Joseph Ratzinger, resta in Vaticano! La Sapienza non ha bisogno di un Papa come te
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Che il pastore tedesco Joseph Ratzinger
rimanga tra le pareti del Vaticano
Non c’è davvero bisogno della sua presenza
all’Università La Sapienza di Roma
Che la Chiesa voglia controllare ogni accadimento umano sociale politico, artistico e scientifico, è oramai, ahinoi, un dato di fatto accertato: non c’è giorno che passi che la Chiesa non cacci il suo naso lungo e pretesco in campi che non gli competono.
Benedetto XVI, il peggior pastore tedesco sicuramente degli ultimi cinquanta anni, da quando si è insediato in Vaticano sta muovendo una guerra di stampo fondamentalista contro la “libertà di pensiero”. Lo scopo ultimo è quello di gettare l’Italia, e non solo, in un nuovo oscurantismo.
Le campagne inquisitorie e censorie da parte della Chiesa sono già in atto da una lunga pezza, e oggi sono apertamente portate avanti senza alcuna vergogna dal Vaticano e da tutta la sua schiera di censori che berciano contro libri, scienza, diritti civili. Così, ad esempio, un romanzo fantasy di Bill Pullman come “The Golden Compass” diventa un libro da mettere all’Indice, il dolore viene invece esaltato, mentre le donne vengono messe al rogo se solo osano dire che l’aborto è un diritto dell’umanità civile, e la scienza viene bollata come nemico dell’uomo e del benessere della comunità. Il “libero pensiero” viene divelto con la forza del ricatto da un clero sempre più nero e oscurantista, che noi tutti dovremmo avere in orrore.
“La comunità universitaria attende con interesse l’incontro con Benedetto XVI, tuttavia non manca qualche contestazione e iniziative di tono censorio.” A tuonare è Radio Vaticana, scandalizzata dal fatto che non tutti gradiscono l’intromissione del pastore tedesco, Benedetto XVI, in un ambiente scientifico qual è l’Università La Sapienza di Roma. Radio Vaticana schernisce la richiesta degli scienziati di annullare la visita, e ricorda che l’Università La Sapienza “è stata fondata da Bonifacio VIII nel 1303″. Intervistato da Radio Vaticana, il genetista Bruno Dalla Piccola, docente di genetica medica proprio alla Sapienza, giudica la lettera anti-Ratzinger “un’uscita vergognosa che sicuramente non fa onore a un’università grande, importante come la Sapienza.” Dalla Piccola ricorda che la sua università “alcuni anni fa ha ospitato dei Raeliani che volevano fare la clonazione dell’uomo” e “in altri tempi è stata aperta a politici di ogni tipo o addirittura a degli attori. [...] Non si vergognano coloro che hanno firmato di voler impedire di parlare a una persona che gode di rispetto a livello mondiale?” E Dalla Piccola rincara la dose: “Qualcuno ha paura di sentire quello che il Papa vuole dire e contro di lui c’è una pregiudiziale.”
E il rettore Guarini, destinatario della lettera dei 67 scienziati: “Benedetto XVI sarà accolto come messaggero di pace e di giustizia e uomo di pensiero. Allo stesso modo, la nostra università ha più volte accolto rappresentanti di altre confessioni religiose e li ha riconosciuti come interlocutori in un franco dialogo sulla convergenza di alcuni valori umani e civili. Rispetto le opinioni di tutti coloro che le esprimono con correttezza. Voglio tuttavia sottolineare che tali prese di posizione in dissenso rispetto agli eventi previsti per la giornata del 17 gennaio prescindono completamente dal fatto che l’inaugurazione e la visita del Papa saranno due momenti separati (e il programma non è cambiato in corso d’opera) e soprattutto non considerano il contesto nel quale si colloca la presenza di Benedetto XVI all’Università. La cerimonia di inaugurazione quest’anno è dedicata all’impegno contro la pena di morte. Intendiamo infatti proporre un appello alla comunità scientifica internazionale a sostegno della moratoria e per la progressiva abolizione della pena capitale dagli ordinamenti nazionali in tutto il mondo. Benedetto XVI ha scelto di offrire in questa occasione una propria riflessione alla comunità universitaria. In ogni caso il Pontefice giungerà dopo la conclusione della cerimonia di inaugurazione, che si svolgerà invece secondo la tradizione, con una lectio magistralis del nostro collega Mario Caravale, con l’intervento di uno studente e di un rappresentante del personale tecnico-amministrativo e con un contributo del Sindaco Veltroni e del Ministro Mussi.” E conclude: “Da laico, sono assolutamente consapevole che la nostra comunità universitaria è formata di credenti e di non credenti e lo affermerò anche in occasione della giornata del 17 gennaio.”
Oltre 60 firmatari della lettera inviata al rettore, tra cui il fisico Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, chiedono che la visita sia annullata.
Hanno sottoscritto la lettera anche i fisici Carlo Maiani, Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli. “Non abbiamo voluto le firme dei colleghi che hanno incarichi direttivi, ma le adesioni sono arrivate numerose e superano di dieci volte il numero dei firmatari. La lettera era un documento interno, poi finito nelle mani della stampa”, spiega Frova.
Ma perché è giusto che Ratzinger non intervenga alla Sapienza? Nella lettera viene evidenziato quanto segue: “Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarla a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto. Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato.”
Sinceramente la visita del pastore tedesco alla Sapienza è incongrua e inaccettabile.
Joseph Ratzinger non ha ricevuto il Dalai Lama, in veste di cardinale ha recentemente condannato Galileo per l’ennesima volta, e il Vaticano tutto continua a mettere all’Indice libri e idee, continua diabolicamente a considerare pericolosi nemici uomini di grandissimo intelletto come Galileo Galilei e Giordano Bruno da Nola…
Il pastore tedesco non ha proprio niente da dire né da portare alla Sapienza: che ci faccia il santo piacere di restarsene fra le sue quattro mura, in Vaticano, insieme ai suoi neri preti fondamentalisti, nello spirito ricchi solo di tanti e tanti pregiudizi.
di Giuseppe Iannozzi
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3 Commenti »
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Pubblicato il 15 01 2008 alle 6:40 pm
Non trovi che in questa foto il papa sia carino???
Pubblicato il 15 01 2008 alle 7:33 pm
A me pare che sia decisamente indiavolato.
Pubblicato il 22 10 2008 alle 6:11 am
This is great info to know.