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Maschere, di Cristina Bove

MASCHERE

di Cristina Bove

Cristina BoveLei aveva fatto davvero il possibile e lui, il burattinaio, era il solo a saperlo.
Stavolta lo aveva pregato di costruirle due maschere ancora migliori delle ultime, una che fosse bellissima e l’altra orrenda.
Lui non chiedeva mai a che cosa le servissero, conosceva la risposta.
Bene, per quella bella non occorre altro che fare ancora il calco al tuo viso, per l’altra dovrò studiarmi qualcosa.
Mi raccomando, disse lei mentre usciva, mandandogli un bacio sulla punta delle dita.
Eccole pronte, vuoi provarle?
Certamente!
La prima, come al solito, non modificava per nulla le sue sembianze, era semplicemente se stessa, perfino gli occhi verdi, contornati dal silicone della maschera assolutamente invisibile, avevano ovviamente la sua dolce espressione.
L’altra la lasciò senza fiato: era ancora lei, ma terribilmente invecchiata, le rughe fittissime e profonde a far da sfondo a un’espressione sofferta , un colore malato…e anche gli occhi che pure rimanevano i suoi, nell’indossarla avevano assunto un’aria di tristezza infinita.
Stavolta lui aveva davvero superato se stesso.
Adesso voglio due vesti, una bellissima che si intoni ai miei capelli e ai miei occhi e una da moribonda, livida, che lasci immaginare piaghe e cicatrici.
Anche quello fu fatto.
Il burattinaio l’amava, e lui solo conosceva il suo segreto, lui solo sapeva il suo vizio nascosto, e lo assecondava per l’immenso amore che lo legava a lei da tempi remoti.
A lei piaceva irretire gli uomini, soprattutto quelli dotati di spirito e intelligenza.
Nel passato però aveva dovuto difendersene perché, inevitabilmente, quello di turno si innamorava di lei, non solo, qualcuno era arrivato anche sul punto di farle la posta dopo essersi procurato chissà come il suo indirizzo.

Ma il suo amore non poteva essere condiviso, il suo amore era soltanto per colui che l’amava davvero.
Le piaceva ammaliare con la sua tecnica innocente, si presentava come una donna indifesa e metteva in mostra il suo spirito e la sua intelligenza. Riusciva sempre nel suo scopo, e ora più che mai da quando la rete aveva reso possibile gli approcci in incognita.
Quando si arrivava al desiderio di contattarsi fisicamente, concedeva l’appuntamento e poi metteva in atto la sua strategia.
Anche stavolta si è presentata con la maschera bellissima, se stessa in tutto e per tutto, il corpo snello nella magnifica veste creata apposta per lei.
Soliti preliminari, in camera champagne in ghiaccio, fiori e luci soffuse.
Lui che si spoglia per primo, lei che indugia… Lui che la prega.
Lei che lo accarezza e lo eccita con movenze sinuose e avvolgenti.
Quando lui è fuori di testa dal desiderio lei gli si avvicina come per baciarlo e… si toglie la maschera.
L’orribile volto sortisce il suo effetto, lui è paralizzato, incapace di articolare parola.
Poi, fulmineamente, lei si libera del vestito, e quella specie di sudario che appare fa il resto sull’uomo esterrefatto.
A questo punto lei fila via sfilandosi, uscendo, ulteriori maschera e vestito.
Com’è andata, tesoro?
Benissimo, cheri, questa volta il tizio quasi ci rimaneva secco.
Eh sì. Le mie maschere funzionano sempre!
Alla grande.
Vieni qui, amore, ho voglia di abbracciarti e di amarti fino a non poterne più… e così dicendo si toglie quella buffa maschera da burattinaio.

Su questo lit-blog leggi anche l’intervista a Cristina Bove autrice della silloge “Fiori e fulmini” edita da Il Foglio Letterario

a cura di Giuseppe Iannozzi

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    3 Commenti »

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    3 Risposte a “Maschere, di Cristina Bove”

    1. cristina bove dice:

      grazie di tutto , Beppe.
      cri

    2. vanessa dice:

      Complimenti un molto bello ed racconto intrigante.

    3. cristina bove dice:

      grazie, vany.

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