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Paolo Giordano, Premio Strega 2008: come al Festival di Sanremo

Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Premio Strega 2008

E’ oramai confermato che il Premio Strega
è diventato ben peggiore del Festival di Sanremo.

Poche righe, come un epitaffio: l’edizione 2008 del Premio Strega è stata consegnata nelle mani di Paolo Giordano. “La solitudine dei numeri primi” insieme a “Come Dio comanda” di Ammaniti - che vinse la precedente edizione, anch’esso autore della scuderia Mondadori - sono il segno indelebile d’una decadenza culturale e letteraria pressoché totale. In Italia, oramai, si premiamo sol più thrilleristi dell’ultima ora e romanzetti rosa spacciati per profonda indagine sociale ma zoppa, o per meglio dire handicappata in pieno. Mazzantini, Veronesi, Ammaniti, Giordano: se la letteratura è davvero sotto i loro piedi, allora meglio lasciarsi lobotomizzare dal tubo catodico.

Paolo Giordano lascerebbe indietro gli altri finalisti: al secondo posto Ermanno Rea con “Napoli ferrovia”, 118 voti; al terzo posto Cristina Comencini con “L’illusione del bene”, 43 voti; al quarto Diego De Silva con “Non avevo capito niente”, 22 voti; quinta e ultima Lidia Ravera con “Le seduzioni dell’inverno”, 20 voti. Il seggio, ovviamente, presieduto da Niccolò Ammaniti, ha registrato un’unica scheda bianca, forse dell’unico giurato con un po’ di sale in zucca e rispetto per sé stesso e per le Patrie Lettere.Il Premio Strega oramai è diventato ben peggiore del tanto chiacchierato Festival di Sanremo - dove da anni i cantautori seri non si fanno più vedere né sentire: i grandi scrittori lo snobbano lo Strega e non ci tengono proprio a partecipare. C’è forse nell’aria la netta consapevolezza che il premio è diventato una vetrina commerciale che la meritocrazia non sa più da che parte stia, per cui non serve né criticarlo né occuparsene troppo a fondo.

E’ il caso di dire che lo Strega si è scavato la fossa da sé? Parrebbe proprio di sì.

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    2 Commenti »

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    2 Risposte a “Paolo Giordano, Premio Strega 2008: come al Festival di Sanremo”

    1. Annamaria dice:

      La meritocrazia è divenuta un miraggio, un sogno. Non posso esprimere giudizi sul giovane vincitore, che peraltro ha conseguito una laurea di tutto rispetto, non che la laurea doni il talento letterario, comunque quando avrò letto il libro saprò… Per quanto riguarda il “Premio Strega” e altri…, mi piacerebbe sapere se vengono sempre considerate le case editrici altisonanti e se la giuria è sempre la stessa ad ogni edizione? Il miglior premio è la considerazione del lettore, il suo sguardo carico di approvazione: è quello che da la molla a proseguire il cammino difficile della scrittura, poi dopo aver seminato se attribuiscono anche un encomio meritato che ben venga, ma deve essere il lettore a giudicare e non gli stessi autorevoli esperti. Anche per i cantanti è così, chi vince molto spesso finisce nell’ombra e coloro che sono stati scartati salgono ai primi posti nelle vendite. E’ successo anche ad “X Factor”, il gruppo vocale vincente non si sente in radio, mentre Giusy con la sua voce particolare, rauca e profonda ha sfondato con le vendite di dischi: questo significa vincere, essere amati e considerati dal pubblico, loro sono il miglior giudice.

    2. Giuseppe Iannozzi dice:

      Indubbiamente, oggi come oggi, la meritocrazia non è tra gli ideali dell’Italia - paese dei cachi -, in ogni ambito, sia esso letterario, sia esso politico-sociale.
      L’autore ha una laurea, al pari di tantissimi altri giovani torinesi, che però non sono stati così fortunati come Giordano. Giordano ha comunque frequentato corsi di scrittura alla Holden di Alessandro Baricco. Non insinuo assolutamente niente: evidenzio solo che ha frequentato detti corsi. Il libro è piatto e per stile e per contenuti: si lascia leggere, fila liscio, è una scrittura senza pretese stilistiche - una scrittura all’osso, tipica delle scuole di scrittura che ti insegnano a scrivere secondo dei cliché -, la storia è piuttosto dozzinale. Non fosse stato pubblicato da Mondadori, non ci fosse stato il battage pazzesco da parte dell’editore, non fosse stato che si voleva che proprio Giordano vincesse, ecc. ecc. il libro sarebbe passato inosservato o detto addirittura bruttino.

      L’Editore è il Premio Strega: mi spiego. Se non sei portato avanti dall’Editore - quindi parliamo di grandi editori, i soliti due, Mondadori, gruppo Rizzoli -, se sei pubblicato da Tizio, ad esempio, non hai un solo straccio di possibilità, nonostante il tuo sia un capolavoro. Vince l’Editore più grosso, che in quel momento ha le mani più in pasta degli altri. Mondadori significa anche Einaudi, così come gruppo Rizzoli significa Rizzoli, Bompiani, Sonzogno, Sansoni, ecc. ecc. ecc.

      Non ho seguito X-Factor: non conosco Giusy, mai sentita. Io sono ancora radicato alla bella grande musica cantautorale, tipo Pino Daniele. Vedrò di scoprire chi è questa Giusy, ma se non canta almeno come Giorgia o Elisa, non so mica. Per me la voce perfetta femminile è quella della Tigre di Cremona, Mina, quindi tutto detto. :-)

      Baci

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