“Winx Club – Il segreto del Regno perduto”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Winx
Il fenomeno made in Italy
alla conquista del mondo
Sono le Winx.
Sono delle fate che vivono ad Alfea, nel mondo di Magix, un luogo interdetto a tutti gli esseri umani.
Sono magiche.
Sono uniche.
Sono un prodotto, o meglio un cartone animato realizzato dallo studio italiano Rainbow Spa.
Sono nate da un’idea di Iginio Straffi.
Il cartoon è già alla terza serie televisiva, ha ispirato un musical di successo, l’omonimo fumetto Winx Club, nonché parecchi prodotti di merchandising, abbigliamento, accessori griffati e figurine.
Le Winx si rivolgono ad un pubblico fra i 5 e i 12 anni. Ma piacciono anche ai più grandi. Piacciono a mamme e papà.
Ma le Winx non incontrano il favore di certi intellettualoidi con la puzza sotto il naso, o meglio con il catrame delle sigarette a fargli tappo nelle vie respiratorie. Le bambine sanno tutto quel che c’è da sapere sulle Winx e sul loro mondo, i genitori si adeguano ai desideri delle figlie, gli intellettualoidi della vecchia generazione tossiscono, si strozzano, accendono l’ennesima sigaretta, inveiscono, prendono a salmodiare tra un colpo di tosse e un altro, “che bello quando c’era la Barbie, così bionda, così ermafrodita, così falsa… così casa e chiesa, così perfettamente falsa…”, e giù di questo passo.
Sul piano del business, le Winx valgono qualcosa come 1,5 miliardi di Euro.
Dopo il successo televisivo è giunta l’ora di sbarcare al cinema. In Italia il film “Winx Club – Il segreto del Regno perduto” sarà nelle sale a partire da venerdì 30 novembre (2007) con oltre 600 copie. Ma in Francia le copie saranno più di 750 e in Olanda 180; il film è stato venduto anche in Spagna, a Singapore, e si pensa di riuscire a conquistare anche gli USA con le Winx made in Italy, nonostante gli americani si dimostrino un po’ refrattari alla novità, difatti non riescono a staccarsi dalle gonne della sempre più ermafrodita Barbie.
L’anteprima del film, alla Casa del Cinema, diretto dal loro creatore, Straffi, a capo della piccola ma promettente Rainbow di Loreto (Ancona), ha praticamente coronato un sogno: “Arrivare a competere con i fuoriclasse, la società che dà una pista a tutti, ovvero la Pixar.” Per realizzare l’obiettivo il regista, produttore e imprenditore ha realizzato la pellicola in 3D, costruendo di sana pianta degli studi specializzati, i Rainbow Cgi, a Roma, in via della Bufalotta.
Ci sono volute 130 persone, anzi 400, tenendo conto degli apporti esterni, per realizzare il film in uscita il 30 novembre in tutte le sale italiane. Un impegno di tecnici italiani dell’animazione senza precedenti: al film ha collaborato anche Vincenzo Nisco, 12 anni di esperienza alla Disney. Spiega Straffi, giustamente eccitato: “…per non perdere la ricca opportunità del mercato natalizio”. E sì, perché è sotto Natale che i film di animazione vanno per la maggiore. E’ sotto il periodo natalizio che la magia si fa sentire, anche nei cuori più arcigni.
“Winx Club – Il segreto del Regno perduto”, il film, è costato 22 milioni di Euro. Il film inizia dove finisce la terza serie tv. Le protagoniste sono sei: Stella, Floria, Aisha, Musa. Tecna e Bloom. Proprio Bloom, la leader del gruppo delle fatine, è triste: vengono distribuiti i diplomi alla scuola di Alfea, ma Bloom non può diventare una Fata guardiana, poiché il mondo a cui appartiene e che dovrebbe proteggere, il pianeta Domino, è stato distrutto dalle forze del Male. Bloom deve ritrovare i suoi genitori, una speranza questa, l’ultima. Non anticipiamo di più, non sarebbe giusto nei confronti di tutti i migliaia di fan che sicuramente andranno al cinema per sapere se Bloom riuscirà a diventare una Fata guardiana, se troverà i suoi genitori vivi, e come potranno esser loro d’aiuto i boyfriend. Chi ha seguito Winx in tv sa che Bloom ha un segreto, o meglio ancora: i genitori della giovane Bloom sono un mistero a tutti gli effetti.
Il papà delle fatine non sembra preoccupato delle critiche ricevute. Qualcuno ha pensato di accusarlo d’aver creato delle giovani dai corpi troppo longilinei e perfetti, il tutto in un look esageratamente trandy, quasi che la Barbie non sia una “sottiletta”, per non dire del nipponico e ormai vetusto manga Lady Oscar, dove Oscar è più sottile della sua spada. Iginio Straffi si difende: “L’aspetto fashion serve per catturare l’attenzione delle spettatrici. Ma non c’è nulla di eccessivo. E comunque ciò che conta è il messaggio che portano: amicizia, solidarietà, onestà; il non prendere scorciatoie, il credere che se ci si impegna si riesce.”
In preparazione la quarta stagione televisiva per le fatine, nonché il progetto Pixie, che sarà una serie tv tutta dedicata alle micro-fatine Pixie amiche delle Winx. Il secondo film delle Winx per il grande schermo è in pre-produzione e già si pensa al terzo, ma non ci si dimentica che altro importante target è quello di sfondare sul mercato americano, che si dimostra ancora refrattario al fenomeno Winx, mentre in Europa è già un successo, e non solo.
di Giuseppe Iannozzi
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3 Commenti »
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Pubblicato il 28 11 2007 alle 2:41 am
Che ti dico, la mia cara figliola me le ha fatte venire a noia, in verità le odio e poi son pure brutte anzi che dico orrende. Dove sono finite quelle stuoende barbie?
bacio
Pubblicato il 28 11 2007 alle 10:52 am
Ma come? ti piacciono quelle brutte barbie ermafrodite?
Sinceramente Barbie non mi piace. E’ così piatta che una sogliola è formosa a suo confronto.
Perché brutte?
Io le trovo carine. Hanno un bel visino, occhioni grandi – in stile manga.
Ma forse piacciono più alle nuove generazioni che non alle bimbe come te.
Smmaaackkk
Beppe
Pubblicato il 23 10 2009 alle 3:00 pm
Fear of the unknown, of what could happen. ,