Raffaella Fico mette all’asta la sua verginità per un milione di euro
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Raffaella Fico mette all’asta
la sua verginità per un milione di euro
E a Roma il primo cliente è stato multato
per aver contrattato una prestazione con un trans
di Giuseppe Iannozzi
Raffaella Fico mette all’asta - ma sarebbe meglio dire che vende - la sua presunta verginità.
Dopo questo annuncio shock credo sia ovvio che la crisi c’è e che ha investito tutti i settori, compreso quello dello spettacolo. Così mentre grazie all’onorevole ministro Maria Rosaria Carfagna e alla lunga mano della provvidenza fascista del primo cittadino di Roma Gianni Alemanno, un povero meccanico di 23 anni si becca la prima multa di 200 € per aver tentato d’andare a puttane, Raffaella Fico, concorrente del Grande Fratello 8, ci mette tutti in ginocchio vendendo la sua verginità! Il povero 23enne, che era un acceso sostenitore di Alemanno, dopo esser stato multato ha dichiarato: “Questo provvedimento può essere utile ma di sicuro non lo rivoterò”. E’ dunque giusto presumere che il 23enne non acquisterà la verginità di Raffaella Fico, poiché già salassato dall’ordinanza di Alemanno. Il meccanico è stato bloccato nel pomeriggio di martedì dai vigili urbani dell’VIII Gruppo, guidato dal comandante Antonio Di Maggio, mentre contrattava una prestazione con un transessuale brasiliano in via Longoni, nell’estrema periferia est di Roma, vicino alla via Prenestin. Era di ritorno dal lavoro. “Non sapevo nulla di questa ordinanza. La mia è una trasgressione innocua. Mi sono alzato questa mattina alle 6 per andare a lavorare ed ora, stavo tornando a casa e sono passato di qua: se ci stanno queste uno ci va”.
Nel pomeriggio i diligenti vigili sono riusciti a piazzare altre multe, in tutto diciotto: ad essere colpiti trans e donnine allegre. Nell’intanto sull‘Isola dei Famosi Vladimir Luxuria, in pareo, ha deciso che per partecipare al gioco era meglio farsi rossa, ma limitatamente ai soli capelli - nonostante un evidente incipit di stempiatura; e Simona Ventura, conduttrice di questo show tanto intelligente e ben visto da tante e tante pecore nere - ma non aveva dichiarato pochi mesi fa di volersi trasferire in America? -, per non far sentire troppo sola l’amica in pareo sull’isola, pure lei si è fatta rossa, di capelli. Insomma: due rosse a confronto. C’è solo l’imbarazzo della scelta, con o senza stempiatura.
No, non si può proprio più negare l’evidenza: la crisi ha investito ogni settore. La povera Raffaella Fico è stata costretta a mettere all’asta la sua presunta verginità per sbarcare il lunario. Chiede soltanto un milione di euro. Io non voglio passare per quello che se la tira e nemmeno ci tengo a fare la parte del pitocco a tutti i costi, quindi offro 200 € sull’unghia a Raffaella Fico per il suo imene però con la clausola soddisfatto o rimborsato. Pur consapevole che i miei 200 € sono ben lontani da quanto da lei preteso, Raffaella, credimi sulla parola, di più davvero non posso tirare fuori: con tutto il cuore ti darei di più se le mie magre finanze me lo permettessero, ma le tasche mi piangono fame. Però se dovessi accettare la mia proposta sappi che anch’io sono vergine! Raffaella cara, fatti due conti, un semplice due più due, e capirai da te che da questa mia proposta hai tutto da guadagnarci, difatti contribuiresti a sverginare un bel giovane qual io sono e non ti toccherebbe perdere la tua integrità con un vecchio bavoso. Ragazza, pensaci: hai 20 anni, non è proprio il caso di darla al primo figlio di puttana pieno di soldi da far schifo ma senza anima, ben lontano dall’avere una coscienza sociale e politica.
Raffaella, hai dichiarato: “Metto all’asta la mia verginità per un milione di euro. Voglio proprio vedere se c’è qualcuno che tiri fuori questa somma per avermi”. La mia offerta, voglio sottolinearlo ancora nel qual caso fosse passata inosservata, ammonta a 200 € netti. Pensaci. Pensaci. Pensaci. Te ne prego: pensaci.
Pochi giorni fa una giovane australiana aveva deciso di mettere all’asta la propria verginità per un milione di dollari. Raffaella Fico, appena uscita dalla casa del Grande Fratello, aveva dichiarato di essere vergine. “Non so che cosa significhi fare sesso”, sostiene la Figa… cioè la Fico. “Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione. Se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino.” Raffaella: di vino rosso o bianco? No, perché è importante saperlo coi tempi che corrono: il bianco è di destra e si accomoda bene con la moltiplicazione dei pesci, il rosso è invece di sinistra e si accompagna bene alle carni siano esse magre o grasse. Per Dio, però non mi dire che preferisci il rosé, perché il fondamentalismo dei cattolici io proprio non riesco a buttarlo giù, manco se mi turo il naso e mi acceco nel nome di nostro Signore Gesù Cristo.
Anche l’editoria si adegua alla crisi e così tira fuori, di punto in bianco, una cosa che non sta né in cielo né in Terra: il New Italian Epic. Che è già stato definito, da più d’un valente critico, una cagata pazzesca. Tuttavia i Wu Ming non demordono e continuano a berciare, al pari di neri corvi appollaiati su secchi rami di morti alberi, che il NIE esiste ed è la letteratura di cui l’editoria (o l’Italia) ha bisogno. Con la crisi che oggi investe il mercato - quello editoriale compreso -, i Wu Ming rischiano di finire sulla strada causa mancata vendita dei loro epici libri, quindi si danno da fare come possono. In fondo in fondo uno può anche capire che hanno bisogno di vendere, di tentare almeno di arrivare a vendere un milione di copie. E poi, pensiamoci bene: meglio che continuino con le loro sparate immani, piuttosto che rischiare di trovarceli tutt’e cinque sulla prossima Isola dei Famosi a decantare insieme alla Simona Ventura nazionale le presunte virtù dell’epica italiana.
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2 Commenti »
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Pubblicato il 20 09 2008 alle 2:47 pm
Stento a credere che lei abbia pronunciato certe parole, e io che pensavo che fosse rimasta casta perché aveva dei valori, invece era solo una questione di soldi.
Pubblicato il 23 09 2008 alle 9:37 am
La castità vale un po’ di soldi, così la pensa lei. Ma sinceramente anche se la vendesse per un euro non ci starei: è una fra le tantissime, né più né meno. Non vedo perché dovrei sprecare un euro quando posso ottenere la stessa cosa in un normale rapporto di coppia.