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Francesca Zenobi “Pocahontas” indagata per tentata estorsione

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Francesca Zenobi “Pocahontas” indagata
per tentata estorsione

Avrebbe chiesto centomila euro
o un contratto tv per modificare
l’originaria versione sul festino a luci rosse

Francesca Zenobi è indagata dalla procura di Roma per il reato di tentata estorsione assieme all’avvocato Emanuele Antonaci, suo ex difensore. Il procedimento è coordinato dal pm Pietro Pollidori.

Centomila euro in contanti o un contratto di un anno con Rai o Mediaset del valore di 90 mila euro per ritrattare le accuse. Sarebbero queste le richieste avanzate da Francesca Zenobi e dal suo avvocato a uno dei legali del deputato Cosimo Mele - ex Udc - che il 27 luglio scorso partecipò con la donna, poi sentitasi male, e una sua amica, a un festino a luci rosse in una suite dell’Hotel Flora di Roma.

Lo scrive il Nuovo quotidiano di Puglia. L’avvocato del parlamentare ha presentato denuncia nella Stazione carabinieri in via Cassia, a Roma, corredandola con un paio di microcassette con la registrazione delle conversazioni. L’ipotesi di reato è quella di concorso in tentativo di estorsione. Perquisizioni - riporta ancora il giornale - sono state compiute dai militari domenica scorsa nell’abitazione della Zenobi nonché nello studio e nella residenza romana del suo legale. Tracce di cocaina furono trovate su un comodino, su una card della stanza d’albergo e su una scheda di ricarica telefonica di Mele, indagato per cessione di droga e omissione di soccorso.

In ogni modo soltanto quando Francesca Zenobi ed Emanuele Antonaci avranno fornito la loro versione dei fatti si potrà stabilire se sussistono altre ipotesi di reato. Nel frattempo Francesca Zenobi ha cambiato i suoi difensori: oggi l’assiste l’avvocato Roberto Ruggiero, che non esclude che possa essere stata messa in atto una manovra per contrastare i fatti già emersi dall’indagine e che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Mele per omissione di soccorso e di cessione di sostanze stupefacenti. Ruggiero spiega: “Non escludo che nella sua ansia di imporre la verità, il deputato Mele avrebbe presentato una querela per violenza carnale da parte della Zenobi. Non è escluso ora che una volta esaminati i fatti i due fascicoli esistenti sulla vicenda processuale possano essere riuniti per esaminare il complessivo quadro dei fatti”.

di Giuseppe Iannozzi

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