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New York, è crisi: sul lastrico anche lap dancer, spogliarelliste ed escort

New York, è crisi: sul lastrico
anche lap dancer, spogliarelliste ed escort

Il «Washington Post» suggerisce un’alternativa alle signorine: trasferirsi nella capitale. «Il potere è qui»


Fonte: Corriere.it

WASHINGTON – Lo «tsunami finanziario» abbattutosi su Wall Street – così lo definisce il Washington Post – non ha fatto vittime solo tra i banchieri e i loro giovani leoni. Sta mettendo sul lastrico anche spogliarelliste, ballerine, ed «escort», le ragazze-compagnia con cui, sposati o non, i big e i meno big spartivano le ricchezze. Lo svela un avvocato di Manhattan, Edward Hayes, noto viveur. Hayes ha creato due indici finanziari – e come non poteva? – per misurare l’impatto della crisi, l’Hegi e l’Hesi. L’Hegi, acronimo di «High end girlfriend index» (Indice delle accompagnatrici d’alto bordo), e l’Hesi, acronimo di «High end stripper index» (Indice delle spogliarelliste di alto bordo) danno l’allarme quando i banchieri e i loro giovani leoni spendono meno di 500 dollari a testa per le ragazze.

«È da un mese che le ragazze vedono sempre meno clienti, e che i clienti spendono sempre meno» ha riferito l’avvocato, che ne rappresenta una decina. «Se continua così, le ragazze faranno la fame». A quanto riferito dal Washington Post, la piaga delle «girls» non ha commosso la maggioranza dei newyorchesi, che pur rammaricandosi per loro sembra godere della difficoltà dei big e meno big di Wall Street. Rachelle Patchman, una consulente di relazioni pubbliche, ha dichiarato al giornale di «sentirsi vendicata» della loro ingordigia e disonestà: «Anziché alle ragazze daranno soldi agli psichiatri» ha detto con perversa soddisfazione. «Per loro, la caduta del tenore di vita sarà un trauma».

Il Washington Post ha sorvolato sui danni alla prostituzione, sempre più fiorente, che rischiava di conferire alla Grande mela l’immagine di una moderna Sodoma e Gomorra. Ma non ci sarà settore delle attività newyorchesi che si salverà dalla crisi: Wall Street è la fonte di finanziamento della città e il sindaco Michael Bloomberg ha già ordinato un taglio di un miliardo e mezzo di dollari nelle spese nei prossimi due anni. Senza volerlo, il Washington Post suggerisce un’alternativa alle spogliarelliste, ballerine, escort, ecc: trasferirsi nella capitale. «Il potere è qui» afferma, riferendosi al salvataggio delle banche da parte dello Stato, «adesso sono i politici a decidere». Resta da vedere se i politici siano tanto disinibiti e spendaccioni quanto lo sono stati i banchieri.

Ennio Caretto
28 settembre 2008

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    4 Commenti »

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    4 Risposte a “New York, è crisi: sul lastrico anche lap dancer, spogliarelliste ed escort”

    1. Saint Andres dice:

      Purtroppo sono tempi duri per tutti, ormai gli rimane solo di fare certe cose agli americani, ma purtroppo sono a pagamento :D

    2. kristalia dice:

      Proprio stamattina pensavo a questo. La crisi economica, anche in Italia, inizia a toccare un settore merceologico finora immune.
      E’ stato l’ultimo ad esserne colpito, ma ora anche per le escort, come pure le girl e in generale le meretrici, si annunciano cospicui cali di “volume d’affari”.
      Si può dire che … adesso è vera crisi? Quando gli uomini cominciano a ridurre questo tipo di “hobby”, vuol proprio dire che la crisi è tangibile.
      Scusate la forzatura, e con tutto il rispetto per le famiglie che già tiravano la cinghia… ma c’era qualcosa che strideva: in un periodo di stagnazione, com’è che le operatrici del sesso lavoravano senza flessioni economiche?

    3. Giuseppe Iannozzi dice:

      @ Saint Andres

      Vorrà dire che faranno meno. Se c’è la crisi non si può pensare neanche di andare a donnine allegre. :-D

    4. Giuseppe Iannozzi dice:

      @ Kristalia

      Con l’economia che va a puttane, chiaro che non si può più fare sesso a pagamento, anche perché mi sembra che il tariffario sia molto alto, soprattutto per una escort. Le operatrice del sesso, o puttane per dirla senza peli sulla lingua, adesso sono anche multate in virtù del nuovo emendamento legge: anche in Italia si trasgredirà di meno. Non è poi un male a ben pensarci.

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