Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate
Aveva solo 19 anni, aveva rubato un pacchetto di biscotti
a cura di Giuseppe Iannozzi

E’ morto nel primo pomeriggio, all’ospedale Fatebenfratelli, Abdul Salam Guibre, 19 anni, ragazzo di colore, originario del Burkina Faso e con cittadinanza italiana, aggredito a colpi di spranga a Milano da due uomini in via Zuretti, non distante dalla stazione Centrale.
Spiegano gli agenti della Squadra Mobile che il giovane sarebbe stato aggredito in seguito a una lite dopo che, con due suoi amici, avrebbe rubato dei biscotti dal furgone bar. I due proprietari, padre e figlio sono gli assassini. Gli aggressori hanno preso a colpi di spranga Abdul fino a lasciarlo esanime a terra, gridando anche a squarciagola ingiurie di chiara matrice razzista, “ladro, negro di merda, ecc. ecc.”.
La Questura di Milano in un comunicato rende noto che gli assassini sono stati fermati con l’accusa di omicidio volontario: sono Fausto Cristofoli, 51 anni e suo figlio Daniele Cristofoli, 31 anni, entrambi di Milano. La vittima, Abdul Salam Guibre, con due amici, tra cui uno del Ruanda con permesso di soggiorno scaduto, tutti di colore, ricostruiscono gli investigatori, hanno trascorso la notte scorsa girovagando in alcuni bar di Milano.
“Abba era un ragazzo sempre gentile - ha riferito in lacrime l’amico Francesco -, un ragazzo vero, generoso, pronto sempre ad aiutare le persone che lo circondavano. Eravamo molto amici e una cosa del genere mi fa temere per la mia incolumità. Milano è una città violenta”. Un altro amico di Abdul, Prince, era con lui stanotte al “Tini”, noto locale in zona Porta Romana. “Ci siamo lasciati alle 4,30 lui era diretto al Leoncavallo per continuare la serata. Non ci credo ancora - ha detto Prince - che non c’è più. Sono andato a dormire tranquillo e mi sono risvegliato con un caro amico morto. E’ incredibile che Abba sia morto per un episodio così spregevole di razzismo. Lui ha sempre odiato ogni tipo di discriminazione ed evitava sempre discussioni con persone che definiva incivili”.
Abdul guadagnava qualche soldo compiendo qua e là lavoretti saltuari.
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6 Commenti »
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Pubblicato il 17 09 2008 alle 7:08 pm
Certo che se lui ed i suoi amici non avessero derubato i baristi … sarebbero ancora vivi !!
Pubblicato il 17 09 2008 alle 7:59 pm
Leone, chi sei?
I due assassini razzisti Fausto Cristofoli, 51 anni e suo figlio Daniele Cristofoli spero passino il resto dei loro giorni in galera. E questo è quanto.
Se fosse stato uno sporco bianco padano non l’avrebbero preso a sprangate: NON SI AMMAZZA NESSUNO PER UN PACCHETTO DI BISCOTTI. Se tu non l’hai capito, allora fatti un giro, ma lontano da questo blog.
Pubblicato il 18 09 2008 alle 2:08 pm
Caro Giuseppe, Ti ringrazio del Tuo commento “minaccioso” nei Miei confronti. Stai dimostrando ai Tuoi pochi lettori che oltre ad essere un RAZZISTA sei anche un FASCISTA. Non sei disposto neppure ad ammettere che Abdul in compagnia dei suoi compagni di merende (rubate) ha rapinati, aggredito e minacciato i poveri baristi che SPERIAMO siano rilasciati con tante scuse. Io personalmente li assolverei con formula piena, a prescindere dal colore della pelle … al contrario di Te che condanni solo per il colore della pelle !! L’onestà non ha colore. Infine i complici di Abdul non si sà se sono stati arrestati ….. forse non per paura dei disordini che i soliti 4 scalmanati dei centri sociali possono fare ……..
Pubblicato il 18 09 2008 alle 8:05 pm
Leone, i tuoi commenti vengono immediatamente oscurati per incitamento all’odio razziale.
Pubblicato il 18 09 2008 alle 8:20 pm
La tua non è una opinione.
Il tuo è incitamento all’odio.
Se su altri blog ti lasciano passare con il tuo odio a me non interessa, se non per evidenziare che la deriva sociale è malata ab imis. Ma da me, sui blog da me gestiti, tu con il tuo odio non vieni accettato.
Alla prossima calunnia, prima ti metto in black list.
Addio
Pubblicato il 18 09 2008 alle 8:22 pm
Sei finito meritatamente in black list.
Su questo blog non potrai più commentare.
Ti invito a farti da parte, prima che prenda provvedimenti più seri.