La lotta delle majors al download illegale
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La lotta delle majors
al download illegale
di Giuseppe Iannozzi
La musica. La musica. La musica. Proprio Lei, una cultura che ogni giorno che passa perde terreno, colpa delle produzioni scadenti, colpa di artisti che tali non sono: discorso vecchio che si potrebbe comodamente infarcire di common-places, ragion per cui meglio accantonarlo, almeno per il momento, dicendo prima però che se ieri su 100 artisti 50 erano per la moda del momento storico, oggi 99 sono un fenomeno modaiolo e soltanto uno è un’artista completo. Negli anni Settanta la musicassetta fu la svolta. Dopo i 33 giri, dopo il vinile, la musicassetta s’impose sul mercato discografico offrendo musica a portata di mano. Nastri da 90 minuti, per tutte le tasche, permisero di diffondere, di duplicare interi album. Il walkman diventò subito un accessorio indispensabile, le cuffiette un simbolo di libertà. Non è durata molto la musicassetta: a quarant’anni dalla nascita è stata licenziata in favore degli Mp3, nemmeno dei Cd o dei Dvd. Quella del Duemila è l’iPod Generation, una generazione di gente che ha fatto degli Mp3 il nuovo mezzo per ascoltare musica. Chi ascolta Mp3 è solitamente una persona che si accontenta: non gl’interessa granché la qualità del file, purché si senta e sia soprattutto gratis, meglio ancora se piratato. Gli Mp3 non offrono una grande resa musicale, ma sono un investimento sicuro (!) per tutte le majors; le case discografiche, anche le più refrattarie, si sono gettate a capofitto in quel mercato che è per/dell’iPod Generation. La diffusione massiccia degli Mp3, siano essi legali o meno, ha fatto sì che il disco, che il disco inteso come cultura subisse una netta svalutazione: oggi il mercato è diviso fra chi ascolta solo Mp3 e chi invece ascolta e compera cd e vinili perché crede ancora che la qualità non ha prezzo, perché un buon DISCO è cultura. Prima dell’uscita del suo ultimo album in studio, “Modern Times”, Bob Dylan attraverso la radio rilanciò sul mercato l’idea che il calore musicale che viene all’ascoltatore da un vinile non può invece essere trasmesso da un Cd, figurarsi da un file Mp3. Forse anche a fronte della campagna promossa da Bob Dylan, alcuni artisti e alcune case discografiche hanno rimesso sul mercato un po’ di vinili, per la gioia di tutti quei fanatici che la musica l’amano sul serio. Il mercato del vinile, soprattutto quello delle nuove uscite, è ridicolo se confrontato a quello del cd, insignificante se paragonato a quello degli Mp3. Eppure lode a chi oggi ascolta musica solo se su vinile o al limite su Cd, ma che sia un Cd prodotto come Dio comanda.
La discutibile resa musicale di un Mp3 è un problema di cui piace parlare a pochi, men che meno alle case discografiche felici di dar via Mp3 come fossero pane. Lo scambio di Mp3 fra chi ascolta musica ha fatto sì che il Cd diventasse un po’ più abbordabile, i prezzi sono calati, non vertiginosamente, ma le promozioni d’una parte del catalogo delle etichette sono aumentate. Se ieri la pirateria era soprattutto mirata ad abbattere il riversamento degli Mp3 su Cd, oggi invece è perlopiù concentrata sull’Mp3 in sé, affinché non passi da un iPod a un altro. La quantità di Mp3 non legali è grossa, la qualità è di solito molto bassa, ciò non toglie che l’Mp3 duplicato fa paura alle etichette: per gli ascoltatori finali un file musicale dura giusto il tempo d’una moda, poi sarà sostituito da un altro file. L’iPod Generation vive di compilation, non sa neanche cosa sia un concept album. C’è un minimalismo, o rozzezza che dir si voglia, nell’ascolto dei brani musicali: l’iPod Generation predilige brani di facile ascolto, indipendentemente dall’artista, e per ascolto facile s’intenda pure brani brevi e veloci, orecchiabili - deperibili. “Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo, con l’ausilio tecnico di F.P.M. - Federazione contro la Pirateria Musicale - ha concluso una complessa indagine, svolta in diverse regioni d’Italia (Lombardia, Piemonte e Lazio), volta alla repressione dello scambio illegale di files musicali in rete, smantellando definitivamente un network denominato Discotequezone”: in sintesi questo è il comunicato, per mezzo del quale la Guardia di Finanza di Bergamo annuncia d’aver comminato in data 28 settembre 2007 sanzioni amministrative per oltre 8 milioni e mezzo di Euro nei confronti di 7 grandi uploader. Sarebbero stati chiusi inoltre 5 server e 2 siti che distribuivano brani coperti da copyright. Le case discografiche oggi devono combattere contro il peer-to-peer, contro il file sharing. L’IFPI (Federazione Internazionale dei Fonografici) in Germania è riuscita a ottenere la chiusura di alcuni tra i maggiori server su cui si basa la rete eDonkey di eMule. Ma c’è da metterci la mano sul fuoco che a breve risorgeranno altrove. La lotta al file sharing è forse perduta in partenza - come la lotta alla carie e alla calvizie -, ma le etichette discografiche non mollano l’osso: ci sono troppi miliardi in ballo, troppi sul serio. La lotta alla pirateria è sul fronte download illegale. E’ stato aperto proprio in questi giorni, in versione beta, Amazon Mp3, un jukebox musicale che al suo battesimo può vantare già due milioni di brani. Gli Mp3 messi in commercio su Amazon si possono ascoltare su qualsiasi dispositivo di nuova generazione, dal più vetusto lettore mp3 al più sofisticato degli iPod, e volendo si possono riversare su cd. Partecipano circa diecimila case discografiche, tra cui due majors: Emi e Universal. La Emi ha praticamente dato tutto il suo catalogo, ma non gli scarafaggi, cioè i Beatles. La Universal ha dato parte del suo catalogo, ci va dunque più coi piedi di piombo, e forse fa bene. Le altre due majors, Sony/BMG e Warner Music invece non hanno ancora dato il via libera agli mp3 senza protezioni. I prezzi: Amazon Mp3 cerca di fare concorrenza a iTunes. Un singolo brano costa tra 89 e 99 centesimi di dollaro (contro i 99 con DRM e i 129 senza DRM di iTunes). Se poi si acquista un album tutto in mp3, ci sono delle offerte, si parte dai 9,99 $ standard per scendere sino a 5,99$ (circa 4 Euro). Si tenga però presente che molti album sono oggi presenti sul mercato su cd a mid price, circa 9,90 Euro, un prezzo che può scendere ancora, difatti i grandi megastores applicano prezzi più bassi rispetto al prezzo consigliato. Meglio avere un Cd originale con tanto di liner notes, booklet, artworks. o un album in formato mp3? Questo è il problema. Ma non per il sottoscritto: la mia preferenza non può che cadere su cd e vinili e musicassette anche, ma mai e poi mai sugli mp3, siano essi legali o free (gratis). Per il momento Amazon Mp3 è aperto ai cittadini residenti negli Stati Uniti, tutti gli altri possono navigare all’interno del negozio virtuale ma non possono acquistare. Sinceramente la visita ad Amazon Mp3 non mi ha entusiasmato. Ma al sottoscritto il villaggio globale non piace per niente, soprattutto quando va a toccare l’arte con la A maiuscola però.
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