Marco Simonelli, Palinsesti, Editrice Zona
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Marco Simonelli
Palinsesti
S. Kessler, Ridge e Brooke, Ken e Barbie, la Cueva, Holly e Benji, Wanna Marchi… Ogni stella ca[n]dente, indistintamente s-oggetto e persona, è uno schianto di meteora dello Star System (esemplare la parabola di Superman), l’ante[n]nato fondale a luci intermittenti (galassia e buco nero) che senza posa si (e ci) ri-scrive. Appunto Palinsesti, ossia ri-produzione di una “letteratura” (e annessa mitologia) biodegradabile, torchiata sulla vanitas dell’usa-e-getta patinato e destinata a perdersi nell’eco breve dello stretto tempo televisivo. E paradossalmente, consegnata al megafono metrico, quasi per contrappasso, a divenire invece memorabile. (Zapping, di Federico Scaramuccia).
L’ho letto Marco Simonelli.
E’ la poesia che da anni aspettavamo per entrare finalmente in contatto con l’aliena società che viviamo/subiamo – in maniera passiva a novanta gradi, o in piedi ma a sognare a occhi aperti, noi eterni bambocci sul campo da calcio di uno spokon manga giapponese. “Palinsesti” è la nevralgia del vivere che conosciamo solamente attraverso le reti televisive private e di Stato.“Palinsesti” è l’imperativa necessità di oggi: poesia avantpop. Poesia spericolata, che racconta il quotidiano con una energia inusuale, tracciando in ogni lirica un mondo una situazione un’esperienza di palinsesto: si passa dalla Girella al cioccolato sintetizzato alla piatta rassicurante certezza familiare di Casa Vianello. Il lettore leggendo Marco Simonelli è come se si trovasse in mano, di punto in bianco, delle polaroid solo un po’ sbiadite; o come se venisse inondato/travolto da un vagito radiofonico e da un’aurora di fosfeni impazziti alle 2 di notte con il sonno che non vuole venire. Da “canzoni di sapone” alle spericolate lodi sparate contro Cristina D’Avena, Simonelli fa il punto delle nostre esistenze con un sincero piglio à la Larry McCaffery, proiettandoci di fatto nella vita quotidiana, ahinoi, sempre più addomesticata da lobotomizzanti jingles e da ossessive pubblicità – quasi sempre eterne, senza data di scadenza, e vuoto a perdere.
Ci sono gli anni Ottanta tutti in “Palinsesti”, e non sfuggono né Marta Flavi né Marzullo, né il dissanguamento truffaldino di Wanna Marchi né l’androgina plastica di Barbie, perché, per dirla coi versi di Simonelli, “la vita è costosa” quindi “si faccia una domanda, si dia una risposta”.
Leggetelo anche voi Marco Simonelli, aprite gli occhi.
Marco Simonelli è nato nel 1979 a Firenze, dove vive. Nel 1998 ha pubblicato il racconto in versi Memorie di un casamento ferroviere del ‘66 (Florence Art, Firenze). Del 1999 sono invece Giorni Verdi (Lietocolle, Como) e Notturno per grondaia e fili della luce (Gazebo, Firenze). Dal 2000 al 2003 ha fatto parte del gruppo di poesia performativa Stanzevolute. Sue poesie, interventi e traduzioni compaiono sulle riviste L’Area di Broca, L’Apostrofo, Atelier , Testo a Fronte, Re: e nelle antologie Nodo Sottile (Firenze, Cadmo 2001 e 2002 e Milano, Crocetti, 2003). Del 2004 è il poemetto Sesto Sebastian, trittico per scampata peste (Lietocolle, Como), riscrittura in chiave omosex del martirio di San Sebastiano: dal testo è stata tratta una performance presentata a Pistoia (club Agrado, 2004), Montiglio (Primo Festival della Poesia Italiana, 2004) Firenze (Festival A+Voci, Giubbe Rosse, a cura di Massimo Mori, 2005), Roma (teatro Vascello 2005).
Palinsesti - Marco Simonelli - Con una nota di Federico Scaramuccia - ZONA 2007 - ISBN 978 88 95514 02 4 - pp. 90 - EURO 10
di Giuseppe Iannozzi
http://www.editricezona.it/palinsesti.htm
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