Tokyo blocca import mozzarella: “Temuta contaminazione diossina”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Secondo il consorzio dei produttori anche il Giappone, dopo la Corea, sospende gli acquisti Il ministro per le Politiche agricole frena: “Allarme eccessivo”. I veterinari: “Nessun pericolo”
Tokyo blocca import mozzarella
“Temuta contaminazione diossina”
NAPOLI – Anche il governo giapponese, dopo quello coreano, avrebbe deciso di non sdoganare le mozzarelle giunte a Tokyo dall’Italia. Lo sostiene il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Secondo il Consorzio, le catene nipponiche di grande distribuzione avrebbero già iniziato a ritirare le mozzarelle dagli scaffali. Anche Tokyo, come Seul, teme che il latte delle mozzarelle sia contaminato dalla diossina sviluppata durante i roghi dell’immondizia abbandonata per le strade della Campania.
“Siamo sbigottiti – dice il presidente del Consorzio Franco Consalvo – perché i controlli ci sono e garantiscono il consumo sicuro della mozzarella di bufala. Il segnale proveniente dal Giappone è tanto più preoccupante perché non ancorato ad alcun riscontro di laboratorio”.
Il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro definisce “eccessiva” la posizione dei Paesi importatori e invita “a non generalizzare e a non creare pericolosi allarmismi, anche perché le indagini in corso in Campania dimostrano che i controlli ci sono, funzionano e garantiscono il consumo sicuro della mozzarella di bufala italiana”.
L’indagine dei carabinieri del Nas e del Noe coinvolge tuttora più di 200 aziende, allevamenti e caseifici. Dal ministero della Salute, il professore Donato Greco, uno dei funzionari della task-force sulla crisi rifiuti guidata dal prefetto De Gennaro, smentisce “qualunque legame tra la crisi rifiuti e la contaminazione da diossina”.
Il responsabile del servizio veterinario della Campania, Paolo Sarnelli, rassicura: “Su 80 esami sul latte di bufala tuttora in corso nei laboratori italiani, solo 2 sono conclusi e segnalano uno sforamento minimo di diossina: 4 picogrammi (un picogrammo è un miliardesimo di milligrammo, ndr) sul limite consentito di 3. E, tuttavia, tale esito non può essere in un nessun caso considerato rappresentativo dell’accertamento globale”.
fonte: Repubblica.it
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