Parlare in Rete liberamente?
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Parlare in Rete liberamente?
Che pretesa assurda!
Io vi censuro subito.
da “La Repubblica”: Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all’esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E’ un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale – continua il disegno di legge – significa inventare e distribuire un “prodotto editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o “intrattiene” il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso. clicca qui se vuoi legger l’articolo per intero
da “La Repubblica”: “Un errore da correggere”. Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l’allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell’editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l’esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.
Clicca su Ddl editoria, Gentiloni ammette “Un errore la registrazione dei siti”
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no al DDL che limita la democrazia in Rete
http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
by Red
Leggi anche il suo blog http://biogiannozzi.splinder.com
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2 Commenti »
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Pubblicato il 16 11 2007 alle 7:39 pm
già…questa storia… ma tu sai dirmi che fine ha fatto questa loro bella idea???hanno veramente modificato “le cose”?
bacio
cinzia
Pubblicato il 17 11 2007 alle 12:00 am
Attualmente, no. Rimane che per le grandi testate, ad esempio per il sito di repubblica debba avvenire la registrazione. Così per tanti siti che hanno cadenza giornaliera negli aggiornamenti e che non sono assimilabili a dei blog. Quindi se uno ha un piccolo sito che deve aggiornare tutti i giorni, in teoria, lo deve registrare. Di fatto stanno ancora a litigare fra di loro, perché c’è chi dice di non aver letto, chi di non aver capito…
Insomma sono proprio dei coglioni.
Bacioni anche qui,
Beppe