“Incontroluce”: la poesia di Paola Dallardi
Pubblicato da Luigi Milani
“Incontroluce”: la poesia di Paola Dallardi
Può la poesia assurgere a valore assoluto, in questi nostri giorni affannati, dominati come siamo dalla fretta, dalla superficialità e dalla mortificazione della dimensione interiore? Credo che la risposta non possa che essere affermativa, almeno nel caso di Paola Dallardi, giovane poetessa di Cremona. Dopo avere partecipato con successo a diversi concorsi di poesia nazionali e internazionali, e avere pubblicato poesie e racconti su importanti riviste letterarie, l’artista ha dato alle stampe la sua prima raccolta di versi. Si tratta di “Incontroluce”, edita da La Riflessione, un volume agile, il cui peso specifico è inversamente proporzionale alla qualità e allo spessore delle liriche in esso contenute.
“Incontroluce”: vorrei cominciare la nostra intervista dal titolo, così particolare, che hai assegnato alla tua ultima raccolta di versi, Paola. Qual è il suo significato?
Premetto che per me il titolo di un libro, di poesia o di narrativa, ha un’importanza fondamentale, perché riassume in pochi vocaboli il contenuto dell’opera stessa. L’essenza e la sintesi di ciò che lo scrittore ha voluto condividere con i suoi lettori. “Incontroluce”, in verità, racchiude due titoli che rappresentano le due parti del tutto: l’ombra (In – Controluce) e la luce ( Incontro - luce). Uno non esiste senza l’altro.
Le tue poesie sembrano a volte scaturire da un’esigenza di chiarezza interiore, quasi aspirino a divenire l’esito di una sofferta introspezione. La poesia costituisce per te un’esperienza catartica?
Come hai giustamente osservato, le mie poesie sono il prodotto di un’esperienza molto profonda di cambiamento e di ricerca interiore. Ma la poesia non rappresenta per me un’esperienza catartica, bensì un mezzo per condividere e “segnalare” (concedimi il termine) agli altri questo mio intimo cammino.
Il tema socratico del “Conosci te stesso”, o addirittura l’incitamento agostiniano – “Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas” (Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità) - sono temi a mio avviso presenti nella tua poetica. Credi siano queste le strade da seguire per l’uomo moderno, che sembra avere smarrito il senso della vita?
Penso che non si possa vivere, pensare, amare, odiare, conoscere e accettare “il fuori”, se prima non si è fatto questo percorso “dentro”.
Che valore ha la poesia nella tua vita?
La poesia “è” un valore della mia vita.
Una tua poesia, “Flash”, mi ha fatto pensare al celebre Urlo di Allen Ginsberg. Diversi però gli esiti ai quali approdi…
“Flash” è una poesia che racconta di ciò che era soltanto illusione e menzogna. La scoperta e l’annullamento di tutto ciò, nella sua stessa accettazione, aprono infine le porte per la conoscenza della verità interiore.
Abitualmente quanto tempo dedichi alla scrittura?
Direi che seguo l’onda di flusso e riflusso senza forzarmi, né mentalmente, né spiritualmente. Quindi può capitare che passino due mesi senza che abbia scritto una riga, poi , d’improvviso, “produco” cinque, dieci poesie in pochi giorni.
Quali sono i tuoi modelli di riferimento, se ne hai?
Ho molto amato Ungaretti, Saba, Montale, Quasimodo, Gozzano e Pirandello. Ma non posso affermare che siano i miei modelli di riferimento, piuttosto una sorta di tesoro dal quale, quasi inconsciamente, attingo al momento del bisogno
Il tuo libro è pubblicato da una piccola casa editrice. È stato difficile trovare un editore disposto a pubblicare una raccolta di poesie?
“Incontroluce” è la mia prima raccolta di poesie . Ho impiegato tre anni a scriverla e a selezionare i testi da utilizzare. Una volta pronta ho cercato in rete gli editori che si occupavano di poesia in relazione a scrittori emergenti. Ne ho individuati una decina che avevano le carte in regola (nel senso che non pubblicavano a pagamento e che avevano il codice ISBN) ho inviato altrettante raccolte e nel giro di tre, quattro mesi ho avuto diverse risposte affermative, tra cui quella della casa editrice “La Riflessione” di Cagliari.
A cosa stai lavorando oggi?
Ho ultimato altre tre raccolte di poesie e ne ho iniziate altre.
Progetti futuri?
I progetti prendono forma a mano a mano che il tempo passa e la strada s’illumina. Non porto mai oltre tutto ciò, il mio pensiero
Chi è Paola Dallardi oggi?
Oggi sono una persona consapevole, ma cosciente che il mio cammino è soltanto all’inizio…
di Luigi Milani
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