ahinoi in disuso che è la meritocrazia, altrimenti Wu Ming 5 e altri tipetti così non dovrebbero passare manco per il buco della serratura d’un editore.
Se mi devo ridurre come Luca Casarini, piuttosto mi taglio le vene prima, quando c’ho ancora un barlume di ragione in vita. Per non dire di Vladimir Luxuria: m’impicco con un profilattico piuttosto che sputtanarmi sull’Isola dei Famosi col pareo per nascondere il pacco, che sfigurerebbe dentro al tubo catodico della nazionale televisione di Stato. Ma non serve dire queste cose, che eppure sono sotto gl’occhi di tutti: tutti le sanno, tutti tacciono in perfetto stile mafieria, il pubblico in prima linea ovviamente. Si parla di Camorra e Mafia, si fa business con libri dedicati a questi cancheri sociali: tutti c’hanno la ricetta pronta e il miracolo pure, e però Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino sono stati fatti saltare in aria. E sapete perché? Perché loro non erano aria fritta, non erano chiacchiere per l’editoria, erano invece uomini che lottavano sul serio, da soli perché in completa solitudine sono stati lasciati per premeditata vigliaccheria giudaica. Erano uomini in prima linea loro, concreti fino all’ultimo fiato di vita che hanno avuto.
A parlare sono buono pure io, però la mia sana vigliaccheria m’impedisce di lasciare che qualcuno mi faccia saltare il culo per un bel niente, che poi mia madre non troverebbe manco un pezzettino di me da ficcare in una cazzo di bara per piangere se non altro, per avercela la sicurezza che un figlio che l’ha avuto.
Adesso Saviano è in pericolo, ma poteva evitare di fare lo spaccone. Adesso sì, è veramente in pericolo, ma per la sua spacconeria, mica per Gomorra che è un librettino che campa sul risaputo. Ma non mi fa incazzare Saviano, non più; ora sono i mass-media che mi urtano di brutto, perché a quel giovane lo stanno conducendo direttamente alla fossa esponendolo peggio di quell’uomo che si dice si chiamasse Gesù. Tra un po’ gli caricheranno la croce sulle spalle ed allora… Se la Mafia ti bolla, se la Camorra ti bolla, non sfuggi né oggi né domani: Salman Rushdie ha ragione da vendere, Saviano corre un pericolo più grande di quello che ha corso lui – e che a mio avviso ancora corre. La Camorra potrà far finta di dimenticarsi di lui per un po’, ma solo in virtù del fatto che in tanti oggi stanno gridando che “a Saviano lo vogliono ammazzare”, me compreso. Ma dopo, dopo che vita potrà mai avere Roberto? Dovrà essere un eterno fuggitivo, finché ce la farà. E tutto questo per Gomorra, per sfidare la Camorra a parole. Essa, la Camorra, non è cambiata: ne arresti cento, ne spuntano altri cento da dietro un cespuglio dove proprio non t’era passato per la testa di guardare. Quegli uomini che attentarono in maniera concreta alla Mafia, lo Stato li ha lasciati da soli, completamente. Chiediamoci perché.
Il New Italian Epic è un estremismo, un fanatismo non dissimile dalla religione: gli stessi fondatori hanno finito con l’essere vittime del loro proprio oppio per poveri nella speranza che gli porti anche danari nelle tasche, prima o poi. Più il tempo passa e più mi accorgo che il NIE è meno che ridicolo, per cui non val la pena né di ridere né d’incazzarsi. Mi spaventa però il fatto che ci abbiano cacciato dentro a ‘sto brutto affare del NIE pure Saviano. Solo questo.
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3 Commenti »
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Pubblicato il 23 10 2008 alle 7:52 am
Ti ci vedrei in politica: daresti il filo da torcere a tanti megalomani, arrivisti, mangiapane a tradimento. Pensaci, se parli come scrivi io ed altri stanchi di questo paese ti voteremmo subito. Buona giornata, condivido in pieno il tuo articolo.
Pubblicato il 23 10 2008 alle 6:28 pm
Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell’aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l’uno sull’altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d’intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina. Si facevano trattenere una percentuale sul salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese.
*Roberto Saviano, Gomorra.*
Oggi ho firmato la petizione di solidarietà.
vany
Pubblicato il 27 10 2008 alle 12:01 pm
@ ANNAMARIA
No, se mi trovassi in qualche quartiere politico finirei con l’essere rovinato. La politica fatta per professione è un canchero che uccide anche i più forti. Guarda ad esempio Bertinotti, passato dall’altra parte, uno che oggi ti dice che la guerra in Iraq era necessaria. Simili dichiarazioni me le aspetto da un leccapiedi di Berlusconi, non da un Bertinotti; però alla fine anche lui è stato corrotto dal danaro e dalla guerra. Come tutti del resto. Prima di lui D’Alema che promosse la Guerra del Golfo, Giuliano Ferrara, ecc. ecc. Persino Lindo Ferretti, ex leader dei CCCP e dei CSI, è entrato in politica e adesso abbraccia sol più Papa Ratzinger.
I mass-media tendono a fomentare l’attenzione intorno a Saviano; lui, forse preso tra due fuochi, quello della Camorra e quello dell’eroe su carta stampata, è diventato vittima del suo stesso Gomorra. Difficilmente credo che Saviano porterà a termine un secondo libro; tuttalpiù una raccolta di quegli articoli che sono apparsi in questi due anni sui giornali. Ma un romanzo no.