Remo Bassini, “La donna che parlava con i morti”, Ed. Newton & Compton
Pubblicato da Tittyna
Remo Bassini “La donna che parlava con i morti”
Ed. Newton & Compton – Collana Nuova narrativa – 2007
È una storia d’amore, l’ultimo romanzo di Remo Bassini. Una tormentata, incompiuta, struggente e rabbiosa storia d’amore. Potrebbe bastare questo, forse, per dire tutto delll’ultimo romanzo di Remo Bassini. Ma sarebbe poco, forse addirirttura niente, ad essere sinceri. Perchè “La donna che parlava con i morti” è anche una storia di dolore, che attraversa senza pietà quasi tutti i personaggi. È una storia di misteri, di segreti, di morti e di scomparse. È una storia di indagini all’italiana, tra le pieghe della provincia silenziosa e la città, con i suoi giochi di potere. È la storia di grandi donne come Anna Antichi, la protagonista. Ma è anche la storia di Cecilia, di Viviana, di Antonella. Personaggi vivi, completi, donne che potrebbero uscire da qualunque portone, lungo la via di casa.
È anche la storia di grandi uomini, laddove grande non sta per perfetto. Come Fabrizio, ispettore di polizia ed amore inseguito e sfiorato da Anna. Di Leone Antichi, il padre di Anna. È anche la storia di Attilio Gestacci, maresciallo dei carabinieri, e di Antonio, delinquente pentito.
È curioso, a volte impressionante, il modo in cui Remo Bassini riesce a far attraversare questa vicenda a personaggi che, per tutto il romanzo, non sono altro che morti. Morti più presenti, nella vita dei protagonisti, di tanti altri presunti vivi.
C’è tanto, in questo romanzo, ma mai troppo. C’è la crudeltà antica della provincia bigotta, c’è la superficialità e l’incapacità di alcuni giudici, poliziotti, giornalisti. C’è la colpa, l’espiazione, il dolore che schiaccia gli uomini fino alla follia, alla distruzione. Alla disperazione. C’è l’amore irrisolto di Anna, c’è il rimorso di Fabrizio, l’amicizia di Viviana e il tradimento. C’è una storia che, non appena cominciata, devi assolutamente seguire fino alla fine, perchè non ti molla più. Ci sono le pagine che volano via una dietro l’altra mentre accompagni Anna nel suo percorso altalenante, tra scatti d’ira e profonda disperazione, tra speranze quasi sempre disattese e momenti d’intensa felicità. C’è il presente, ma anche un passato ancora più presente.
“La donna che parlava con i morti” è una storia che chiede solo di essere letta, non promette e non pretende. Illustra, mostra, coinvolge, emoziona e commuove. Ti fa pensare ma non t’impone strade o soluzioni da seguire. È una storia che non chiede pazienza perchè ci sei subito dentro. È una storia di persone che restano tali, anche tra le pagine di un libro e che mai, nemmeno per un attimo, puoi scambiare per “personaggi”.
Perchè vivono la stessa vita che viviamo noi, gli stessi luoghi, gli stessi sogni, gli stessi possibili dolori nascosti dietro un angolo della vita.
Ed alla fine, proprio come le persone che incontri nella vita, ognuno di loro ti lascia dentro qualcosa. Una frase, una traccia, un’esperienza comune, un sentimento profondo, uno sguardo diverso sul piccolo mondo di ognuno di noi. E poi ci sono Genova, la Liguria e il mare.
C’è solo un problema, quando si tratta di Remo Bassini. Ed è che vorresti, non appena finita una storia, che fosse già pronto a raccontartene un’altra.
Bibliografia
Il quaderno delle voci rubate – ed La sesia – 2002
Dicono di Clelia – Mursia – 2006
Lo scommettitore – Fernandel – 2006
La donna che parlava con i morti – Newton&Compton – 2007
Blog
di Tittyna
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