Appunti della Storia, di Gaspare Armato
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Appunti della Storia
di Gaspare Armato
Ideazione copertina di Maria Catalina Alvarez
Edizioni Autorinediti
www.autorinediti.it
info@autorinediti.it
Saggio storico
Pagg. 108
ISBN: 9788895300498
Prezzo: € 9,50
La passione per la storia di Gaspare Armato è inequivocabile, tanto che è il dominus di un blog dove si parla esclusivamente di questa materia, a scuola troppo spesso trascurata e comunque non considerata, erroneamente, prioritaria.
Peraltro il metodo di approccio dell’autore toscano è quanto mai ampio, non comprendendo solo i fatti salienti che si sono verificati, ma estendendo la visione alle caratteristiche di determinati periodi, con la descrizione di usi, di costumi, perfino dell’alimentazione. In questo modo il risultato è rappresentativo in misura abbastanza attendibile dei personaggi ignoti della storia, cioè della quasi totalità degli esseri umani di un’epoca, ombre sconosciute che pure hanno collaborato in modo determinante al concretizzarsi di eventi che non possono trovare spiegazione solo nell’iniziativa dei singoli, ma inquadrandoli nel contesto generale.
E’ quindi una visione a tutto campo, con particolari spesso trascurati, ma essenziali per cercare di comprendere e potersi avvicinare alla verità.
In questo senso Appunti della Storia, ultima fatica di Armato, si presenta come una sequenza di interviste impossibili, ma utili per capire contesti specifici.
Sono diversi i personaggi che interloquiscono con l’autore e anche di periodi differenti, giusto per contribuire a fornire un quadro dello sviluppo nel tempo.
Si parte da Giuseppe da Settignano, un umile muratore del XIII secolo, una di quelle ombre che prima citavo e posta in luce per parlare del costo della vita nella Firenze di quel periodo.
Il personaggio successivo è invece un professore, scomparso da poco, che viene indotto a parlare di Federico da Montefeltro, grande condottiero e duca di Urbino fino alla sua morte, avvenuta nel 1482.
Si va avanti così, e sempre piacevolmente, perché la scrittura è lieve e per nulla affaticante, passando da Carlo V a Elisabetta I d’Inghilterra, da Federico II Il Grande per arrivare all’ultimo, senz’altro il più longevo, quel Francesco Giuseppe che anche il più somaro degli scolari conosce per l’essere stato l’avversario dei Savoia nelle guerre d’indipendenza.
Su quest’ultimo intervistato mi soffermo un po’ di più, visto l’interesse storico del personaggio, in parte artefice della fine delle grandi monarchie continentali, scomparse con la prima guerra mondiale.
Si tratteggia la sua infanzia, fatta di ore e ore di studi e di pochi svaghi, una regola ferrea per chi doveva reggere l’immenso territorio imperiale, che andava dall’Austria alla Galizia.
L’ho sempre considerato l’emblema dello stato centralizzato, l’uomo che teneva in pugno terreni e popoli diversi. Eppure, in questa conversazione, il sapere della sua infanzia non da bimbo, ma già da uomo mi ha portato a considerare il personaggio come la prima vittima di un sistema anelastico, all’apparenza solido, ma pieno di contraddizioni al punto tale che lo fecero implodere.
Sono solo 108 pagine, dico solo perché avrei gradito anche altre interviste, di personaggi magari più recenti, ma non è detto che Gaspare Armato non ci riprovi, anzi gli consiglio di farlo, come a voi consiglio di leggere questo piacevole libro.
Gaspare Armato
Pistoia, Italia
babilonia61@alice.it www.babilonia61.com
Gaspare Armato vive e risiede a Pistoia.
HA PUBBLICATO
* Epistemi, poesie, Albatros Editrice, 1983
* 41 mesi di guerra, saggio storico, Mazzotta editore, 1983
* Ex novo epistemi, poesie, Lalli editore, 1983
* Piante mediterranee per giardini, saggio, Edagricole, 1986
* Giardini al mare, saggio, Edagricole, 1990
* Charlette, itinerario di un amore, poesie, Mazzotta editore, 1990, 1ª edizione
* Charlette, itinerario di un amore, poesie, Lulu.com, 2007, 2ª edizione
* Piante esotiche per climi miti , saggio, Zanfi editore, 1991
* Passeggiando per la storia, dal 1200 al 1800, Lulu.com, 2007
ALCUNI DEI PREMI LETTERARI VINTI:
* Premio Martin Luther King per la poesia, 1983
* Premio Giuseppe Ungaretti per la poesia, 1983
* Premio Cesare Pavese per la poesia, 1983
* Premio Rebecca-Francavilla M. per la saggistica, 1984
* Premio Jacopone da Todi per la poesia, 1984
* Premio International Award-Malta per la poesia, 1984
* Premio Città di Alanno per la saggistica, 1984
* Premio Città di Pomezia per la poesia, 1985
* Premio Histonium per la poesia, 1990
Intervista a Gaspare Armato, autore del saggio storico “Appunti della Storia”, uscito di recente per i tipi di Autorinediti.

Che tu sia un appassionato di storia è fuor di dubbio, tanto che sul tuo blog Babilonia61 tratti solo argomenti che si inseriscono nel filone delle ricerche. Come ti è nata questa passione?
Fin da piccolo, da quando avevo appena una decina di anni mi sono interessato di storia, iniziando con il Risorgimento, proseguendo con la Prima guerra mondiale, poi ancora la Seconda, adesso mi sono buttato in quella Moderna. Particolare è il fatto che in ognuno di loro ho trascorso anni investigando, curiosando, dettagliando, spesso perdendomi in particolari poco noti.
In “Appunti della Storia”, ultimo tuo libro, procedi a delle interviste cosiddette “impossibili”, perché relative a personaggi ormai defunti da lungo tempo. Lo scopo qual è?
Ricercare il passato come fosse ancora presente, il passato visto con gli occhi dei protagonisti, quasi come incarnarsi in loro e vivere il momento. E non è facile, giacché dietro ogni intervista c’è ricerca, c’è indagine, e più di tutto c’è curiosità, quella curiosità senza la quale uno studioso non va da nessuna parte. Tutto ciò porta a capire, a comprendere e, cosa importantissima, a non giudicare.
Ritorniamo alla storia. Com’è il tuo approccio con i fatti del passato, come consideri l’attendibilità dei testi che ne parlano?
La storia è raccolta di informazioni realizzata tramite l’analisi di documenti, corrispondenze, archivi, dichiarazioni scritte e orali. E non solo è questo, ma è altresì psicologia delle testimonianze. L’attendibilità viene dall’esame di più testi, dalla lettura di più pareri. Ma non mi fermo lì, quello è solo il punto di partenza, giacché la storia cambia, varia, la storia è un continuo mutare.
Il compito dello storico è, quindi, analizzare anche la psicologia di una notizia, in che epoca si sviluppò, in che ambiente culturale, in quale circostanza storica, in quali caratteristiche mentali, in quale paese, in quale ceto sociale. Due o tre prove, che spesso possono sembrare vere perché concordanti, si possono rivelare false, vuoi perché l’una copiata dall’altra, vuoi perché si basano su un’artificiosa notizia, vuoi perché, ed è spesso accaduto, uno degli autori semplicemente non è mai esistito e gli altri due hanno copiato un… inesistente. Ciò che oggi si crede vero, domani può essere solo mezzo vero, o falso addirittura, la ricerca è continua, pedante, scrupolosa.
Dicono che la storia insegni, ma il comportamento degli uomini sembrerebbe disattendere questo principio. Quale è la tua opinione al riguardo?
Siamo uomini in fase di formazione, abbiamo tanto da imparare, imparare prima da noi stessi, nel senso capirci e sapere cosa in realtà siamo e desideriamo, poi imparare da coloro i quali hanno raggiunto un certo equilibrio, e qui mi piace guardare al mondo classico, ai greci, ai latini, a Seneca, per esempio, dove nel suo immortale De Brevitate vitae ci di rivela la fugacità della vita.
Noto che cambi sovente editore. C’è un motivo?
La ricerca è nel mio essere, la ricerca con lo scopo di scoprire, fare conoscenze, sapere, crescere. L’editore è una continua ricerca.
In un non lontano passato hai scritto anche poesie, peraltro in tutto o in parte pubblicate, nonché hai ottenuto dei risultati di tutto rilievo in premi letterari importanti.
Come mai hai abbandonato la poesia, o comunque, se ne scrivi ancora, non provvedi alla pubblicazione?
Le poesie sono state un momento, un periodo della mia vita, diciamo fino all’età di vent’anni, forse meno. Poi mi sono immerso anima e corpo nella storia e… anche la storia è poesia, basta solo leggerla ad alta voce e si noteranno stati d’animo, espressioni linguistiche, si paleseranno sentimenti…
Programmi letterari per il futuro ce ne sono e, se sì, ci puoi anticipare qualche cosa.
Confesso che non desideravo dirlo, ma a te lo paleso con piacere. Stiamo lavorando, giacché siamo in due - un libro a quattro mani - su un saggio che riguarda proprio la storia del libro, della stampa, quasi mille anni di fatti e misfatti, un libro sostanzioso che mi toglie il sonno, ma, nello stesso tempo, mi rende felice. E di questo vivo, della felicità della ricerca.
Desideravo ringraziarti, Renzo, per l’attenzione con la quale mi segui, mi lusinghi. Davvero.
E io ringrazio te per le risposte esaurienti che hai fornito. Auguro, ovviamente, che il tuo libro incontri il favore dei lettori.
Recensione e intervista di Renzo Montagnoli.
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Leggi anche il suo blog http://armoniadelleparole.splinder.comAltri articoli che potrebbero interessarti:
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