Pedofilia on line, scoperta nuova rete, tre persone arrestate, 80 indagati
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Operazione del Nucleo Investigativo Telematico
decine di perquisizioni in varie città italiane
Pedofilia on line, scoperta nuova rete
tre persone arrestate, 80 indagati
di CARLO CIAVONI
fonte: Repubblica.it
DILAGA il fenomeno della pedopornografia online in Italia, anche se non demorde l’opera di monitoraggio di Telefono Arcobaleno, l’associazione che dal ‘96 si batte per la tutela dei diritti inviolabili dell’infanzia. Da stamattina sono sotto inchiesta ottanta persone (sette delle quali recidive), mentre altre tre sono state arrestate al termine di settanta perquisizioni effettuate in diverse città italiane. L’operazione è stata condotta dal NIT (Nucleo Investigativo Telematico), un gruppo formato da carabinieri, poliziotti e finanzieri che da anni lavora a stretto contatto con un pool di quattro magistrati della Procura di Siracusa, specializzati in reati del genere, i quali a loro volta si avvalgono, anche in quest’ultimo caso, delle segnalazioni di Telefono Arcobaleno.
Ai tre arrestati vengono contestate la detenzione e la divulgazione di materiale pedopornografico “in associazione per delinquere”. Un reato, questo, che aggrava la loro posizione, in quanto presunti responsabili della costruzione di una rete telematica autonoma, con la quale riuscivano a scambiarsi foto e filmati con scene di sesso tra adulti e bambini scavalcando i comuni server presso i quali sono ospitati i diversi siti.
Il primo è stato ammanettato a Siracusa: si chiama R. M. ha 51 anni ed è allenatore in quella città di due squadre giovanili di pallavolo femminile. Il secondo è stato rinchiuso nel carcere a Livorno: N. G.- 61 anni - in quella città fa il magazziniere presso la ditta di un grossista di materiale elettrico, dal computer del quale avrebbe scaricato diversi filmati pedopornografici. Il terzo arrestato, D. M. è un uomo di 35 anni di Legnano, che fa il muratore.
L’operazione di stamane, coordinata dal comandante del NIT - il maresciallo dei carabinieri Domenico Di Somma - non è che il seguito dell’indagine che ha avuto il suo culmine il 12 febbraio scorso, quando dopo 110 perquisizioni fu arrestato un professore universitario, appena sbarcato da un aereo proveniente Bangkok, trovato in possesso di circa 2000 tra cd e dvd con immagini e filmati che lo ritraevano in scene di sesso con bambini thailandesi. L’inchiesta è così proseguita fino a scoprire una rete “peer to peer” , concetto traducibile, grosso modo, in “da me a te”: in definitiva, una rete di computer che non rispetta l’architettura classica del “client-server” o server fissi, ma un numero di nodi equivalenti (”peer”, appunto) che fungono sia da “client” che da server, verso altri nodi della rete.
Gli uomini del NIT, che operano attraverso sistemi telematici che non prevedono l’uso di agenti provocatori capaci di insinuarsi nella rete fingendosi interessati allo scambio di materiale, hanno anche scoperto che esisteva un meccanismo d’incentivazione, per cui tanto più si scaricavano file pedopornografici da divulgare, tanti più crediti si acquisivano per accedere più velocemente ai siti dove attingere materiale.
Le persone arrestate con le accuse contestate dalla Procura di Siracusa rischiano da uno a cinque anni di detenzione e multe da 2.500 a 51.000 euro. Pene che aumentano notevolmente nei casi in cui gli accusati sono impegnati in attività a diretto contatto con bambini o adolescenti, come insegnanti, educatori, allenatori.
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