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L’Unità minaccia il Ministro Brunetta puntandogli contro la pistola! E’ scandalo

L’Unità minaccia il Ministro Brunetta
puntandogli contro la pistola! E’ scandalo

a cura di Giuseppe Iannozzi

“La satira è sacrosanta. Bisogna evitare in materia le polemiche. Ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta pubblicata nell’inserto satirico allegato all’Unità”. Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, polemizza sull’affondo del giornale, diretto da Concita De Gregorio, al ministro per la Pubblica Amministrazione.
Sergio Staino, direttore dell’inserto satirico Emme, si scusa con i lettori e il ministro quando la frittata è già bell’e fatta: “qualche lettore può interpretarla in modo da sembrare un invito all’uso delle armi, né io, né Biani, né l’intera redazione di Emme, abbiamo alcuna difficoltà a chiedere scusa a questi lettori, Ministro Brunetta, ovviamente, compreso”.

La trovata dell’Unità, sotto il titolo “Guerre giuste” campeggia il disegno di una persona che punta una pistola. E fa intendere che “a Brunetta si potrebbe anche sparare”. Esplicito il fumetto del personaggio che punta la pistola: “C’ha ragione Brunetta, i fannulloni so’ ‘na vergogna. Me so’ fatto forza, me so’ alzato e me so’ fatto la barba. Poi ho preso il vecchio ferro che avevo quando facevo anche 14 ore consecutive da guardia giurata. E so’ venuto ar ministero a ringrazià renà”.

Brunetta non commenta. Ma il suo portavoce, Vittorio Pezzuto, ha chiesto le “immediate scuse” del quotidiano. “Prendiamo atto che questo è il nuovo corso politico dell’Unità”, afferma al Velino. “Questa non è satira e ci auguriamo che sull’Unità di martedì si possano leggere non solo le scuse ma una chiara e completa dissociazione del contenuto di quella vignetta da parte del direttore Concita De Gregorio”. Come ricorda lo stesso Pezzuto, Brunetta da 25 anni vive sotto scorta.

“Il ministro - ricorda ancora Gasparri - ha più volte dimostrato grande sintonia con la satira istituendo addirittura un concorso per premiare la migliore vignetta a lui dedicata. E tutti dobbiamo accettare anche la più graffiante presa in giro. Io stesso ho più volte elogiato chi mi imita anche in maniera molto vistosa. Ma una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco. In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise, si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate. Non so se il direttore del quotidiano l’ha vista prima che fosse pubblicata. Sono certo che accortosi dell’errore, vorrà scusarsi con il ministro Brunetta”.

Spiega Staino: “La vignetta di Biani, nelle intenzioni dell’autore e nell’interpretazione che abbiamo dato come redazione, esprimeva solo il disagio, l’indignazione e il vaneggiamento folle e non certo condivisibile, che può provocare una strabordante polemica contro supposti fannulloni, in un paese come il nostro in cui invece sta crescendo la disoccupazione. In questo specifico caso, il disagio profondo di una guardia giurata per la quale, il vecchio ferro, strumento del suo lavoro, sottolineava la sua attuale situazione di disoccupato. Questa la buona fede nostra e del disegnatore, ma se, come può sempre accadere, la ciambella non è uscita con il buco e per una qualche ragione, legata al disegno o al testo, qualche lettore può interpretarla in modo da sembrare un invito all’uso delle armi, né io, né Biani, né l’intera redazione di Emme, abbiamo alcuna difficoltà a chiedere scusa a questi lettori, Ministro Brunetta, ovviamente, compreso”.

La direzione dell’Unità si è associata alle scuse di Staino tramite una nota, sottolineando però che si tratta di satira, priva perciò di intenti che possano generare il sospetto di ambiguità. “La direzione dell’Unità, nell’associarsi alle considerazioni di Sergio Staino ivi comprese le eventuali scuse nei confronti di chi si fosse sentito offeso, fa tuttavia notare che Emme è un settimanale satirico e che, dunque, l’evidenza del contesto non può ingenerare alcun sospetto di ambiguità sugli intenti della vignetta. Contesto, quello di Emme, che, per la storia e la qualità degli autori e dei collaboratori, è lontanissimo da suggestioni violente, come d’altra parte è confermato dai riconoscimenti che negli anni gli sono stati tributati. Qualche giorno fa, il prestigioso Premio Forte dei Marmi”. La direzione dell’Unità “esprime sorpresa per le reazioni suscitate dalla vignetta negli stessi ambienti che hanno sempre giustificato e tollerato gli espliciti riferimenti all’uso delle armi fatti da un autorevole esponente della maggioranza di governo, Umberto Bossi, in contesti non satirici ma evidentemente politici. L’unica pistola vera che appare sul numero odierno dell’Unità è quella che tiene in pugno, nella foto di prima pagina, Malalai Kakar, la poliziotta di Kandahar assassinata dai talebani per il suo impegno contro l’intolleranza religiosa e il fanatismo”.

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    1 Commento »

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    Una Risposta a “L’Unità minaccia il Ministro Brunetta puntandogli contro la pistola! E’ scandalo”

    1. gianfalco dice:

      Con la riforma della giustizia sarà il governo a indicare i reati da perseguire (di sicuro escluso quello per corruzione).
      Col decreto Gasparri/Brunetta il governo ogni anno stabilirà chi può fare satira, come e quando, e contro quali avversari.

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